VALSUSA: “PIÙ ATTENZIONE ALLE BORGATE” / LE FOTO DI FALCEMAGNA A BUSSOLENO

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di MARIO RAIMONDO

BUSSOLENO – Già dal fondovalle, guardando su verso la montagna, si nota l’importanza di Falcemagna, solare borgata dell’indiritto di Bussoleno. Intendiamoci, non perché le altre pittoresche borgate del versante siano meno importanti, ma perché appunto Falcemagna è “Magna”, grande, oltre la media delle altre borgate. Quando poi si arriva su ai suoi 900 metri sul livello del mare e guardi giù la valle, ammiri un paesaggio stupendo come se ti affacciassi da un balcone: Bussoleno è ai tuoi piedi e sopra di te svetta la montagna che irta si slancia su quasi ad accarezzare il cielo.

Falcemagna è natura e quindi biodiversità: inserita nella zona SIC (Sito di Interesse Comunitario), è zona xerotermica, ricca di fiori, tra cui una speciale varietà d’orchidea, varietà di farfalle e tanti volatili rupicoli, quali il falco picchiaiolo, il falcone pellegrino, il gufo reale.

La flora poi presenta altre particolarità praticamente uniche, quali il leccio ed il ginepro ossicedro ed altre ancora che qui hanno trovato un habitat unico grazie al microclima – mediamente caldo e secco – che questa zona presenta, definito in letteratura come idoneo alle specie xerotermofili.

Specie vegetali ed animali di origine mediterranea e centro asiatica, che solo in queste zone vivono e che sono estremamente rare da trovare al di fuori della valle, e che hanno suscitato l’attenzione di studiosi interessati alle specificità di questo luogo. Un luogo che è praticamente costruito tutto in pietra con la grande perizia dei mastri artigiani di un tempo, “picapera” muratori che fossero: la sua chiesa, la sua fontana, ogni singola pietra ha qualcosa da dire, da raccontare, da tramandare come storia, prima di venire dispersa.

Eppure passeggiando per le sue viuzze, si ha l’impressione che davvero qualcosa – forse il meglio – si stia disperdendo, che le pietre, un tempo vive, abbiano un destino incerto che potrebbe anche essere di rovina o di stravolgimento della loro essenza primeva. Un problema comune a tante borgate “minori” in ogni posto della valle, dove il venir meno della costante presenza umana produce degrado ed abbandono, unito a volte ad interventi di ripristino fatti con criteri che forse non colgono in pieno l’essenza dei luoghi. Forse occorrerebbe una maggior attenzione da parte dei Comuni, dell’Unione Montana, occorrerebbe avere conoscenza delle peculiarità dei territori e delle borgate come Falcemagna, per sfruttarne le potenzialità ambientali e turistiche, per creare una piccola un’economia del territorio, che custodisca il territorio e le “tracce” lasciate dalle pietre avite.

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1 COMMENTO

  1. Le abitazioni presenti in certe borgate montane non dovrebbero essere tassate in quanto non rappresentano un reddito ma un costo per chi le recupera e le mantiene. Il vero incentivo sarebbe non tassare con imu e tasi e non far pagare l’utenza elettrica come seconda casa. Questo per le borgate che sono tagliate fuori dal turismo estivo e soprattutto invernale. Allora si che ci sarebbe un recupero e di conseguenza un presidio del territorio.

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