SANT’AMBROGIO, LA RIPARTENZA DELLA MOTTURA: “PUNTIAMO SUL MADE IN ITALY”

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di CORINNE NOCERA

SANT’AMBROGIO – È una ripartenza nel segno della ricerca, dello sviluppo e del Made in Italy quella di Mottura Serrature di Sicurezza S.p.a., a Sant’Ambrogio. A confermarlo in questa intervista post lockdown è Maria Sole Mottura, responsabile marketing e comunicazione dell’azienda – che opera in tutto il mondo – leader nella produzione di cilindri Champions a profilo europeo, serrature di sicurezza per porte blindate, di legno e serramenti e casseforti per uso privato e per hotel.

Come avete vissuto questi mesi difficili in azienda, tra i dipendenti e la gestione del lavoro?

Grazie al sistema smartworking abbiamo mantenuto attive diverse funzioni, quali per esempio amministrazione, contabilità e customer care durante il lockdown. Come è risaputo, Mottura è un’azienda produttrice, pertanto una fetta importante del lavoro deve essere svolto fisicamente e attraverso l’utilizzo di macchinari: le imposizioni governative sul fermo produttivo di numerosi codici Ateco non ci ha permesso di svolgere le attività di produzione. Tuttavia, siamo comunque riusciti a riorganizzare l’ambiente lavorativo e la produzione dal momento in cui è stato sbloccato il nostro codice.
Abbiamo affrontato in modo responsabile la situazione, sempre rispettando le norme vigenti e con la piena collaborazione di tutti i dipendenti.

Qual era il clima tra i dipendenti?

Il clima era nuovo per tutti: affrontavamo tutti per la prima volta una pandemia. Probabilmente questo ci ha permesso di fare fronte comune e ricominciare. Tutte le decisioni prese sono state ragionevoli e condivise.

Avete una strategia per affrontare la ripartenza?

Puntiamo sui valori che ci contraddistinguono: qualità, Made in Italy, ricerca e sviluppo. Questi valori ricorrono spesso nelle nostre comunicazioni, in situazioni normali. In questo momento di ripartenza pensiamo che gli italiani dovrebbero ricominciare a scegliersi tra di loro, in tutti i settori.

Da questa esperienza pensate di aver apportato qualche miglioramento per il futuro?

I giapponesi insegnano che c’è sempre margine di miglioramento. Le nostre condizioni di lavoro sono sempre state congrue agli standard richiesti: sicuramente oggi ci siamo abituati tutti a fare ancora più attenzione alle regole igienico-sanitarie. A livello produttivo invece siamo contenti di essere diventati più efficienti e ancora più precisi nel monitoraggio dei processi produttivi.

Ci sono nuovi progetti in cantiere o li avete sospesi/posticipati con l’arrivo del Covid?

Nessun progetto è stato sospeso, semplicemente alcuni sono stati rimodellati in base alle nuove norme. Con questo mi riferisco per esempio alla pianificazione di fiere ed eventi che sono stati spostati, il lancio di alcuni prodotti nuovi e relativi materiali di supporto. Il Covid ci ha “dato il tempo” per ripensare ad alcune campagne di comunicazione che sono diventate digitali.

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