BARDONECCHIA E LA PESSIMA CONNESSIONE INTERNET / IL COMUNE: “COI FONDI GAL E LA REGIONE VOGLIAMO MIGLIORARE IL SERVIZIO”

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La consigliera comunale Carola Scanavino

di CAROLA SCANAVINO (Consigliere Comunale di Bardonecchia)

Gentile signor Fabio Rossi,

La ringrazio per la Sua riflessione, alla quale cercherò di rispondere nel modo più esaustivo per Lei e per tutti coloro con cui ha scelto di condividerla su Valsusaoggi, replicando, peraltro, quanto già illustrato nel Consiglio comunale del 14 marzo scorso dalla sottoscritta, consigliere con delega al Turismo, e da Luca Gallo, consigliere con delega al Territorio.
Il Wifi comunale è stato attivato nel 2015, configurandosi inizialmente come concessione al Comune di una prova gratuita della propria connettività da parte della ditta Ica-net. Come mi è stato ben spiegato dalla Polizia Municipale, con il nuovo affidamento della telefonia a fine 2016 l’Ufficio Tecnico Lavori Pubblici ha poi  formalizzato tale fornitura, che prevede una connessione a internet di 20 mbit di banda, limitata a massimo 2 mbit per ogni utente per evitare che un solo utente possa congestionare la rete. È stato, inoltre, scelto, considerata la gratuità del servizio, di limitare anche  temporalmente la navigazione, in quanto lo scopo di tale servizio è quello di consentire gratuitamente ai turisti la connessione ad internet con i dispositivi mobili (smartphone e tablet) finalizzata alla comunicazione mediante i social e le applicazioni più in voga (skype, facebook, whatsapp, ecc). Attualmente, qualora serva una connessione più performante per poter “lavorare”, presso la Biblioteca comunale è possibile connettersi senza limiti ad una rete wifi molto performante.

Ciò premesso, sono d’accordo con Lei che tutto questo non basta e che il servizio vada potenziato al massimo, in quanto si tratta di un servizio fondamentale per una stazione turistica di livello, ma credo che Lei meglio di me sappia, per la professione che svolge, che possono essere molte e anche complesse da realizzare le migliorie necessarie a renderlo realmente performante. Faccio dei semplici esempi senza voler entrare troppo nel tecnico.
Indubbiamente il servizio ha dei grossi limiti di diffusione e di durata, sono coperte dal segnale solo le zone centrali e il tempo di utilizzo gratuito è soltanto di un’ora.

Un altro limite non da poco, però, e non a tutti noto, è il fatto che allo stato attuale il contatore del tempo di utilizzo gratuito si attiva indipendentemente dal fatto che l’utente si connetta o meno a internet, causando spesso un consumo inconsapevole del monte minuti a disposizione, per esempio anche solo passeggiando in via Medail con lo smartphone in modalità wifi. Occorrerebbe, inoltre, dotare la memoria del wifi di una cosiddetta ‘lista bianca’, ossia di una lista di siti pubblici o di utilità pubblica, l’accesso ai quali dovrebbe essere gratuito, sempre in termini di tempo intendo. E, personalmente, ritengo che sarebbe anche molto utile, ancorché fattibile, attribuire al wifi dei contenuti turistici per la comunicazione e la promozione del territorio, visibili e fruibili a ogni accesso dell’utente.

Come si può immaginare, però, un intervento di restyling e di potenziamento di tali proporzioni richiede una non trascurabile disponibilità di fondi, che stiamo pertanto cercando di reperire al fine di rendere il nostro wifi non solo più esteso e più potente, ma anche il più  “intelligente” e raffinato possibile nello svolgere il suo ruolo di servizio pubblico.
Sappiamo che nei mesi a venire usciranno dei bandi del GAL ESCARTON E VALLI VALDESI espressamente dedicati a questa materia e abbiamo già preso contatti con lo tesso GAL per cercare di comprendere per tempo e al meglio come affrontare la questione.

Passando, infine, al discorso dell’ADSL, il consigliere Luca Gallo, sempre nel Consiglio succitato, aveva spiegato che le difficoltà di funzionamento sono legate al fatto che la centrale, Telecom, è unica per tutti i gestori, che in essa hanno i propri armadi dedicati, e che per di più il traffico viaggia con il doppino telefonico in rame e non con la fibra ottica.

