GIAVENO, UN BLOG PER SCOPRIRE LE BIRRE ARTIGIANALI CON “GRAVITÀ ZERO”

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GIAVENO – Con il grande boom delle birre artigianali è ormai sempre più comune imbattersi in nomi pittoreschi e particolari come Blanche, Dubbel, Indian Pale Ale, Pilsner, Stout e molti altri ancora. Secondo Kuaska infatti, uno dei principali divulgatori italiani di cultura birraia, “La birra non esiste ma esistono le birre” o almeno così si potrebbe riassumere tutta la conoscenza base legata a questa antica bevanda.

Andate in una qualunque birreria o pub e ve ne accorgerete: bionda oppure rossa è in realtà solo uno dei tanti modi possibili per chiederne una piuttosto che un’altra. Questa capacità di differenziare le birre solo sulla base del colore dipende molto dalla standardizzazione dei loro gusti tramite la produzione industriale che, negli anni, le ha fatte sembrare tutte molto simili. Di birre però ne esistono tantissime ed ogni tipologia ha un profilo sensoriale specifico oltre che una sua particolare storia.

Tuttavia, per sapersi orientare un po’ nel mondo brassicolo ci basta sapere che tutti gli stili birrai originano da una base comune di soli quattro elementi: acqua, malto d’orzo, luppolo e lievito. Com’è possibile? Tutte le birre si suddividono in quattro grandi famiglie: alte fermentazioni, basse fermentazioni, fermentazione spontanee e fermentazioni ibride. Che cosa le differenzia? I tipi di lieviti che vengono usati, i quali, lavorando nel processo fermentativo, rilasciano aromi e sapori diversi. E il colore della birra da cosa è dovuto? Dal mix di malti impiegati. Più il malto è chiaro, più si andrà verso una birra bionda, più è tostato, verso una birra rossa o scura. E il luppolo? Il luppolo sta al birraio come al pittore il colore.

Ci sono infatti tantissime varietà differenti che sapientemente utilizzate consento di rilasciare aromi unici e conferire al palato un grado di amaro più o meno intenso. Infine l’acqua è il costituente principale. Per fortuna a Giaveno è molto leggera e buona da bere, ideale per il birrificio “Gravità Zero” per produrre le sue birre artigianali ispirate ad alcuni degli stili birrai più famosi e conosciuti al mondo.

Qui le ricette sono rivisitate in chiave locale dal mastro birraio Luca Delleani che ha sviluppato una linea di birre artigianali chiamate “TreeBALE”: Tree = albero e Ale = termine in lingua inglese riferito alle birre ad alta fermentazione. Insieme è Tribale in senso di Tribù, ma letto in dialetto piemontese è sicuramente più divertente.

Attualmente sono nove e sono: American Pale Ale, Birra alla canapa, Blanche, Dubbel, Indian Pale Ale, Indian Pale Ale, Pilsner, Saison al miele di ciliegio, Stout e Weizen. Tutte queste tipologie sono raccontate nel blog di “Gravità Zero” su https://birragravitazero.com/treebale/blog/ in costante aggiornamento per tutte le novità sulla birra.

Essendo un birrificio, ovvero un locale legato alla produzione e distribuzione della birra, e non una birreria, le TreeBALE le troverete da assaggiare direttamente nei diversi locali che il birrificio serve sul territorio e rintracciabili su https://birragravitazero.com/treebale/.

Ma non solo, passando direttamente in birrificio negli orari di apertura, in via Caduti sul Lavoro a Giaveno, potrete acquistarle confezionate in bottiglia e/o in fusto da portare a casa, da bere con gli amici o per fare qualche regalo. Del resto il fatidico giorno di Natale è più vicino di quel che si pensi.

BIRRIFICIO GRAVITÀ ZERO
Via Caduti Sul Lavoro, 27 – Giaveno (Torino)
Tel. 339-8174860
Facebook: Birrificio Gravità Zero
Instagram: Treebale

 

(Informazione pubblicitaria a cura della New Press – Testo di Thomas Zanotti)

 

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