GIAGLIONE E IL TRENO DELLA MEMORIA: IL COMUNE PRIMA NON VUOLE PAGARE PER 5 STUDENTI, POI CI RIPENSA

Condividi
FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn

  
di GIUSEPPE LIZZARI

Vivo a Giaglione e in riferimento al Treno della Memoria volevo rendere pubblico un documento dell’esercito italiano degli anni della seconda guerra mondiale in cui è riportata la storia di mio padre che fu “catturato prigioniero dai tedeschi e deportato a Belgrado “ il 12 luglio del ’43 , “evaso dalla prigionia e rimasto su territorio extrametropolitano“ nell’ottobre del ’44 collaborando poi con i partigiani della ex Jugoslavia fino alla liberazione nella primavera del ’45.
Mio padre era del 1922 perciò all’epoca dei fatti aveva una ventina d’anni . Sovente mi raccontava dell’olocausto che ha visto con i suoi occhi. Nei vari campi di concentramento e di sterminio dove lo spostavano con colonne di prigionieri facendo decine se non centinaia di chilometri a piedi , è stato costretto a dormire in mezzo a mucchi di cadaveri e a nutrirsi di ciò che avanzava ai tedeschi come le bucce di patate arrivando a pesare 42 kg. Nonostante le condizioni disumane è rimasto fedele ai suoi ideali politici rifiutando sempre di collaborare “con la firma” come usavano per arruolare collaboratori ovvero “capo’ ”.
Rientrato in patria si è presentato al distretto di Forlì dove gli è stato consegnato il congedo provvisorio di sei mesi, poi divenuto illimitato senza nessuna indennità o riconoscimento.

Non entro nei dettagli del racconto che mio padre , Pasquale, faceva della sua prigionia e di ciò che è accaduto dopo la sua evasione, ma è vergognoso pensare che il comune di Giaglione nel 2015, non riesca a trovare i fondi pari a circa 100 euro caduno per mandare cinque ragazzi/e del paese a visitare i luoghi dell’olocausto, accampando per bocca della funzionaria amministrativa bieche scuse come “il viaggio è pericoloso” oppure “non abbiamo i fondi necessari”.

Io ho un figlio di vent’anni che poteva essere interessato a partecipare al viaggio, ma questi comportamenti non incentivano i ragazzi a custodire una memoria dell’olocausto, della liberazione e della resistenza contro il nazifascismo. Dopo il giusto intervento dei famigliari dei ragazzi/e , finalmente i soldi sono usciti e il sindaco ha dato il suo benestare (come usava fare il podestà nel ventennio). In cassa nel comune ci sono mal contati 900.000 euro …Domanda: sono i funzionari a prendere le decisioni anche politiche che spettano invece agli amministratori?

FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn
Condividi
© Riproduzione riservata

Che cosa ne pensi? Scrivici la tua opinione

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.