VALSUSA: LE PAROLE DEL GIOVANE NICOLAS, RIMASTO CIECO A CAUSA DI UNA MINA A NOVALESA

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Nicolas Marzolino (foto da www.anvcg.it)

ROMA – Privato della vista e di una mano, per un gioco che si è rivelato fatale. Era il 2013 quando Nicolas Marzolino ha raccolto da un campo a Novalesa, insieme a due suoi amici, “una cosa rossa, argentata e lucida, non arrugginita perché era in alluminio, che assomigliava ad un lumino da camposanto”, come racconta il ventenne in un’intervista a Rai News.

Inconsapevoli del pericolo, i ragazzi hanno giocato un po’ con questo strano oggetto, ma solo quando è esploso hanno capito di cosa si trattasse. Oltre 100 milioni di mine in 60 paesi del mondo. 10 vittime al giorno, l’80% civili. Non accade solo nei teatri di guerra: per ordigni inesplosi e mine, negli ultimi anni sono rimaste ferite in Italia decine e decine persone, proprio come è successo a Nicolas, in Valsusa. Spesso questi esplosivi sono nei campi e non vengono riconosciuti.

Il ragazzo di Novalesa ha parlato lo scorso 4 aprile a Roma, in occasione della XII Giornata Mondiale per la promozione dell’azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi, indetta dalle Nazioni Unite nel 2005. Organizzata dall’associazione “Vittime Civili di Guerra” e dalla “Campagna Italiana Contro le Mine”, presso il Senato della Repubblica, la conferenza dal titolo “Mine Action: un investimento sull’umanità” ha voluto mantenere viva l’attenzione nei confronti di una minaccia che continua a colpire le popolazioni sia durante che dopo i conflitti. E’ stato presentato inoltre un documentario con materiale d’archivio RAI inedito, alla presenza di Nicolas Marzolino, rimasto vittima nel 2013 dell’esplosione di un ordigno bellico appunto a Novalesa, a causa del quale ha riportato gravissime infermità.
L’impegno del ragazzo valsusino è ora di “sensibilizzare” al problema, come spiega in molte interviste, “soprattutto nelle scuole”, perché incidenti del genere non si verifichino più.

La conferenza ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, oltre ai patrocini del Ministero della Difesa, del Ministero degli Esteri e del Ministero dell’Interno, a testimonianza dell’importanza della tematica affrontata.

Foto da www.anvcg.it (Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra Onlus)

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4 COMMENTI

  1. invece di fare tante conferenze a Roma, farebbero meglio a rendere obbligatorie nelle scuole di ogni grado delle lezioni su come riconoscere gli ordigni inesplosi, in modo che nessuno debba più soffrire così… e poi sarebbe ora di smettere di fabbricare mine, invece si fabbricano addirittura a forma di giocattolo, proprio per colpire i bambini, una delle tante cose indegne per degli esseri umani…

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