VALSUSA, LA DOLCE FOTO DI KIMERA DOPO I GIORNI DI SOFFERENZA: “NOI CI METTIAMO LA FACCIA”

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Il selfie di Stefania con la dolce Kimera, pubblicato sabato 6 novembre, dopo i giorni di sofferenza

di FABIO TANZILLI

RUBIANA – Una foto che vale più di mille parole. Dopo i giorni drammatici e di estrema sofferenza, dopo aver sfiorato la morte per mano di un folle, Kimera appare nel selfie pubblicato stamattina dalla sua padrona, Stefania Rezzani.

Lo sguardo è dolcissimo, Kimera si avvicina alla padrona con gli occhi pieni di amore: “Noi ci mettiamo la faccia” scrive Stefania. Il suo appello per trovare il responsabile dell’aggressione al suo cane continua ad essere condiviso sul web e attraverso i social network, mentre già è stata fatta denuncia alle forze dell’ordine.

Ma come sta Kimera? Al di là della tenerissima foto pubblicata oggi, tre giorni fa è stata rivisitata dal dottor Calliero e le sue condizioni di salute sono discrete. “Sono stati tolti 15 punti graffette, per gli altri si attende la prossima settimana – spiega Stefania su Facebook – fa una dieta liquida con aggiunta di poca carne e una manciata di crocchette specifiche per l’intestino. L’antibiotico viene somministrato per bocca (niente più punture), con i fermenti lattici”. Il veterinario ha concesso che Kimera possa tornare a muoversi, concedendo una breve passeggiata di mezzora. Ma la battaglia di Kimera e di Stefania non finisce qui: “Io continuerò a pubblicare la sua foto chiedendo sia fatta giustizia!”.

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5 COMMENTI

  1. Una bellissima notizia! Auguroni a Kimera e un abbraccio alla sua famiglia. Speriamo sia individuato e punito duramente l’autore di questo infame gesto!

  2. W Kimera! Sono felice di vedere che sta migliorando… non si scoraggi, quando 4 anni fa la mia cagnolina di 8 kg, per di più condotta al guinzaglio, è stata aggredita da 2 femmine incroci pitbull di un ragazzo incapace di trattenerle al guinzaglio, che peraltro si è mostrato, insieme alla sua famiglia, prepotente e maleducato, e non mi ha risarcito un euro, con la scusa della disoccupazione e del fatto che “i suoi cani stavano benissimo” per il difficilissimo intervento e la riabilitazione, la mia cagnetta aveva un polmone bucato, 7 costole rotte e morsicature ovunque, gola compresa. Non è morta grazie all’aiuto di passanti che non ringrazierò mai abbastanza, e del Dottor Montafia che con la sua equipe l’hanno letteralmente strappata alla morte. Ma il percorso è stata lungo, la cagnolina debole e molto spaventata, si è fatta imboccare il cibo un mese consecutivo, più medicazioni, antibiotici eccetera. E’ passato circa un mese prima che, dal balcone, osasse nuovamente abbaiare. Adesso sta per compiere 15 anni, si è ripresa bene, e in proporzione all’età conduce ancora una vita attiva. Quindi evviva Kimera e coraggio, ce la farà. Mi sento solo di darle una raccomandazione. Siccome a questo mondo i violenti vagano per le strade, e non si sente altro che parlare di torture agli animali, omicidi, femminicidi e chi più ne ha più ne metta, oltre a continuare a cercare il colpevole che deve essere punito severamente ai sensi della legge, accompagni sempre il suo cane in passeggiata, perchè anche se è innocuo, c’è purtroppo il rischio che persone insensibili e crudeli compiano atti deplorevoli come questo. Inoltre potrebbe essere pericoloso per sè stesso e gli altri se cammina dove passano automobili e moto. Auguri.

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