I NO TAV PREPARANO LA PROTESTA CONTRO IL G7 A VENARIA: “IL TAV È UN CRIMINE AMBIENTALE E CLIMATICO”

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VENAUS / VENARIA REALE – Il 28, 29 e 30 aprile si terrà alla Reggia di Venaria Reale il G7 dedicato all’energia, al clima e all’ambiente. Il G7 è un forum intergovernativo composto da 7 degli Stati economicamente più avanzati al mondo, che parteciperanno all’evento con i ministri dei vari governi di Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti d’America, oltre ad una rappresentanza dell’Unione Europea. In vista di questo importante appuntamento internazionale, si terranno varie iniziative di protesta di vari movimenti ambientalisti, anarchici, autonomi, centri sociali, attivisti di Ultima Generazione e gruppi sotto lo slogan “Loro 7, noi 99%”. E i No Tav annunciano la mobilitazione proprio dalla Valsusa, con l’obiettivo di contestare questo incontro dei “big” dell’ambiente, partendo dal territorio. “Dopo 30 anni di resistenza in Valsusa, è chiaro – spiegano gli attivisti – il Tav, come qualsiasi altra grande opera, è un crimine climatico e ambientale. È tempo di costruire un modello di sostenibilità che rispetti i bisogni dei territori, che li protegga e non li distrugga. Uniamoci per difendere il nostro futuro! Invitiamo tutte le realtà che amano la propria terra a unirsi a noi in una serie di iniziative che si terranno in Valsusa nei giorni precedenti l’inizio del vertice”. Già dai giorni prima del vertice, i No Tav accoglieranno i contestatori del G7 al presidio di Venaus: “L’accoglienza della Valle sarà come al solito a disposizione di tutte e tutti all’interno dei terreni del presidio di Venaus, luogo storico di scambi e incontri per chiunque voglia conoscere ed attraversare la Val di Susa”. Il programma generale dei contestatori del G7 prevede venerdì 26 e sabato 27 aprile delle iniziative No Tav in Valsusa, mentre domenica 28 si terrà a Venaria la manifestazione popolare. Le attività proseguiranno lunedì 29 e martedì 30 marzo con assemblee e altre iniziative di protesta a Torino e Venaria.

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29 COMMENTI

  1. Come mandare in VACCA tutto il discorso NO TAV
    “vari movimenti ambientalisti……….. Vabbè ci può stare!
    Ma anarchici, autonomi, centri sociali, attivisti di Ultima Generazione” che cappero c’entrano????

    • Sono le truppe cammellate che intervengono ovunque ci sia da fare casino e menare le mani,spesso cambiano casacca per l’occasione.Idioti violenti e prezzolati che guarda caso non si sono visti durante la costruzione del raddoppio del tunnel autostradale.
      Anche questa volta faranno scoppiare disordini nei soliti posti e con le stesse modalità.

  2. Ma come facciamo a fare parte dei paesi G 7, con una sanità allo sbando e una qualità della vita all’ ultimo posto nei paesi industrializzati. In teoria siamo davanti a paesi come la Svezia o la Corea del sud. Bella barzelletta come la classe dirigente.

  3. Se per dei ragazzi sono stati usati i manganelli, spero che la polizia, per queste brave persone, utilizzi metodi più convincenti.

  4. Troverei più logico impiegare queste energie di protesta per far sentire un secco NO ALLA GUERRA, visto che saranno proprio quelli del G7 i promotori del disastro… Dovesse mai scoppiare, sai cosa importerà di trivelle, treni veloci e polveri sottili?
    La presenza di bandiere NOTAV servirà solo a far vedere che la priorità è quella… e non potrà che far piacere a quei personaggi.

  5. Dato che ogni manifestazione NOTAV finisce sempre in atti di guerriglia, sarebbe opportuno che il prefetto proibisse qualsiasi assembramento o manifestazione a Venaus, in Valle ed a Torino e dintorni. Così si risolve il problema alla radice, tanto il TAV lo faranno comunque, che ci sia la destra o la sinistra al potere.

  6. Stessa gentaglia, cambia solo la casacca. Questi figli di Stalin ; ora governati dai figli di Mussolini, amici del Merovingio.

    • Vedo che lei non ha capito nulla di chi posso essere io.
      Si rilegga i miei commenti e forse capirá.Per ora studi per il prossimo appello.
      I figli di Mussolini al limite li trova tra i no tav ed i loro amichetti anarco/insurrezionalisti che i metodi fascisti li hanno adottati e li praticano.

