VILLARDORA, UN PREMIO IN MEMORIA DI MARCO CALLIERO / ECCO COME PARTECIPARE

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di MARIO RAIMONDO

Un premio in memoria del concittadino Marco Calliero, una persona che era gentile, altruista, che si occupava con assoluta gratuità anche di ciò che è pubblico, magari solo raccogliendo una cartaccia gettata a terra dai soliti educati… Per ricordare una persona davvero speciale, il Comune di Villardora istituisce il ‘Premio Marco Calliero’ rivolto a chiunque abbia l’intenzione di spendere un poco del proprio tempo in attività di volontariato e di attività manuali a favore della collettività. Ce ne parla il sindaco Mauro Carena: “L’amministrazione comunale ha deciso di istituire questo premio dedicato alla memoria di Marco Calliero, perché davvero questa persona, con una trasparenza solare, sapeva dedicarsi a ciò che è pubblico nel senso più vero del temine… Faceva cose forse umili, lontane dal clamore della prima pagina, ma farcite di genuinità ed altruismo e condite di quell’utilità ‘sottotraccia’ che diventa anch’essa l’architrave su cui poggia una comunità. La nostra idea è quella di recuperare il ‘senso della laboriosità’ che animava quella persona , la sua lezione, perché Marco ha dato a tutti noi una lezione…Spesso noi oggi – sicuramente e tante volte a piena ragione ci lamentiamo – che tutto non va, che si potrebbe fare meglio, che ecc. ecc.. ecc… E se per un attimo, oltre alla verbalità della rimostranza – che ripeto è assolutamente legittima e deve essere sprone per chi gestisce la cosa pubblica – mettessimo in campo l’operosità dell’agire, non sarebbe forse meglio? Questa in fondo è stata la lezione di Marco Calliero…Fare è meglio che dire…” Una lezione, ma forse si potrebbe dire anche un’esortazione, che a Villardora si vuole mettere in campo, dando a tutti la possibilità di fare qualcosa per la propria comunità. A titolo di esempio, tra le cose per le quali ci si può proporre, c’è il ruolo di Nonno Vigile, oppure per chi ha il pollice verde, il prendersi cura di una aiuola o di una fioriera, oppure tante altre cose per le quali basterà proporsi presso l’Ufficio Tecnico Comunale per verificarne la fattibilità”.
Conclude Carena: “Un tempo le nostre realtà comunali erano entità rurali con uno spiccato senso della comunità, della solidarietà, dei valori identitari. Si praticava la “corvè”, ossia tutti dedicavano una parte del proprio tempo alla cura del bene comune, foss’esso la pulizia di una bealera piuttosto che il riassetto d’una strada o quant’altro… Oggi ovviamente le cose non possono più essere così ma un po’ di quello spirito della “corvè” potrebbe essere ripreso almeno nelle piccole cose. E dare un valore aggiunto alla nostra comunità.” Come, per l’appunto, faceva Marco Calliero.

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