VALSUSA, LICENZIAMENTI ALL’ALCAR: “TANTA PREOCCUPAZIONE, LAVORATORI ANCORA SENZA RISPOSTE”

I sindacati chiedono aiuto a Prefetti e Regioni: il 31 gennaio dovrebbe essere firmato l'accordo per gli esuberi, ma non hanno ancora ricevuto la bozza dall'azienda

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VAIE – Situazione sempre più difficile per il futuro dell’Alcar di Vaie e di Lecce. C’è molta preoccupazione tra i lavoratori, che ad oggi non sanno ancora nulla del loro futuro. “Senza risposte e chiarezza da parte della nuova proprietà (sulle assunzioni e i licenziamenti previsti ndR) non potremmo più non considerare eventuali iniziative di mobilitazione” annunciano i sindacati. Tra pochi giorni, il 31 gennaio, dovrebbe essere firmato l’accordo tra azienda e sindacati che prevede proprio la grossa riduzione del personale, come già annunciato più volte, con il piano industriale della nuova proprietà di Alcar (la società Aim srl del gruppo Ovv).
Ma i sindacati ad oggi non hanno ancora ricevuto la bozza dell’accordo dall’azienda e hanno inviato il 26 gennaio una lettera ai Prefetti di Torino e Lecce, alla Regione Piemonte e alla Regione Puglia, nonché al Ministero, per chiedere l’intervento delle istituzioni e posticipare la data della firma. I sindacati rimarcano la “situazione complicata”, sia per chi dovrà essere assunto dalla nuova Alcar e per chi rischia di perdere il posto di lavoro. La pubblichiamo qui sotto integralmente

LA LETTERA SULLA VERTENZA ALCAR DEI SINDACALISTI STEFANO BOSCHINI (FIOM-CISL) e SIMONE MARINELLI (FIOM-CGIL)

Le scriventi Organizzazioni sindacali, dopo aver sollecitato Aim, Ovv, fallimento Alcar e Alcar Industrie più volte sui tavoli formali ed istituzionali – da ultimo l’incontro svolto il 25 gennaio presso la Regione Puglia – e per le vie brevi, sono costrette a denunciare che ancora oggi non sono in possesso della bozza di accordo più volte promessa e che in ogni caso arriverà probabilmente fuori tempo massimo.
Fim e Fiom hanno messo in campo tutta la disponibilità e le capacità a tutti i livelli, delle Rsu, delle segreterie provinciali e nazionali, per cercare di arrivare ad una soluzione che tutelasse tutti i lavoratori dei due stabilimenti. Nella consapevolezza della situazione complicata si è provato a dare garanzie per chi dovrebbe essere assunto dalla nuova società e soprattutto per chi rischia il posto di lavoro. Questa disponibilità però non ha trovato la stessa accortezza da parte delle società coinvolte compreso il fatto che più volte abbiamo fatto notare che la situazione ha bisogno di essere gestita con i tempi giusti senza provare a fare forzature di nessun tipo.
Il tempo in più che, come Organizzazioni sindacali, abbiamo chiesto ed ottenuto dal Tribunale di Lecce, non permette di arrivare ad un percorso condiviso tra le Parti e soprattutto con i lavoratori e non per cause imputabili alle scriventi.
La chiarezza e trasparenza con le quali abbiamo gestito fino ad oggi la vertenza ci impongono oggi a ribadire che non siamo disponibili a forzature di nessuna natura. Per queste ragioni chiediamo ai Prefetti, alle Regioni e al Mise di intervenire nei confronti delle società e del Tribunale di Lecce, al fine di ottenere una ulteriore proroga dei tempi di chiusura del confronto sindacale, oggi fissati fino al 31 gennaio 2022, con l’obiettivo di dare alle Parti e in particolare alle scriventi il tempo necessario a trovare l’intesa e discuterne democraticamente con i lavoratori coinvolti.
Allo stesso tempo ci preme comunicare che c’è molta preoccupazione tra i lavoratori di Vaie e Lecce che senza risposte e chiarezza del percorso non potremmo più non considerare eventuali iniziative di mobilitazione.
Certi della comprensione della delicatezza della complicata vertenza e dei suoi impatti sociali sui territori, siamo a disposizione per ulteriori informazioni e auspichiamo che le nostre richieste possano essere accolte.

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