I GIOVANI BABBI NATALE DELLA VAL SUSA VANNO DAI BIMBI DEL REGINA MARGHERITA: LA BELLA STORIA DI QUATTRO RAGAZZI DI AVIGLIANA

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di LUCA MARTIN

AVIGLIANA – È arrivata anche la neve, finalmente, a ricordarci che mancano ormai pochi giorni ad un altro Natale. Una festa che, però, sembra ricoprire sempre meno importanza, soprattutto nei cuori dei giovani. Ci hanno pensato quattro ragazzi di Avigliana a smentire completamente questa teoria, andando a realizzare un progetto da cui non si può che rimanere incantati. Molti di noi, avranno la fortuna di passare il 25 dicembre in serenità, circondati dalla famiglia e dagli amici. Altri, però, non avranno la possibilità di trascorrere il Natale in queste condizioni. A parziale rimedio, sono intervenuti questi quattro, volenterosi, giovani aviglianesi.

Alessio, Davide, Livia e Massimiliano (ideatore del progetto) hanno dato vita all’Operazione Babbi Natale, il cui obiettivo finale era quello di regalare un sorriso ai bimbi ricoverati nei reparti di pediatria all’interno dell’ospedale Regina Margherita di Torino. “Quando avevo 12 anni – ha spiegato Massimiliano – sono stato ricoverato per 46 giorni in questo ospedale, proprio a cavallo delle festività natalizie. In quel periodo, il passaggio dei babbi natale all’interno del reparto, mi riempì il cuore. In quel momento, decisi che avrei dovuto fare qualcosa per restituire ciò che mi era stato regalato”.

I quattro eroi (termine usato tutt’altro che casualmente) per poter mettere in piedi questo splendido progetto, hanno ovviamente avuto bisogno di aiuto: “Abbiamo organizzato una raccolta fondi che ha compreso l’ITCG Galileo Galilei di Avigliana e alcuni esercenti dei comuni di Avigliana e Buttigliera Alta, i quali si sono mostrati molto disponibili a poter dare un contributo alla nostra causa”. Un’idea, quella prodotta da Massimiliano, che parte da lontano: “Erano ormai 4 anni che tentavo di realizzare questo progetto. Oggi, finalmente, ce l’ho fatta”. Grazie anche a tre ragazzi con cui non è sbagliato dire che può condividere la bontà d’animo e la volontà di aiutare il prossimo, il sogno di Massimiliano è diventato realtà. Per chi non ci è mai passato, è davvero difficile rendersi conto di quanta forza diano ad un bambino i passaggi dei volontari, travestiti da clown o da babbi natale, all’interno dei reparti di pediatria. Forse, ancor più difficile, è per tutti noi comprendere quanto coraggio e quanta volontà ci vogliano per vestire i panni proprio dei volontari, con l’unico intento di regalare momenti di gioia, ancor prima che oggetti materiali, ai bambini. Cosa si prova, dunque, nel riuscire a compiere un gesto del genere? Hanno provato a dircelo proprio loro: quattro ragazzi che, vestiti da babbi natale, lunedì 19 dicembre si sono intrufolati nei reparti del Regina Margherita, carichi di regali e di sorrisi per i bimbi ricoverati. “È stata un’esperienza davvero unica – hanno commentato in coro – pensare che i sorrisi di quei bambini provenissero quasi esclusivamente dalla nostra opera, è stato quanto di più bello potessimo desiderare.

A tal proposito, ci teniamo a ringraziare Tina Digiacomantonio (responsabile delle relazioni con il pubblico dell’ospedale) la quale ci ha accompagnato nei reparti di pediatria d’urgenza, dove abbiamo potuto portare qualche momento di felicità ai bambini degenti nel reparto, per lo più molto piccoli”. All’intervento dei quattro, ha fatto seguito ancora una volta quello di Massimiliano, toccato in prima persona da quanto fatto dai ragazzi: “Per me è stato indescrivibile, un qualcosa di difficilmente esprimibile a parole. Poter restituire i sorrisi che mi furono regalati anni addietro mi ha riempito il cuore. Dopo quattro anni di tentativi, riuscire finalmente a realizzare tutto questo, per me, è stato il miglior regalo di Natale possibile”. All’interno dello sguardo dei bambini, ci saranno sicuramente state tante emozioni, soprattutto un ringraziamento. Un grazie che però, non deve provenire soltanto dai bambini, ma da tutti coloro che certe storie possono leggerle o hanno la fortuna di raccontarle.

Grazie a Massimiliano, Alessio, Davide e Livia, per averci ricordato cosa significa il Natale; per aver fatto capire ancora una volta, quante cose belle si possono fare per gli altri.

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