PEDOFILIA, ARRIVAVA DALLA VAL SUSA IL PRETE ARRESTATO AD ALASSIO. PER 4 ANNI E’ STATO ALL’ORATORIO DI OULX

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Era appena stato trasferito dalla Val Susa ad Alassio, il prete salesiano don Giorgio Porcellana, arrestato ieri dalla polizia in Liguria, con l’accusa di aver trattato materiale pedopornografico. Don Giorgio Porcellana, dal 2010 al 2014, era stato in servizio a Oulx per 4 anni, presso l’oratorio don Bosco gestito dai Salesiani, trasferito poi nell’autunno 2014 in un altro oratorio. La notizia ha creato sgomento in alta Val Susa, soprattutto tra le persone che frequentano la chiesa e le attività oratoriane di Oulx con don Giorgio, dalle famiglie ai ragazzi.

Don Giorgio è stato arrestato con altre tre persone, nell’ambito di una vasta operazione sulla pedofilia online. Il religioso, 49 anni, è stato fermato ad Alassio con l’accusa di “cessione aggravata” di materiale pedopornografico. Al salesiano vengono contestati gli articoli 600 e 602 del codice penale, ovvero aver trattato materiale “con minori di 16 anni” e in numero “maggiore di tre”. I video diffusi sul web erano agghiaccianti: bambini anche più piccoli di 10 anni stuprati, fatti oggetto di pesanti violenze e costretti a rapporti con animali. La polizia ha sequestrato materiale e nuovi indizi utili durante gli arresti. Don Porcellana, secondo le accuse, smerciava video pedopornografici usando una falsa identità e un indirizzo mail, fingendosi un manager americano e affermando di essere spesso in Italia per motivi di lavoro. Secondo la procura avrebbe acquisito fotografie e video di pre-adolescenti o di bambini di pochi anni, soprattutto provenienti dall’estremo Oriente.

La banda di pedofili si incontrava spesso sul social network russo Imgsrc.ru, utilizzato dagli iscritti per pubblicare foto e video di vario genere. Gli indagati si scambiavano messaggi `in codice´ per poi spostare le conversazioni su altre piattaforme web, dove avveniva lo scambio di migliaia di immagini da parte della rete internazionale. I materiali pedopornografici sequestrati dalla polizia hanno ad oggetto anche «pesanti violenze ed atti sessuali in danno di minori degli anni 10 e di altri minori costretti tra di loro o con animali», si legge nella nota della Questura di Milano.

Nei 4 anni di permanenza a Oulx, don Giorgio aveva il compito di organizzare varie attività con i bambini: celebrava la messa delle 11.15 all’Abadia, partecipava con l’oratorio alle iniziative organizzate a Oulx, e realizzava numerosi eventi presso i Salesiani (doposcuola, centro estivo, feste, ecc.).

Dallo scorso anno, però erano però emersi alcuni problemi nei rapporti con don Giorgio Porcellana, al punto che l’allora ispettore dei Salesiani don Martoglio – da Torino – aveva deciso di chiudere l’oratorio. Nel gennaio 2014 aveva poi incontrato le famiglie a Oulx: riunione a cui aveva partecipato anche don Giorgio e i ragazzi, spiegando le ragioni della scelta: “Ci sono stati due fatti che mi hanno colpito, e che mi hanno indotto a fare questa scelta, per tutelare il nome dei Salesiani” aveva detto l’ispettore durante quell’incontro. “Il primo segnale negativo é arrivato dai risultati del questionario promosso dal Comune di Oulx ai ragazzi delle scuole medie, alcuni mesi fa. Nella maggior parte delle risposte al sondaggio promosso dal Comune, i ragazzi esprimevano un parere negativo sull’oratorio e un giudizio negativo su don Giorgio. Il secondo segnale d’allarme é arrivato invece dalla scelta, effettuata da alcune famiglie di Oulx, di non portare più i propri figli a seguire il catechismo a Oulx, “trasferendoli” in altri paesi vicini”. L’incontro era terminato con la decisione di riaprire l’oratorio “a tempo determinato”, con l’impegno di continuare l’attività facendo però verifiche sull’operato di don Giorgio e su quanto avveniva.

Al termine dell’estate 2014 don Giorgio Porcellana viene trasferito via da Oulx, ufficialmente per ragioni di salute, finendo ad Alassio, dove appunto è stato arrestato ieri. Le operazioni di arresto sono partite da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano nei confronti di 29 persone che erano interessate al traffico o all’acquisizione di video pornografici con minori su web. La rete criminale di pedofili si occupava della “diffusione e cessione aggravata di materiali pedopornografici che hanno ad oggetto anche pesanti violenze ed atti sessuali in danno di minori degli anni dieci, e di altri minori costretti tra di loro o con animali“.

E’ stata la polizia postale di Milano a scoprire lo smercio di video e immagini riprorevoli, che coinvolgerebbe in totale 233 persone in 35 nazioni. in Italia, oltre a don Giorgio Porcellana, sono stati arrestati due disoccupati di 58 e 51 anni e un operaio di 51, fermati a Bordighera e in provincia di Roma. La Procura ha ordinato perquisizioni nelle case e sui computer di tutti i 29 indagati italiani.

