VALSUSA, PFAS NELLE ACQUE: INCONTRO IL 4 GIUGNO CON LE UNIONI MONTANE

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COMUNICATO DEL COMITATO “L’ACQUA SICURA”

BUSSOLENO – Il Comitato L’Acqua SiCura ha ricevuto dopo mesi di silenzio, la convocazione per il 4 giugno prossimo al tavolo di confronto e lavoro sui PFAS nelle acque della Valsusa. Auspichiamo che le Unioni Montane intendano passare dalla fase degli intenti a quella
dell’avvio di azioni reali sul territorio. Azioni che possano dar seguito alla nostra richiesta di
fare luce al più presto sulle cause di inquinamento da PFAS nelle nostre acque.
Pare sia stato coinvolto il CNR-Irsa, ma non conosciamo i termini dell’accordo stipulato, né
tantomeno se siano state prese in considerazione le nostre specifiche e documentate richieste sui termini dell’incarico. Ribadiamo che per noi è imprescindibile che l’indagine del CNR-Irsa sia basata su dati ed analisi indipendenti, senza limitarsi a quelli “ufficiali” forniti da Smat, quindi ribadiamo qui per chiarezza le nostre considerazioni:

  • Analizzare urgentemente i dati pregressi sulle acque di valle per comprendere la dimensione reale dell’inquinamento.
  • Fare nuove analisi indagando sul campo in modo puntuale laddove tale inquinamento risulti persistente anche se altalenante.
  • Auspichiamo che nell’incarico siano ricompresi anche campionamenti sistematici di pozzi e sorgenti perché molti comuni non sono collegati all’Acquedotto di Valle: è infatti importante conoscere sia gli inquinamenti locali che quelli potenzialmente pericolosi per lo stesso Acquedotto di Valle.
  • Parallelamente all’indagine sui prelievi delle acque chiediamo, come ribadito da mesi, una indagine ambientale urgente sul territorio alla ricerca delle fonti di inquinamento da PFAS, in particolare laddove sono emersi in passato valori anomali e in quei siti che ospitano lavorazioni potenzialmente inquinanti, quali a titolo di esempio non esaustivo: discariche, depositi di materiali, cantieri di varie dimensioni, in particolare quelli grandi e complessi, e un altrettanto urgente intervento di bonifica dove necessario per escludere inquinamenti futuri.

Ci auguriamo che le Unioni (ed in proprio i singoli comuni) abbiano sollecitato (oppure lo facciano al più presto) Smat a rendere finalmente pubblici i dati grezzi delle analisi PFAS degli ultimi tre anni almeno, attraverso elenchi consultabili di tutte le singole sostanze trovate nelle acque nei singoli campionamenti. E auspichiamo che facciano lo stesso anche Arpa e Asl. Auspichiamo inoltre che, a prioritaria tutela delle fasce più esposte della popolazione, tra le quali i bambini della valle, venga attivato quanto prima, e non procrastinato al 2029, il Piano di Sicurezza delle Acque, la cui buona qualità è interesse sia della popolazione utente che la paga, sia del gestore che la distribuisce.

Il Comitato è nato con l’intento di preservare l’acqua da inquinamenti e speculazioni, ed è ciò che ci ha spinti a sedere al tavolo di lavoro con le Unioni e gli enti preposti. Ribadiamo il nostro compito di informare i cittadini circa l’evolversi della situazione, le azioni messe in campo e le soluzioni possibili. Il nostro impegno sarà, come sempre, aggiornarvi costantemente sulla situazione.

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3 COMMENTI

  1. Tutto condivisibile, salvo il fatto che trapeli il solito “tono” anta . Approccio scientifico giusto e sacrosanto, ma, da quanto si legge, pare che si sia già trovato “il cattivo” o “i cattivi” (sempre istituzioni, ovviamente). Sarebbe ora di finirla con i tuttologi. Chiediamoci invece perché i pfas sono presenti in sorgenti isolate in quota, non interessate da alcun lavoro, impianto o discarica.

    • Concordo pienamente.
      Ho l’impressione che la polemica sui PFAS sia montata ad arte dai soliti noti che buttano tutto in caciara per i loro soliti motivi.
      Quindi urge una indagine approfondita ed eseguita con metodo scientifico per risalire alle cause del problema.
      Un problema del genere non lo.si può lasciare in mano a gente che ha solo interesse a fare disinformazione,terrorismo mediatico ed a rimestare nel torbido.

  2. Ho provato a cercare informazioni sul Comitato. Da cittadino, mi interessa, ma non trovo le basi minime per poter aderire (statuto/atto costitutivo sono indispensabili per essere presi in considerazione) Come facciamo a capire se sia realmente costituito ? Come sono evidenziati e spiegati gli intenti ? Esistono sparute info solo su FB ma non ci sono documenti pubblicati. Come fa un’istituzione a contattarvi e rendervi partecipi se non c’è neanche indicato chi rappresenta il direttivo ? Così si ha l’impressione che sia uno dei tanti comitati “inventati e non rappresentativi”. Forse, un poco più di chiarezza, gioverebbe a tutti !

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