
NEVACHE – Giovedì 5 giugno si è svolta un’importante esercitazione congiunta transfrontaliera che ha coinvolto il Peloton de Gendarmerie de Haute Montagne francese, il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, Il Servizio Regionale di Elisoccorso di Azienda Zero Piemonte e il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza. Il personale dei tre corpi, complessivamente una cinquantina di tecnici, si è incontrato in Valle Stretta nel Comune di Nevache per una serie di simulazioni di intervento con scambio di tecniche operative.
Una prima parte si è svolta sulle pareti del Croz del rifugio dove si sono svolte tre tipologie di operazione in parete. Un primo simulato ha coinvolto il personale dei tre enti che ha proceduto con il recupero di un figurante e la calata con la tecnica del grappolo lungo 150 m di roccia verticale e strapiombante e il trasporto della barella portantina su terreno impervio sempre con utilizzo di corde e tecniche alpinistiche.
Dal campo base dell’esercitazione, posto presso il Rifugio Terzo Alpini, è stato possibile osservare lo svolgimento delle operazioni grazie ai droni del SASP che riprendevano in diretta i lavori proiettandoli su uno schermo visibile a tecnici, autorità e pubblico presente.
Un secondo scenario ha coinvolto il PGHM nel recupero di un figurante infortunato in parete con stabilizzazione della colonna vertebrale, imbarellamento e imbarco sull’elicottero al verricello. Il Servizio Regionale di Elisoccorso e il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese hanno proceduto poi con il recupero al verricello, sempre in parete, di un figurante tramite la stabilizzazione con utilizzo del dispositivo Next.
Si tratta di un estricatore verricellabile, in dotazione a Elisoccorso e SASP, che garantisce l’immobilizzazione della colonna vertebrale e si dimostra estremamente utile in tutte le operazioni tempo-dipendenti e nelle situazioni di elevato rischio oggettivo in cui è necessario ricuperare rapidamente l’infortunato. Dopo le operazioni in parete, il SAGF ha effettuato una simulazione di ricerca dispersi con utilizzo della tecnologia Imsi Catcher a bordo dell’elicottero che consente di rilevare la presenza di un telefono cellulare anche in assenza di segnale telefonico.

































Tre eliccotteri che si divertono e Drago lasciato solo a casa a cercare bulajé. Cattivi, cattivi, cattivi…
Bravissimi!! Grazie per il vostro lavoro!
Noi Italiani vantiamo l’ elicottero più bello del mondo e pare sia tra i più sofisticati , i francesi con la sua trappola comunque molto efficenti , è il segno della nostra cultura di associare il bello con il funzionale, e ciò che ci ha reso ed in misura minore ora una Grande Nazione , i Francesi sono più furbi e remano tutti nella stessa direzione , si fanno rispettare ma ottengono con rischi tangibili benefici economici infiniti , sono comunque più severi per chi non osserva le regole di reciproca convivenza , sono comunque tecnologici senza ostentare la nostra cerimoniale bellezza , sono un monito per noi italiani che con le parole non abbiamo eguali.
A proposito quando i Vigili del Fuoco avranno il nuovo Drago, AW 139 abilitato per volare di notte ?
Non so se Lei sia un ingegnere aeronautico per dare certi giudizi, ma, a prescindrre, l’elicottero dei Gendarmi non è assolutamente una trappola, anzi, ottimo mezzo utilizzato anche in Italia. Poi, in tutta sincerità, non prenderei i francesi come modello assoluto di “Grande Nazione”. Che l’AW139 sia il più bello e tecnologico resta un Suo parere, entrambe le macchine hanno pregi e difetti (li ho usati molti anni per quel lavoro). Per il 139 VF chieda al Corpo perché utilizzi ancora il 412 a Torino. Sul fatto di poter volare di notte non basta avere una macchina certificata dotata di NVG.
Buongiorno ,Lei è più competente di me , io ho dato un giudizio estetico e l’ avionica di cui si vanta l’ Azienda Leonardo ex Agusta Westland, oltre i mezzi di soccorso
l’ elicottero italiano vanta un florido mercato del lusso esportato in tutto il mondo, da questo il mio sarcastico commento che non sminuisce affatto l’ Eurocopter francese , è un mezzo meno appariscente
ma validissimo e so viene usato come giustamente lei dice in molte Regioni italiane ,costruito in collaborazione della Germania e Giappone .
Non essendo pilota sicuramente il 412 è molto più difficile da controllare , l’ avionica corregge automaticamente l’ immobilità del mezzo anche in condizioni difficili , essendo lei pilota le faccio i miei complimenti come i suoi colleghi per ciò che ogni giorno fate per noi , ritengo sia giusto per riconoscenza dotare anche i vigili del fuoco di questa nuova e più sofisticata macchina , sicuramente più sfruttata di quella della Guardia di Finanza.
Ma…. Tutta ‘sta gente per prestare soccorso al pino? E se fosse stato un baobab, quanti ne occorrevano?