VALSUSA, L’ARBITRO E IL DERBY SOSPESO: “GRAVE GESTO DEL GIOCATORE, MA NON È UN DELINQUENTE”

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CHIANOCCO – A seguito del derby di calcio sospeso in Prima Categoria, domenica 16 ottobre, tra Caselette e Chianocco, con l’espulsione di un giocatore del Chianocco e il successivo scontro tra lo stesso attaccante con l’arbitro Franco, ValsusaOggi ha chiesto una replica alla Polisportiva Chianocco, che ha inviato questo comunicato: “Per quanto riguarda l’accaduto di domenica scorsa nella partita che vedeva i nostri ragazzi impegnati contro i ragazzi del Caselette vorremmo puntualizzare che il nostro ragazzo, pur non avendo giustificazioni per l’atteggiamento tenuto nei confronti dell’arbitro, avendo sì, strappato il fischietto dalla bocca e successivamente lanciato addosso allo stesso, non ha assolutamente cercato di colpirlo in nessun modo. Anzi, dopo essersi immediatamente reso conto dell’accaduto e del grave errore commesso si è allontanato dal campo… Ovviamente siamo consci del grave gesto fatto, e non vogliamo in alcun modo giustificarlo, né tanto meno trovare alibi, semplicemente vogliamo che il ragazzo sia “giudicato” per l’errore fatto, e non passi per un serial killer o un delinquente comune, dato che non sono qualifiche che gli appartengono! Un errore, per quanto ingiustificabile, non può sicuramente cambiare la storia e l’animo di un ragazzo per bene”.

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15 COMMENTI

  1. Sin dagli anni 90 sento e vedo partite di squadre minori che finiscono a pagnotte. In molti casi sono gli adulti a spingere i giovani alle mani. Il gesto è grave. Ok. Lui farà ammenda. Ma non è un criminale. Quelli altri.

    • Veramente è proprio nel calcio che si vedono ste scene. La cultura sportiva del calciatore medio è la stessa degli ultras che stanno sulle tribune. Non è un caso se in praticamente nessuno altro sport si vedono scene del genere.

  2. Gli stessi autori del comunicato sono confusi e tentano una difesa che appare in certi punti esilerante per non dire ridicola. Questo goffo tentativo di sminuire l’accaduto segna l’ennesimo punto a sfavore del calcio come attività sportiva di aggregazione.
    Prima gli autori scrivono:”…vorremmo puntualizzare che il nostro ragazzo, pur non avendo giustificazioni per l’atteggiamento tenuto nei confronti dell’arbitro…” non potendo negare l’estrema gravità del fatto ammettono che il gesto è da condannare in modo fermo ed assoluto.
    Dopo di che :”…Anzi, dopo essersi immediatamente reso conto dell’accaduto e del grave errore commesso si è allontanato dal campo…” SIGNORI il calciatore è stato espulso il giocatore quindi DEVE allontanarsi dal campo di gioco, ma veramente volete far passare questo gesto di “auto-allontanamento” come un pentimento o attenuante al gesto???
    Ed ancora :”…vogliamo che il ragazzo sia “giudicato” per l’errore fatto, e non passi per un serial killer o un delinquente comune…” certo che va giudicato per il gesto commesso, non facendogli più mettere piede in un campo per i prossimi 4 anni!!!
    Chiosando con :”…Un errore, per quanto ingiustificabile, non può sicuramente cambiare la storia e l’animo di un ragazzo per bene.” probabilmente sono le stesse parole usate dalla mamma di Osama Bin Laden dopo l’attacco alle torri gemelle.
    Signori dirigenti del Chianocco calcio dovreste essere voi i primi a sanzionare gesti simili, il tentativo di giustificare e sminuire, a mio avviso, vi pone allo stesso livello di chi commette atti antisportivi come quello accaduto a Caselette. Non stupitevi delle critiche perché c’è ancora gente che conosce la sportività come atteggiamento e cerca di perseguirla a differenza di voi.

  3. Meno male che ” è un ragazzo per bene”. Se fosse stato un mezzo delinquente l’arbitro sarebbe morto!?
    Ma perchè i dirigenti della Squadra tengono le sue parti? Se dichiarassero che prenderanno i giusti provvedimenti farebbero più bella figura.

  4. Già il gesto non lo qualifica come ragazzo per bene. Non sarà un delinquente ma sicuramente non un ragazzo per bene come viene dipinto….

  5. Avrà tempo di riflettere sul suo gesto durante la squalifica che non sarà breve

    Spero però che sia punita anche la società che lo difende

  6. Due anni di sospensione.
    Punito anche un dirigente del Chianocco che inveiva contro l’arbitro.
    Vabbè, che gli serva di lezione

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