VALSUSINO MORÌ INVESTITO IN UN RALLY: DOPO QUATTRO ANNI VIENE RISARCITA LA FAMIGLIA

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Valsusino morí investito durante gara di rally, e dopo 4 anni la famiglia viene risarcita. Si tratta dell’incidente di cui è rimasto vittima, il 3 settembre 2011 nel Cuneese, il 60enne di Bardonecchia Mario Scanavino. I figli e la moglie hanno revocato la loro costituzione di parte civile nel processo, che vedeva alla sbarra  otto persone accusate di omicidio colposo. Si è raggiunto un accordo tra le parti, che prevede il risarcimento economico alla famiglia da parte della Zurich, la compagnia assicurativa del comitato organizzatore del rally delle Valli Cuneesi. Scanavino era un semplice spettatore, venne investito da una delle auto in gara, una Citroen DS3, che perse il controllo e finí contro il pubblico che vedeva la corsa. Anche un altro spettatore che venne colpito dall’auto, rimanendo ferito, ha scelto di ritirare la querela ed ottenere il risarcimento.

Scanavino viveva nella borgata di Les Arnauds. L’incidente di Cuneo l’ha portato via dalla sua amata famiglia: la moglie, i due figli, ed un nipotino piccolo. 

La tragedia avvenne nel corso della prova speciale di Montemale (lunga 11,7 km), terza di 11 tratti cronometrati che avrebbero dovuto concludersi intorno alle 21. L’equipaggio numero 53 formato da Giacomo Costenaro di Marostica (Vicenza) e Giacomo Ciucci di Camigli (Lucca) su Citroen DS3 uscì di strada in un tratto rettilineo in discesa, perdendo il controllo del mezzo e finendo sugli spettatori, uccidendone una e ferendone altri tre. 

Mario Scanavino era molto conosciuto a Bardonecchia e in alta Val Susa. Nella sua vita aveva fatto numerosi lavori: aveva gestito una pizzeria in Via Medail, poi il bar del campeggio Bokki, e negli ultimi tempi si era occupato di telefonia. La sua grande passione erano i motori ed il rally: si occupava soprattutto di fare il navigatore, ma anche la guida. Al punto che era stato anche nello staff  della scuderia dell’Alta Valle Motor Sport.

Il processo va comunque avanti: la sentenza è prevista per l’8 ottobre. Gli otto imputati sono accusati di non aver preso tutte le misure di sicurezza necessarie per evitare l’incidente, permettendo ad alcuni spettatori – tra cui Scanavino – di vedere la gara in zona pericolosa. La pena maggiore, richiesta dalla procura, è di 1 anni e 10 mesi di reclusione per il presidente del comitato organizzatore del rally, Pier Luigi Capello. Altre richieste di condanna sono a carico dell’ispettore di sicurezza Fabrizio Giuggia (1 anno e 2 mesi), il commissario di percorso  Alberto Isoardi (1 anno e 8 mesi), i componenti degli equipaggi delle auto apripista, Marco Bianchi e Salvatore Giordano (10 mesi di carcere). 

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