Condividi

BUSSOLENO / SUSA – È ufficiale il finanziamento della tratta Bussoleno-Susa della nuova pista ciclabile “Ciclovia Francigena”. La Regione Piemonte ha comunicato l’ammissione a finanziamento per 2.381.880 euro, di cui € 1.907.171 a carico dell’Unione Europea (fondi Fesr) e 474.709 euro di cofinanziamento dell’Unione Montana. Il progetto, attualmente in fase di conferenza dei servizi, si perfezionerà con la consegna del progetto esecutivo entro dicembre. I nuovi 9,15 km di pista ciclabile tra Bussoleno e Susa, si andranno ad aggiungere ai 45 km già in esercizio, collegando Susa a Caselette, e alla cintura torinese.
Condividi
© Riproduzione riservata









Soldi spesi inutilmente… Tanto i ciclisti non la usano…. Meglio stare tra i coglioni per la statale…..
Infatti io continuerò a non usarla come non uso le altre già esistenti, in primis perché non sono obbligato, secondo perché sono per lo più inusabili e terzo perché è mio pieno diritto stare sulla statale come qualunque altro veicolo, a prescindere da cosa ne pensino ritardati come te che non conoscono né il CdS, né il rispetto del prossimo. I soldi andrebbero usati per migliorare la sicurezza dei ciclisti sulle strade normali in piena sicurezza, e non per fare tortuose e spesso inusabili piste fuori strada solo per poter dire di essere green, ma con l’unico scopo di favorire gli automobilisti incapaci di rispettare il prossimo.
clap clap clap
l’avrei detto diversamente, ma così come l’hai fatto tu è decisamente più chiaro
basterebbe stare in fila indiana e non come le pecore
legandomi alle parole appena riportate qui sopra, suggerisco di approfondire la conoscenza del CdS https://fondazionemichelescarponi.com/in-fila-indiana-o-a-coppie-obblighi-dei-ciclisti-in-italia-e-in-europa
Questo odio del cazzo verso i ciclisti non c’entra niente con la questione “gruppi”. Premesso che è lo stesso codice della strada a chiarire che i ciclisti possono andare in fila per due (Art.182) laddove le condizioni lo consentono, io vado in bici da una vita rigorosamente da solo, eppure subisco lo stesso odio ignorante. Il problema è esclusivamente culturale perché se su una strada si trova un mezzo lento come un TIR, un autobus, un camper, un trattore o un’APE si resta dietro, magari anche per mezz’ora e senza fiatare. Ma guai se tocca aspettare 20 secondi per sorpassare un ciclista o un gruppo. In Italia a scuola non si insegna l’educazione ai giovani, e il risultato è che i giovani finiscono spesso con il predere esempio da genitori ignoranti come delle capre che vivono di odio verso chiunque sia o faccia qualcosa di diverso da loro, come testimoniano commenti e lettere aberranti che si leggono su questo giornale.
Soldi per i ciclisti se ne spendono già anche troppi.
Alla vostra pretenziosa e prepotente categoria sfugge che esistono molte altre categorie di cittadini, tra queste molte parecchio svantaggiate.
Svantaggiate al punto di non potersi permettere biciclette da cinquemila euro in su, oltretutto per pedalarci disponendo di un sacco di tempo libero.
Ah rosiconeeee ma fatti una vita, che frustrato che sei
Cosa cazzo centrano le biciclette N-mila euro con la sicurezza stradale? La maggior parte delle bici in circolazione costano 100 euro o meno al supermercato o da decathlon. Ci mettiamo anche l’invidia sociale ora, oltre al resto dell’ignoranza ? A quelli come te andrebbe stracciata la patente perché mancano proprio le basi su cosa siano il rispetto e la sicurezza stradale, e su cosa siano e a cosa servano le strade.
2.381.880,00 : 9,15 = 260.314,75 al chilometro.
Bravi continuate così!
Una ciclabile a quel costo? Ma siete fuori?
E dove passerebbe a San Giuliano? In mezzo al cantiere?
Il 70% dei ciclisti sono quelli sportivi che la ciclabile non la userà no mai per ovvi motivi.
Ottimo progetto. Chi afferma che i ciclisti stanno solo sulla statale lo fa perché non vede quelli sulle ciclabili.
Ottimo progetto, in competizione con fontane a scomparsa sotto il selciato, proiezioni luminose sulle facciate, rotatorie a pioggia ogni trecento metri (intervallate con dossi alti come catene montuose), totem turistici che ripetono ossessivamente immagini vecchie di decenni, cestini dei rifiuti di design sempre stracolmi e orribili lampioni e lampioncini utili solo inquinare il firmamento e consumare energia (emettere co2).
Io utilizzo solo ciclabili, e per molteplici motivi, non ci sono auto, è sopratutto automobilisti, che ti fanno una rasetta, non ci sono gas di scarico, ma sopratutto, riesco a rilassarmi, e non pensando che dietro di me c’è qualche fenomeno che ti prende ancora sotto, poi c’è da dire che viaggio sempre da solo, pertanto non do fastidio a nessuno, comunque c’è ne fossero ciclabili…
Gent.mo Aba,
Argomenti ineccepibili che danno un corretto significato agli investimenti pubblici per questo tipo di infrastrutture.
Peccato che la visione progettuale sia più ludica che per una mobilità alternativa.
Il modello olandese originario, fuori città prevedeva la quasi totale assenza di ciclisti sulla viabilità ordinaria, nel tempo è stato purtroppo via via disatteso e modificato.
Resta da capire la psiche di chi vanta diritti da Codice della strada per bearsi dei rischi di muoversi nel traffico veicolare, di respirare ininterrottamente gas di scarico, dello stress di doversi guardare dall’imperizia altrui, di sbattersi di fatica privando del piacere di praticare lo sport preferito vivendolo con rancore conflittuale.
Tralasciando, per compassionevole carità, di commentare quel vero scienziato che arriva a definire “inusabili”, perché “tortuose”, quelle piste che si permettono di avere ogni tanto qualche curva.
Ma ti rendi conto di cosa stai dicendo? “Resta da capire la psiche di chi vanta diritti da Codice della strada per bearsi dei rischi di muoversi nel traffico veicolare”. Le strade mica nascono per il traffico veicolare a motore, né sono esclusiva del traffico veicolare a motore (quelle sono le autostrade). Quanta ignoranza. Quanta arroganza. Ti do’ una notizia: le piste ciclabili sono fatte per lo spostamento a bassa velocità di chi usa la bici per andare a passeggio o per spostamenti brevi, tant’è che sono limitate a 25 km/h. Io in bici viaggio minimo a 30 km/h quando passeggio. Ma poi ripeto: è un mio pieno diritto andare su qualunque strada, checché ne pensino babbei come te privi di cultura. Piuttosto, perché gli automobilisti arroganti come te non si tolgono dai coglioni quando li becco in discesa tipo da Moncenisio o dall’alta valle e vado il doppio di loro che frenano ad ogni accenno di curva?