VALSUSA, PALESTRE E SCUOLE DI DANZA: “FATECI LAVORARE, ABBIAMO RISPETTATO LE REGOLE”

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di CORINNE NOCERA

GIAVENO/AVIGLIANA/SUSA – Lo sport è con il fiato sospeso e la preoccupazione è tanta dopo l’ultimo giro di vite del Governo a causa del Covid-19. Il Dpcm firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte il 24 ottobre ed entrato in vigore lunedì 26 ottobre, con efficacia fino al 24 novembre, ha colpito anche il mondo dello sport. La stretta ha portato alla chiusura di palestre, scuole di danza, piscine. Le chiusure “sportive” non riguarderebbero soltanto il rischio di contatto durante l’attività, ma sarebbero anche un tentativo di far rimanere la gente a casa, con le sole eccezioni della scuola e del lavoro.

Abbiamo dato voce ad alcune attività nel settore dello sport in Valsusa e Val Sangone.

Anna Gilli, dalle note palestre “Ginnic Life” a Giaveno e Ferriera, ci spiega: “Abbiamo inserito l’applicazione per le prenotazioni e per garantire l’accesso a numero limitato, abbiamo posizionato igienizzanti ovunque, controllato sempre le temperatura all’entrata, nell’ultima settimana siamo stati ancora più attenti perché aspettavamo i Nas, che alla fine non sono venuti. Adesso ci siamo organizzati tramite Sport Clubby e utilizzando la piattaforma Zoom, per proporre lezioni live online. Speriamo di riuscire a raggiungere il maggior numero di clienti possibile e soprattutto soddisfarli, è il nostro piano B. Chiaramente, le lezioni online sono a pagamento: 4 euro a lezione; il mese che rimaniamo chiusi – se sarà solo un mese – verrà dato al cliente sotto forma di voucher, da utilizzare al rinnovo dell’abbonamento. Non sono molto soddisfatta di questa scelta, ma non posso fare altrimenti: nello scorso lockdown ho regalato di diritto due mesi e mezzo su tutti gli abbonamenti, ma ora non me lo posso più permettere, anche se voglio comunque andare incontro ai clienti. Spero nel frattempo che qualcuno si metta la mano sulla coscienza e che si anticipi la riapertura, anche se sono molto preoccupata, sentendo le notizie ho paura di una chiusura totale”.

Da Susa, Sabrina La Greca esprime le sue preoccupazioni per la sua School Dance Academy, dove tiene corsi di danza e recitazione: “Noi siamo a dir poco amareggiati. Ci siamo impegnati anima e corpo per poter garantire la ripresa delle lezioni in totale sicurezza con un importante investimento economico. Abbiamo acquistato tutto quello che serviva per igienizzare, disinfettare e allestire la scuola. Venerdì scorso ci hanno costretto a cambiare le misure di sicurezza in sala, allargando di un metro le distanze, per poi scoprire di dover chiudere a partire da lunedì. A nostro parere, siamo dei cittadini e se possiamo collaborare per fare in modo che il virus venga controllato e sconfitto, ne siamo ben contenti, anche se questo comporta la chiusura temporanea dell’attività, ma il fatto di essere stati definiti come lavoratori di una categoria non indispensabile, questo ci fa rabbia e amarezza. Tutti i lavori sono indispensabili: se una persona decide di aprire una scuola di danza, si presuppone che sia il lavoro per il quale vive. Stiamo nuovamente seguendo le regole che ci vengono imposte, sperando di poter ripartire il 24 novembre. Inoltre, la scuola adotterà il metodo delle lezioni online per i corsi intermedio 2, pre avanzato e avanzato e la registrazione di video da mandare invece ai corsi dei più piccoli elementare e pre intermedio, per cercare di mantenere i contatti con gli allievi, non farli sentire “abbandonati” e proseguire – seppur in maniera alternativa – il programma dell’anno accademico”.

Ancora da Avigliana, Mary Battaglia della storica scuola La Flaca, manifesta la sua rabbia riferendosi al popolare programma televisivo di Maria De Filippi: “Noi tecnici federali Midas, formatori, giudici Fids, ecc.. sempre rispettosi delle regole, della nostra federazione e della danza sportiva, regolarmente iscritti al Coni e a tutti gli enti di promozione, professionisti che hanno dato la vita per la danza, oggi ci troviamo privati della libertà, castrati nel nostro lavoro, amputati dei nostri sogni e non sappiamo cosa sarà del nostro futuro. E poi in televisione ci sono loro: “Uomini e Donne”, non sono agonisti, non sono congiunti, non sono professionisti e possono ballare in coppia. Tutto questo mi fa rabbia, mi rattrista. A questo governo non chiedo nulla, chiedo solo di riaprire la mia scuola, di poter lavorare e riappropriarmi della mia vita”.

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