VALSUSA, LA RINASCITA DI CASE MANDRIA: NON C’ERANO STRADE ED ENERGIA, ORA È UNA SOCIETA AGRICOLA

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Case Mandria

di ANDREA MUSACCHIO

CAPRIE – Ci sono storie che non hanno bisogno di grandi presentazioni. Sono quelle storie dove si capisce subito la bontà del progetto e dei protagonisti. Bene, questa è una storia di quelle. Una storia di amore per le nostre terre, di rinascita di antiche tradizioni, ma con lo sguardo proiettato sempre verso il futuro. Questa è la storia di come Case Mandria (un tempo chiamata Lue), una borgata sopra Novaretto (Caprie), sia totalmente rinata dopo anni di abbandono.

Come detto in apertura, Case Mandria è stata per 15 anni in uno stato di totale degrado: abbandonata nel 1994, la borgata valsusina è stata via via coperta completamente dai rovi, che hanno fatto letteralmente scomparire le strade e le baite presenti. A dargli una nuova vita, ci ha pensato la coppia di sposi Mauro Greppi e Cristina Rioli, i quali sono stati aiutati in questa missione anche dal loro figlio Giulio. Nel 2009, dopo settimane di lavoro intenso, dove sono state pulite le strade, ripristinati castagneti e portato l’energia elettrica in borgata, i tre hanno dato vita ad una società agricola che prende il nome del luogo. All’interno della borgata sono presenti 6 baite e circa 50mila mq di terreno. Intervistato da ValsusaOggi, Mauro Greppi racconta come è nata l’idea di Case Mandria e quali sono i progetti futuri.

Buongiorno Mauro, ma come è nata realmente questa “pazza” idea di comprare Case Mandria?

Sono un grande appassionato di montagna. Si tratta di una passione tramandata da mio nonno e da mio papà. Una passione che mi è entrata dentro e non è più uscita. Questa proprietà l’ho trovata su internet, ma era talmente coperta dai rovi che non la vedevo. Io all’inizio cercavo solamente un luogo per i miei animali, anche perché nella vita faccio tutt’altro. Conosco perfettamente queste zone, dove ci ho passato tutta la mia infanzia. Vedere queste baite abbandonate, a causa dell’industrializzazione che ha portato via le famiglie dalle montagne per “trasferirle” in città, mi faceva male. Per questo ho deciso di intervenire con il supporto della mia famiglia.

Hai parlato di baite abbandonate. Case Mandria è un progetto per far tornare le persone nei borghi montani?

Inizialmente l’idea non era questa. Ho comprato questo terreno per me e per i miei animali. Un luogo che mi permettesse di staccare dal lavoro. Poi, guardando questi paesaggi, è nata l’idea di creare una struttura ricettiva, che possa valorizzare (almeno in parte) queste zone della Val di Susa. Caprie è un posto bellissimo, dove si possono fare numerose attività o sport adrenalinici. Dalla via ferrata all’arrampicata; dal parapendio al canyon. E poi si trova a pochi minuti da Torino. Io sono dell’idea che bisogna valorizzare questi luoghi. Dopo aver salvato Casa Mandria, la nostra missione è quella di far conoscere il territorio a chi arriva da fuori. Chiaramente sarà impegnativo a livello burocratico, ma noi ci proveremo.

Facendo un passo indietro, quanto tempo dedichi a Case Mandria? Visto anche che nella vita fai tutt’altro.

Sì, il mio lavoro mi porta in giro per il Piemonte per quasi tutta la settimana. Ad ogni modo, dipende. In inverno ci dedico almeno un’ora tutte le mattine. Ci sono sempre delle problematiche, anche piccole, che bisogna risolvere. Fortunatamente, riesco a ritagliarmi del tempo libero dal mio lavoro, quindi appena ne ho l’occasione corro su a Case Mandria. Lì c’è sempre qualcosa da fare. Io e la mia famiglia abbiamo dato tutto per far rinascere quel luogo. Ed è grazie anche al nostro lavoro se è stato fermato l’incendio del 2017. Le strade ripulite hanno permesso alle varie squadre di soccorso di poter intervenire facilmente, ma soprattutto anche evitato che l’incendio si propagasse ulteriormente.

I ROVI E LA PULIZIA DELLE STRADE

IL RECUPERO DEI CASTAGNETI

IL RECUPERO DI CASE MANDRIA

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