VALSUSA, LA TRISTE STORIA DEL CUCCIOLO TOBY

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In foto Toby – Foto tratta dalla pagina Facebook del Rifugio Il Bau

di ANDREA MUSACCHIO

AVIGLIANA – Ci sono storie che lasciano sgomenti, senza parole. Storie che rattristano e rendono difficile la narrazione di un evento che, in un mondo normale, non dovrebbe nemmeno esistere. Storie che lasciano tanti punti interrogativi e poche risposte, sensate perlomeno. Questa è la triste storia di Toby, un cucciolo di pochi mesi ritrovato senza vita, pochi giorni dopo essere stato adottato.

Come detto, Toby era stato da poco scelto da alcuni adottanti. Nei suoi occhi era possibile vedere la felicità di chi si apprestava finalmente a vivere una vita con una nuova famiglia, e il desiderio di ricevere tanto amore. E invece non è andata così. Nella giornata di ieri, sabato 18 settembre, sui social è iniziata a circolare la notizia della sua scomparsa ad Avigliana, in zona Drubiaglio. Questa mattina, poi, il triste annuncio: il corpo di Toby è stato ritrovato senza vita. Un annuncio che deve far riflettere e che riporta al solito rapporto uomo-animale. Condividiamo il messaggio diffuso sulla pagina Facebook da parte del rifugio Il Bau, i primi a dare la notizia della morte del cane Toby, che è diventato in poche ore il cucciolo di tutti.

Vi raccontiamo una storia triste, in cui i protagonisti purtroppo non sono i cani, ma la superficialità, la leggerezza e la presunzione. Ecco perché è una storia triste – scrivono – Invece di potervi comunicare un lieto fine, siamo costretti a comunicarvi il decesso di Toby, cucciolo di pochi mesi, adottato dopo preaffido e raccomandazioni per la sicurezza del cane. Doveva essere una nuova vita e invece è stato l’inizio della sua fine“.

Il messaggio prosegue. “Non vogliamo scendere in dettagli, sarebbe ormai inutile. Ma non vogliamo più avere vittime di inaccettabile superficialità, non vogliamo più dover organizzare ricerche per trovare cani fuggiti perché le regole di sicurezza che comunichiamo non vengono seguite dagli adottanti. Non vogliamo più dover recuperare i corpi degli animali deceduti perché chi adotta presume di sapere come fare perché di cani ne ha avuti tanti: ogni cane ha sue caratteristiche e personalità. Non vogliamo più piangere vite spezzate perché con leggerezza si affrontano i primi giorni, le prime settimane e i primi mesi di vita con un essere vivente di cui dovremmo prenderci cura. Ci impegniamo sempre, senza sosta, cerchiamo le adozioni che possano portare ad un’esistenza serena per i nostri ospiti a 4 zampe, ma quando arrivano a casa siete voi adottanti responsabili di quella vita e non esistono scuse“.

La conclusione da parte del rifugio. “Vi preghiamo di riflettere sull’importanza di prendersi cura di un cane quando si decide di adottarne uno, di accettare le regole – perché non sono consigli – di adozione che impartisce il Rifugio. Di mettere in discussione schemi di comportamento acquisiti con cani precedenti, ognuno di loro ha una personalità e peculiarità proprie. Riflettete, pensateci bene, chiedetevi se siete adeguati per evitare che un’adozione possa diventare un binario che conduce alla morte”.

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4 COMMENTI

  1. Non è semplice adottare un cucciolo… bisogna saperlo accogliere e crescere nel modo giusto per evitare di rovinare la propria vita e quella del cucciolo…
    Spesso l’adozione viene fatta senza questa consapevolezza e forse in modo superficiale…
    Speriamo che questo articolo possa aprire gli occhi a quelle persone che vedono in un cagnolino solo un gioco e non un essere vivente con tutti i suoi diritti e i suoi bisogni…

  2. Quindi??
    Si accusa chi ha adottato il cane di superficialità ed inadeguatezza… ma chi è che ha dato in affido il cucciolo?? Probabilmente i neo affidatari del cane avranno delle responsabilità in questa vicenda. Ma anche chi affida ne ha avute, ed ora scagliarsi con chi ha perso il cane mi suona tanto come un tardivo “lavaggio di coscienza”…

    • BB, conosco personalmente i volontari del Rifugio Il Bau, ho adottato anch’io un cane lì, e ti posso garantire che di tutto si può dire di loro meno che siano superficiali o che non facciano abbastanza attenzione. Loro si affezionano a ogni singolo cane in maniera unica; tanto per dirti, nel 2015 ho adottato un pastore tedesco lì, pochi mesi fa le ho ricontattate dopo tempo per comunicare (per educazione) la malattia della cagnolona… ecco, loro si ricordavano perfettamente tutto, nonostante fossero passati anni e tanti altri cani nel frattempo.
      Chi adotta un animale dovrebbe capire che è come adottare un bambino, bisogna fare attenzione, seguirlo, stargli dietro, fare attenzione. Si adotta perchè si vuole SALVARE una vita, la si vuole RISPETTARE e rendere DIGNITOSA. Gli animali non sono un gioco, bisogna prendersene cura, amarli con tutti se stessi. Sono essere viventi come noi, e come noi amano, soffrono, gioiscono, provano paura. La famiglia dovrebbe PROTEGGERE. Adottare non è un obbligo, chi lo fa, lo deve fare responsabilmente.

  3. Mi dispiace tantissimo per Toby. Anch’io sto affrontando la morte della mia cagnolina Maya, anche se noi gli abbiamo dato sempre attenzioni e amore ,qualcuno ha pensato bene di avvelenarla. Non è il primo cane di questa valata a morire per avvelenamento. In questi casi non si può fare niente?

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