VENAUS PUNTA SULLA COLTIVAZIONE DELLA CANAPA: SABATO INCONTRO CON LA POPOLAZIONE 

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di MARIO RAIMONDO

C’era una volta…Così, più o meno, iniziano tutte le favole o le storie…Non sfugge a questa regola la storia della coltivazione della canapa che si perde davvero nella notte dei tempi…Probabilmente questa pianta accompagnò il percorso dell’uomo già nei lunghi millenni della preistoria e quando l’uomo primitivo fece il gran salto che lo portò dall’ essere cacciatore – raccoglitore, all’ essere coltivatore – agricoltore, la canapa fu “compagna di viaggio” della vicenda umana, come documentato dalle ricerche scientifiche. Fu probabilmente l’uomo del neolitico il primo “tessitore” della canapa e comunque, nel corso della storia, la coltivazione della canapa fu una costante presente in tutte le ere con un apice durante il Medioevo ed una successiva lenta decadenza durata fino allo scorso secolo.
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La canapa era coltivata anche qui da noi in valle, tant’è che è verosimile ipotizzare che campi di canapa fossero nella disponibilità di molti nuclei famigliari che abitavano qui, ed il suo uso – l’uso dei prodotti che dalla canapa derivano- è stato importante per le generazioni che ci hanno preceduto.
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Per ripercorrere questa storia, ma soprattutto per attualizzarla all’era odierna, proprio due anni fa, il 18 settembre del 2013, è nata l’Associazione Canapa Valle Susa, che si propone attraverso un articolato percorso didattico – culturale e colturale, di rilanciare la presenza della canapa nell’agricoltura valsusina. L’Associazione – che aderisce ad Etinomia – sabato 19 settembre a Venaus, farà il punto sullo “stato dell’arte” della neonata canapicoltura valsusina, presentando al pubblico il primo tratto di percorso effettuato in questi due anni.
“E’ stato un periodo – dice la presidente Katia Zesi – difficile ed entusiasmante perché si è partiti praticamente da zero, da un’idea…I molti ‘affluenti’ che condurranno al ‘fiume’ di una canapicoltura valsusina sono quasi tutti da percorrere e da esplorare, ma i primi tratti percorsi ci indicano che una meta è possibile ed è assolutamente realistica: oggi è possibile pensare ad una canapicoltura valsusina. Ovviamente c’è molto da imparare e da fare e sappiamo di essere al preambolo di tutto…e tuttavia l’essere passati in solo due anni da un ettaro a circa quattro ettari di coltivazione, ci fa ben sperare per il futuro, rafforza le motivazioni per cui è nata la nostra Associazione. Nel territorio della Valle di Susa da anni ormai assistiamo ad una progressiva crisi che è industriale, agricola, identitaria…Sembra che una sorta di ‘tristezza’ aleggi su tutto ed il gerbido che si vede in giro rafforza questa convinzione, questo sentimento di apatia…Noi non sappiamo se in futuro tornerà qui in valle la grande industria ‘pesante’ o la grande industria ‘digitale’…ma abbiamo la terra, che è qui oggi e non nel futuro sine die…Perché non provare a coltivarla? La canapa può essere una risposta, od almeno una proposta… Ad esempio potrebbe essere un’ottima idea seminarla su quei terreni che necessitano di un’alternanza colturale. Ovviamente – e questa è la sfida – vorremmo creare una vera filiera locale per ottimizzare e valorizzare davvero questo prodotto che ha delle qualità e delle potenzialità straordinarie, che spaziano dall’ alimentare ai biocarburanti, tant’è che tra gli addetti ai lavori si parla spesso dei 50.000 prodotti della canapa.”
Una sfida questa di Canapa Valle Susa? Certo. Un sogno? Anche. Una passione? Sicuro! Ma soprattutto una strada percorribile per il futuro per un’agricoltura valsusina che non può più restare Cenerentola e che non vuol più dire….c’era una volta.
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