AVIGLIANA, GLI STUDENTI DEL GALILEI SCOPRONO LA STORIA DEL “PARTIGIANO C”

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di BEATRICE D’ALESSANDRO

AVIGLIANA – In occasione della giornata della Memoria, è stato presentato all’Istituto Tecnico Galileo Galilei di Avigliana, il libro “La storia del partigiano c”, a cura di Andrea Musacchio. Il libro (Impremix Edizioni) contiene le memorie del partigiano Giuseppe Grassi durante il periodo di combattente nelle file della Resistenza.

“Ringrazio il professore e storico Marco Sguayzer, per la sua consulenza storica e per la sua disponibilità. Senza di lui questo libro non sarebbe mai stato pubblicato – ha esordito il curatore del libro e nipote del partigiano, Andrea Musacchio – Voglio ringraziare anche l’editore Enrico Cavallito, per aver creduto sin da subito a questa storia e per la sua grande fiducia. Infine, ringrazio la presidente dell’Anpi provinciale, Maria Grazia Sestero, per aver scritto la prefazione del libro. Inoltre, un grazie anche al Comitato di Resistenza del Col del Lys e all’Anpi di Caselle, Leini, Borgaro e Avigliana per aver contribuito economicamente alla pubblicazione”.

Durante la presentazione, i ragazzi dell’istituto Galilei hanno avuto modo di leggere delle poesie di autori di origine ebraica, quali Celan, Sachs e Primo Levi accompagnati alla chitarra dal professore Loris Canalia. Subito dopo è stata riassunta la storia di Grassi, sia come partigiano sia come uomo, tramite la lettura di alcuni passi del memoriale.

Giuseppe Grassi ha combattuto nella Val di Susa, Val Sangone, nella Val di Viù e, infine, in Francia come militante della legione straniera. Nel periodo da partigiano, Grassi ha disertato due volte: la prima dopo l’emanazione del Bando Graziani (novembre 1943, ndr), che chiamava alle armi i ragazzi nati nel 1923/1924/1925. La seconda nell’aprile del 1945, quando militava nella legione straniera. Egli si rifiutò di andare in Germania e “scelse” il ritorno in Italia, precisamente nel suo paese natale, ossia Caselle.

Il partigiano è sopravvissuto anche a ben 4 rastrellamenti organizzati dalle truppe nazifasciste. Uno ad Avigliana, nell’aprile del ‘44, alla Mortera. Poi in Val Sangone, nel maggio dello stesso anno. Successivamente al Col del Lys e, infine, in Val di Viù, sempre nel 1944. È morto il 3 gennaio scorso all’età di 94 anni, pochi giorni dopo la pubblicazione del suo manoscritto, a Venaria.

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