NESSUN ACCORDO A ROMA: PARTONO I LICENZIAMENTI ALLA SAVIO DI CHIUSA SAN MICHELE

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ROMA – Niente da fare: la Savio procederà coi licenziamenti. Poco fa si è concluso a Roma l’incontro al ministero del Lavoro con i vertici aziendali, i funzionari dello Stato e i sindacati. La Savio è stata irremovibile e da domani avrà 120 giorni di tempo per avviare i 56 licenziamenti (prima erano 82) annunciati da tempo. Nessun accordo con le parti sociali: durante la riunione sono stati fatti ancora dei tentativi, la funzionaria del ministero Maria Cristina Gregori ha rimarcato all’azienda questo atteggiamento di chiusura totale, ma le posizioni sono rimaste immutate: “La Savio vuole licenziare – spiega sconsolata Marinella Baltera della Fiom Cgil – non vuole tornare indietro”.

Intanto a Chiusa San Michele i delegati sindacali stanno tenendo l’assemblea coi lavoratori. Domani ce ne sarà un’altra, per decidere che azioni intraprendere dopo i 4 giorni di sciopero consecutivo, il presidio attivo giorno e notte da parte degli operai, il blocco agli ingressi della sede.

Si tratta di uno dei giorni più neri per la storia industriale della Val Susa, con una dirigenza sorda alle richieste dei lavoratori, che nega anche la cassa integrazione e le riduzioni salariali.

Tra i tanti lettori che in queste ore stanno commentando le notizie di ValsusaOggi, c’è chi ha scritto “Luigi Savio si starà rivoltando nella tomba vedendo tutto questo”.

Non possiamo che dargli ragione.

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