L’inchiesta era partita nel 2012, quando don Giorgio era ancora a Oulx. La polizia ha iniziato a controllare alcuni siti web, con forum di condivisione di immagini sospette, perché gli utenti facevano continui riferimenti a minori. Era di fatto il punto da cui partire per entrare nel mondo della pornografia minorile: questi criminali continuavano poi a scambiarsi immagini e video con caselle mail private e quant’altro. Per scoprire i reati, la polizia ha compiuto anche attività sotto copertura, intercettazione telematiche e telefoniche.

Don Giorgio Porcellana è nato ad Asti il 17 luglio del 1966. Secondo di 5 fratelli, si è diplomato al Liceo Classico ed è stato ordinato sacerdote salesiano a Torino il 6 ottobre 2001, a 35 anni. Ha tre lauree: in Filosofia, Scienze della Formazione e Teologia Pastorale. In passato insegnava anche nelle scuole medie e superiori, oltre ad occuparsi di vari oratori in giro per il Piemonte e la Lombardia.

Sulla notizia dell’arresto, questo è il commento del direttore dell’oratorio salesiano di Alassio: “Aveva problemi di salute e l’aria di mare gli faceva bene, ma non per questo non era un confratello attivo. Anzi – ricorda don Gino Bruno – diceva messa e confessava come tutti noi. Era da qualche mese qui ad Alassio dopo essere arrivato dal Piemonte. Non aveva un ruolo nel nostro organico. Dopo aver fatto domanda attraverso i nostri superiori a Torino, lo abbiamo ospitato il nostro confratello nel nostro istituto per motivi di salute. Sono venuti degli uomini della polizia e lui è andato via con loro. Ma qui si è comportato in modo esemplare. Nessun problema e massima correttezza e ospitalità da parte di tutti noi”.

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6 COMMENTI

  1. Trasferito per ‘motivi di salute’.
    Oddio, ovvio, e chi potrebbe dubitarne?
    Verrebbe quasi da ridere, di fronte a tanta angelica ingenuità, non fosse che quando si leggono cose come questa:”bambini anche più piccoli di 10 anni stuprati, fatti oggetto di pesanti violenze e costretti a rapporti con animali” lo schifo, la rabbia e la nausea crescono a livello tale dall’impedire qualsiasi ulteriore voglia d’ironizzare.

    E gli facevano anche servire messa e dare la comunione…A questo punto sorge impellente un consiglio per chi proprio sente l’esigenza di ritrovarsi in una Chiesa, e che cioè aderisca a quella di Satana che almeno lì la faccenda è palese e non ci si nasconde dietro un dito.

    • Se uno pultroppo non può stare in zone ove i mesi in cui la temperatura è bassa per molti mesi all’anno perché soffre di problemi(ortopedici e muscolari) a livello patologico , è ovvio che gli viene consigliato di trasferirsi in zone calde, e Alassio potrebbe essere stata l’unica sede disponibile ad accogliere un nuovo confratello

      • Rispondo a luke,(pseud)…il prete in questione non soffriva di disturbi ortopedici e muscolari ma problemi psichiatrici da tso e non doveva stare a contatto con dei ragazzini,..se non erro era già stato dispensato dal l’insegnamento scolastico.metterlo dentro?non basta..!!

      • Eh, beh, ma certo eh? Sicuramente sarà così.
        Si potrebbe mai supporre sia stato altrimenti?
        Del resto, se si sapesse che, in certi frangenti e per certe istituzioni, è usanza consolidata trasferire il ‘soggetto’ di turno quando si rivela troppo affettuoso coi bambini, si potrebbe supporre di scorgere nella tua ingenuità una certa malafede, ma dato che è notorio che ogni qual volta succede un fatto similare il provvidenziale trasferimento avviene sempre per cause assolutamente altere al fattaccio, allora non posso che credere a te e agli amati confratelli dell’affettuoso pastorello.
        Che dire: mi hai/avete convinta. 🙂

  2. Concordo 100% con Eleonora: sicuramente il prete in questione era noto all’interno dell’ambiente ecclesiastico per le sue perversioni.

    Come al solito accade negli ambienti ecclesiali, quando qualche sacerdote commette qualche reato o qualche cosa di mostruoso, la tendenza della chiesa è “coprire, NON DENUNCIARE e spostare il soggetto PER EVITARE LO SCANDALO”.

    Vivissimi complimenti per il comportamento delle persone all’interno della struttura ecclesiastica che sapevano e hanno coperto questa bestia… personalmente gli riterrei corresponsabili.

    Ribadisco: anzichè spostarlo “al mare” avrebbero dovuto affidarlo alla giustizia ordinaria.

    Vi lascio con un riflessione: per una bestia del genere scoperta dalle fdo chissà quante altre si muovono ancora nell’ombra e nell’anonimato garantito dalla chiesa.

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