VALSUSA, NIENTE CANALI RAI IN ALCUNI PAESI: L’APPELLO DEL COMUNE DI MOMPANTERO

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COMUNICATO DEL COMUNE DI MOMPANTERO

MOMPANTERO – Continuiamo a ricevere lamentele da cittadini – particolarmente dalle borgate di Pietrastretta e Trinità – che non ricevono più i canali Rai sul digitale terrestre, problematica che sta toccando moltissimi comuni in Piemonte, come ampiamente comunicato dai mass media. Alcune di queste condivisibili lamentele sono accompagnate da singolari suggestioni relative ad un supposto non interesse della nostra amministrazione riguardo al problema. Premesso che questa è una questione su cui l’amministrazione Comunale ha davvero pochissimo spazio d’azione, siamo a raccontarvi lo stato dell’arte.
Il 7 gennaio scorso il Ministero dello Sviluppo economico ci ha comunicato/intimato la cessazione del servizio del ripetitore comunale sito in località Brunetta. Il giorno stesso abbiamo sentito prima il tecnico manutentore del ripetitore e poi abbiamo faticosamente raggiunto il funzionario del MiSE responsabile del procedimento, ci hanno entrambi confermato l’irreversibilità della cosa. Abbiamo anche sentito RayWay, la società costola di Rai che si occupa dei ripetitori, senza avere migliori notizie. Insistendo con MiSE ci è infine stato comunicato che il mese prossimo, forse, ci potrebbero assegnare una nuova banda satellitare così che – a costo del Comune – sarebbe possibile ripristinare tutte le trasmissioni Rai. Siccome parliamo di cifre tra gli 8 e i 15 mila euro a carico dei cittadini di Mompantero, per un servizio di cui tutti stiamo pagando il canone anche in queste settimane in cui non riceviamo i canali Rai, la risposta propostaci non ci è parsa ragionevole; abbiamo quindi contattato la città Metropolitana di Torino, nella persona del Vice Sindaco Jacopo Suppo, che è di fatto il reggente dell’ente, il quale ci ha garantito interessamento (anche perché sono centinaia i paesi del torinese nella nostra medesima situazione), ha convocato una riuonione col presidente dell’Uncem per elaborare una strategia condivisa e ha già scritto ai ministri Giorgetti e Colao esponendo la problematica. Crediamo che un’azione istituzionale il più collettiva possibile abbia maggiori potenzialità di successo rispetto ad atti di protesta, magari anche clamorosi, portati avanti da singole comunità.
Ora siamo in attesa di vedere se qualcosa si smuova, in caso contrario cercheremo altre vie per affrontare il problema, ben consci del disagio che la nostra cittadinanza sta patendo.

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11 COMMENTI

  1. Chi glie lo fare agli enti pubblici di darsi da fare quando sono comunque sempre mantenuti dalle finanze pubbliche ?

    • Se non si sa di cosa si parla sarebbe meglio tacere. Qui si parla di ripetitori che sono stati installati negli anni da vari comuni o privati per arrivare laddove i ripetitori “ufficiali” della RAI non arrivavano. Il problema è che a questi ripetitori, nonostante suppliscano a mancanze della RAI, sono per lo più abusivi. Lo stesso problema si è già visto nel passaggio dall’analogico al digitale. La RAI spesso non sa nemmeno che esistono, e il risultato è che a ogni cambio di standard o frequenze ci si ritrova di nuovo scoperti.

  2. Brava Gwen!
    Comunque, è colpa del piccoletto, località Brunetta….
    Fosse stato in località Draghi, prenderebbero anche teleradio Marte !!!! Buona serata!

  3. Comunque è uno schifo, in Alta valle non si prende un tubo, ma l importante e che la RAI becchi il canone
    Ma solo in Italia, grazie Matteo Renzi, hai fatto solo porcate e questa e una di quelle

    • Cosa c’entra Renzi? Il canone è dovuto per il possesso di un televisore. Renzi ha solo introdotto in Canone in bolletta. Se non possiedi un televisore ti basta fare una dichiarazione sul sito dell’ agenzia delle entrate, e il canone non lo paghi. Esattamente com’era prima di Renzi.

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