La buona notizia, però, è che la posa della fibra ottica, intervento  anche questo che richiede, con ogni evidenza, un considerevole investimento di lavoro e denaro, verrà effettuato tramite un PSR della Regione Piemonte nato da un accordo tra Regione, MISE e INFRATEL. Esattamente il 2 novembre scorso l’attuale Amministrazione ha deliberato una bozza di convenzione per aderire all’accordo e a breve riceveremo dalla Regione la convenzione definitiva da stipulare. Molto probabilmente grazie alla nostra collocazione geografica dovremmo rientrare nella prima fase di sviluppo del progetto.

Mi auguro di essere stata sufficientemente esaustiva, signor Rossi, in caso contrario resto a Sua completa disposizione nelle sedi opportune con la speranza, chissà, di incontrarLa ai prossimi Consigli comunali e con l’invito, però, me lo conceda, a non commettere l’errore di considerare le attività turistiche, sportive, culturali e di valorizzazione del nostro territorio subalterne a servizi turistici più tecnologici, dimenticando così che si tratta invece di tante facce, tutte imprescindibili, della stessa preziosa medaglia.

 

 

 

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3 COMMENTI

  1. L’importante è avere uno spiritivo costruttivo ed orientato alla risoluzione delle problematiche, come quello che mi è parso di cogliere nella sua replica. Questo mi fa molto piacere. Non dico di prendere spunto da località montane famose che hanno il Wi-Fi illimitato da un decennio, ma basta osservare realtà non troppo distanti dalla “Perla”.

    Purtroppo la “componente tecnologica”, al pari della conoscenza della lingua inglese, è diventata lo strumento primario essenziale per la costruzione di ogni altra attività connessa al turismo ed alla cultura.

    Non entro nel merito dell’analisi tecnica della sua risposta (potrei farlo con eccesso di particolari e dovizia) e mi limito solo a dire che quanto è stato fatto fino ad ora come scelte IT presenta molti errori. All’occorrenza mi rendo disponibile a farvi una consulenza gratuita, con molto piacere, suggerendovi le reali strategie tecnologiche che potreste adottare con una spesa molto contenuta.

    Lungi dal voler porre in secondo piano l’aspetto turistico/culturale, al contempo faccio notare che in tale contesto vi sono tuttora forti lacune nell’ambito della nightlife giovanile e in generale delle iniziative per i giovani. Di sport e cultura ne abbiamo, manca il resto.

    Ormai frequento la “perla” solo più da turista e la sensazione che ho ogni volta che vi torno è quella di un bel paesino, ma terribilmente monotono e con un’aria “molto vecchia” e priva di stampo internazionale.

    Buon lavoro e grazie per la risposta,

    Fabio Rossi

  2. Scrive Fabio Rossi:

    “[…]suggerendovi le reali strategie tecnologiche che potreste adottare con una spesa molto contenuta.[…]

    Sono curioso di conoscere quali siano le sue “reali strategie tecnologiche” per poter offrire ad una utenza che in momenti specifici dell’anno può potenzialmente raggiungere le svariate decine di migliaia di unità una connessione alla rete internet stabile e ad alta velocità a costi molto contenuti.

    L’unico metodo conosciuto oggi per poter garantire le alte prestazioni di connettività (100Mb/s, 1Gb/s) che manterrebbero Bardonecchia un paese al passo con la modernità consiste nella realizzazione di un’opera infrastrutturale in fibra ottica.

    Un’opera di questo tipo non può in nessun modo essere realizzata al momento attraverso una spesa molto contenuta.

    Gradirei leggere un approfondimento di Fabio Rossi su questo tema che spero non tratti di onde radio poiché non si hanno ancora resoconti esaustivi circa la nocività di esposizioni prolungate alle microonde a bassa potenza e credo che tutti abbiano a tutelare con coscienza la salvaguardia ambientale e sanitaria del paese.

    Stefano Lanci

    • Se il Comune avrà piacere, e lo chiederà espressamente, preparerò un progetto tecnico, gratuitamente, da cui si capirà cosa è possibile fare e senza utilizzare le “nocivissime” microonde per salvaguardare la perfezione ambientale della Perla e del suo corollario Camini del Frejus e seconde canne che invece vanno benissimo. Sarà poi il comune a condividere l’eventuale progetto.

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