
VILLAR DORA – Come da tradizione, il gruppo folcloristico di Villar Dora, ogni anno porta gioia e sorrisi agli ospiti della residenza per anziani Baratta di Villar Dora, gestita dalla cooperativa sociale CSDA. Sabato 15 Novembre, parte del gruppo folcloristico ha avuto ancora l’onore di prestare la voce presso la struttura; intrattenendo gli ospiti con racconti, canzoni e le nostre poesie.
“Con grande emozione, abbiamo portato la nostra voce e la nostra presenza in questo luogo, dove la memoria e la nostalgia sono sempre presenti – spiegano dal gruppo folk – Gli anziani hanno ascoltato con attenzione e partecipazione le nostre esibizioni, spaziando dalle classiche canzoni tradizionali della loro gioventù ai racconti di vita quotidiana intercalate da poesie o da inedite storie”.
Emozionante è stato il racconto letto da Rosalba Blandino e la lettura in Piemontese di Marco Bert. Non meno la storia per bambini che presto diventerà un cartone animato, raccontata dallo scrittore Bruno Lisa. Ma gli ospiti sono stati attratti principalmente dalle canzoni della loro gioventù, cantate per l’occasione dalle più belle voci della valle. Serafina, Nerina, Marina, Luisa, Franca, Edda e Rosalma, hanno intonato alcune orecchiabili canzoni degli anni 60 e 70 incalzati dagli ospiti nei ritornelli e da alcuni brevi balli con gli ospiti stessi.
“Il pomeriggio è stato un successo, grazie soprattutto alla calorosa accoglienza di Sara, coordinatrice della struttura, e agli operatori che calorosamente ci hanno ospitati e sostenuti con la loro partecipazione attiva alle nostre iniziative – aggiungono dal gruppo folk – Abbiamo cantato, riso e condiviso gioie ma soprattutto imparato molto dalla variegate risposte ricevute sui temi svolti. Siamo grati per l’opportunità e per l’invito della responsabile area anziani della cooperativa CSDA Sig.ra Anna Adamante, felici di aver portato un po’ di calore in questo luogo, e speriamo di poter continuare questa tradizione anche per il prossimo futuro. Ancora un mondo grazie a tutti gli ospiti che hanno partecipato e al personale della struttura per la loro attenzione e sensibilità”.











Speriamo che smettano anche di lasciare a letto chi non ha la voglia e la forza di alzarsi e saltano i pasti, che facciano fare qualche controllo medico in più relativamente alla salute di pazienti che hanno perso un po’ di memoria soprattutto perché restano isolati nella loro sordità… che si attivino a chiamare un’ambulanza per chi è caduto, invece di dire “non si è fatto niente”… A volte un intervento tempestivo può sembrare eccessivo, ma altre volte contribuisce a salvare una vita, se non si aspettano troppi giorni… Lo dico con amarezza, per amicizie e parentele ho visitato altre strutture con regolarità e anche per parenti stretti, non mi si chiedeva se potevano portarli in ospedale, quando qualcosa non quadrava, chiamavano l’ambulanza, li inviavano tempestivamente e solo dopo mi avvisavano di andare in ospedale… così ho avuto parenti che hanno superato i 100 anni con discreta salute, ma nulla veniva trascurato, non mi dicevano “ogni giorno è regalato”, ma facevano sì che i problemi di salute venissero risolti subito, prima che diventassero irrisolvibili. Spero si faccia una riflessione su questo argomento, nessuno di noi è mai di troppo, anche superati i 90 anni, e le cure vanno fatte in maniera tempestiva, solo così c’è la speranza di salvarsi, se poi dovesse finire diversamente, si ha almeno la consapevolezza di avere fatto tutto il possibile.