SAUZE D’OULX, L’APPELLO DI UN ALBERGATORE: “UN PIANO PER RIPARTIRE TUTTI UNITI, CE LA FAREMO”

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di ANDREA LIMONGIELLO (Albergatore di Sauze d’Oulx)

SAUZE D’OULX – Dopo una chiusura “anticipata” della Stagione Invernale dovuta al Covid-19 ci si guarda intorno e avanti al fine di intravedere una luce che riporta alla normalità, o almeno ad una vita reale più che surreale.

Abbiamo tutti patito l’entrata a gamba tesa del Coronavirus nelle nostre vite che ci ha spiazzato quasi da un giorno all’altro facendoci capire come la vita sia imprevedibile
e da questo dobbiamo ripartire tutti insieme ancora più uniti e ancora di più con la voglia di fare “Turismo” in tutti i settori.

Credo sia giunto il momento di condividere tutti insieme (operatori, sindaci, consorzi, Regione) un piano al fine di far ripartire l’indotto con tutti i suoi punti di forza, tenendoci uniti possiamo raggiungere obiettivi mai raggiunti precedentemente, eliminando qualsiasi forma di polemica…facendoci forza uno con l’altro perché dopo un “Lockdown” di quasi due mesi la voglia di ripartire sarà ogni giorno sempre di più.

L’estate è alle porte, la voglia di evadere dalle città anche solo per respirare un clima differente sarà l’obiettivo settimanale per ogni cittadino che potrà riabbracciare il proprio lavoro con ogni difficoltà pertanto, ancora di più, dovremmo essere capaci ad ospitare tutte le domande, richieste, in conformità di ogni regola, per riportare le nostre Valli, le nostre famiglie, le nostre attività ad una ripresa intelligente, sana al fine di offrire un prodotto eccellente quale le nostre montagne.

Uniti ce la faremo.

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3 COMMENTI

  1. Forse sarà la volta buona che l’offerta ai turisti sarà migliorata?
    Locali su piste e rifugi in mano spesso a gente (ndr: che arriva da altre regioni !!!) che delle ristorazione non ha mai avuto a che fare.
    personale maggiormente selezionato, che quando vede un cliente lo ACCOGLIE e magari non lo lascia ad aspettare anche per oltre 30minuti, se serve faccio i nomi.
    miglioriamo la ricettività, personale che sia in grado di “servire” ma badate non di essere servo.
    In quest’ultima stagione ho abbandonato alcuni rifugi (alcuni non proprio sulle piste), cibo pessimo, servizio peggio, prezzi da 5stelle, personale da denuncia.

    Spero siano spunti di reflessione.

  2. Luisa Piazza, direttore generale di VisitPiemonte, società in house della Regione e di Unioncamere per la valorizzazione turistica e agroalimentare ha dichiarato all’ANSA:

    “Alcune linee-guida su cui si sta riflettendo riguardano l’offerta di vacanze green in luoghi contraddistinti da grandi spazi, percorsi storico-spirituali come la Via Francigena, la Via Alta dei Walser o le Valli Valdesi, l’enogastronomia con nuove modalità di fruizione. ”

    Ammesso e non concesso che sia una proposta praticabile e proficua, tradotto significa abbandonare al loro destino tutti gli investimenti sciistici ed alberghieri esistenti e tutto il comparto del turismo invernale.

    Altroché aspettative di offerta migliorata per avventori capricciosi, sembra l’annuncio dell’Apocalisse.
    Si attendono idee meno devastanti (anche da gestori “di altre regioni”)

  3. quando c’e` lavoro e soldi subito in giro con macchinoni e fare i grandiosi, quando c`e` magra i primi a piangere e chiedere aiuti a destra e sinistra.

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