  7. Commenti da sindrome di Stoccolma.
    Io e, da quanto leggo, anche i No Tav restiamo tra coloro che non riescono a tifare per i propri piccoli ingordi persecutori.
    Grandi sedicenti per autocelebrazione.
    I grandi veri mancano, Cina, Russia e India, come al solito grandi saranno solo gli U.S. circondati da una corte di nani.

    • Leggere NoTav e simpatizzanti, che hanno tipicamente uno spessore culturale e conoscenze scientifiche paragonabili a quelle di un macaco, sostenere che siano ‘gli altri’ ad avere la ‘Sindrome di Stoccolma’, è roba da rotolarsi dalle risate per una settimana.

      • Recitar! Mentre preso dal delirio……. Vesti la giubba ………

        Ridi Pagliaccio…..

        da “I Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo.
        Casuale ma opportuna la coincidenza con il celebre Leonka di Milano.

    • Le consiglio di limitare la quota massima raggiungibile dal suo tappeto volante.Sicuramente deve esserci un settaggio,cerchi sul libretto di istruzioni scritto in persiano antico probabilmente in alfabeto aramaico o al limite huzvaresh.
      Oltre una certa quota il cervello va in debito di ossigeno,da cui si spiega il contenuto dei suoi interventi.

  8. Se avessero lo spessore culturale e le conoscenze scientifiche di un macaco sarebbe già tanta roba
    Temo invece che per paragonarli intellettualmente a qualche rappresentante del regno animale bisogna scomodare gli echinodermi.

    • Suvvia Signor Il Merovingio,
      Tre interventi in sequenza come una raffica di AK-47, non Le pare che l’argomento sia per Lei un tantino ansiogeno?
      In quanto ad ossigeno si rassicuri, come può constatare, anche dopo i Suoi puerili tentativi di offendere, ne ho ancora abbastanza per risponderLe con la stessa lucidità di Messner in cima ad uno dei suoi ottomila.
      In quanto al vivere sperando, Le farei osservare che i No Tav e loro simpatizzanti vivono agendo mentre forse è Lei che vive sperando (in quei 114 Km di tunnel più una trentina di cunicoli accessori che, ahi grama sorte, ogni sei mesi vedono rinviarsi la data promessa della loro apertura).
      In quanto allo spessore culturale dei macachi o all’intelletto delle stelle marine non saprei pronunciarmi, sui Suoi (spessore e intelletto) mi ha già dato parecchie occasioni per farmi qualche idea.

  9. “come qualsiasi altra grande opera” il tav è dannoso…. Da qui si capisce che dovremmo, secondo loro, vivere in una yurta o in case di fango , o , meglio, come un cercopiteco …. Che poi, io, il piteco lo cerco, ma non lo trovo mai!!

  10. Bravo Gadàn, c’è quasi arrivato.
    Esistono persone che da anni (non solo i No Tav) si interrogano sull’effettiva utilità dei mega progetti, dalle infrastrutture ai grandi eventi come dal gigantismo delle navi da crociera alle spedizioni verso Marte).
    La discriminante, oltre ai dubbi su probabili dannosità, è l’utilità o meno rispetto ad altre soluzioni.
    Non occorre vivere come trogloditi per riuscire ancora a separare il grano dal loglio.

    • Bravo,allora venda la sua casa di Avigliana e si trasferisca in una yurta.Dia il buon esempio lei ed i suoi compagni di merende ecologisti immaginari.

    • Allora cominci a vendere le case ad Avigliana.Il problema è come dirlo ai “migranti” ,che avrà sicuramente ospitato nelle sue proprietà,che dovranno cercarsi un’altra sistemazione abitativa.Oppure che dovranno trasferirsi con lei in una yurta, ovviamente ecosostenibile,e scaldarsi con lo sterco essiccato di yak.

      • A questo punto qualcuno si chiederà perché Lei si arroghi persino la pretesa di farmi vendere a Suo comando le cose che mi appartengono.
        Ha per caso fatto un corso di bon ton civico in Corea del Nord?
        Forse non ha colto che in quel civilissimo paese più sbrigativamente confiscano.
        Per citarLa direi anch’io: Ripassi la lezione che poi La interrogo.

        • Guardi che lo dico a Greta che lei non è un buon gretino pronto a disfarsi dei suoi beni in nome della fantaecologia.

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