LA FIGURACCIA SULLA PISTA DI BOB DI CESANA: GLI STESSI ERRORI, LE STESSE PERSONE

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La pista di bob di Cesana Pariol

di ANDREA COLARELLI (Sindaco di Sestriere durante le Olimpiadi Invernali di Torino 2006)

CESANA TORINESE – Gentile Direttore, ho letto il suo editoriale di qualche giorno fa che analizzava la vicenda della pista di Bob di Cesana Torinese, e volevo congratularmi con lei per essere stato penso l’unico giornalista controcorrente che ha analizzato in modo critico ma documentato e corretto l’attuale situazione. Sto leggendo anche io questa volta da spettatore (ben informato sulla storia e sui fatti), le notizie che si susseguono riguardo il futuro della pista di Bob e quello che leggo ovunque sa molto di propaganda mista a voluta disinformazione.

Ad esempio c’è chi dice che se non ci daranno le Olimpiadi a Cesana Torinese ci dovranno dare i soldi per smantellare la struttura, ma forse pochi ricordano che questa possibilità era già chiaramente prevista ed anche ben finanziata con i soldi del famoso “tesoretto olimpico” (alcune decine di milioni di euro) avanzato dal 2006 e per anni saldamente in mano ai nostri amministratori locali che a quanto pare hanno ritenuto di non spenderlo o spenderlo in altro modo, a volte con il miraggio di fare accordi con la Federazione Internazionale per continuare ad utilizzare la struttura (accordi sempre disattesi ma incredibilmente riproposti uguali anche nell’ultimo dossier presentato), oppure proponendo improbabili riutilizzi o progetti alternativi ovviamente mai realizzati ed irrealizzabili ma molto efficaci a far sognare ed illudere il proprio elettorato.

Anche al Comitato Milano-Cortina sta emergendo in modo evidente l’incapacità di far tesoro degli errori passati (probabilmente mai studiati ed approfonditi a sufficienza), portando tutta la politica ad un evidente stallo da cui solo il CIO come arbitro terzo è probabilmente in grado di portarci fuori, prendendo una decisione definitiva al posto nostro.

Effettivamente chi può dare torto al CIO se non ha più fiducia in noi? Non siamo stati capaci allora perché dovremmo esserlo adesso, ed inoltre stiamo ancora litigando fra di noi quando ci troviamo per colpa nostra (non certo del CIO) a tempo quasi scaduto con le idee ancora confuse, i tempi di realizzazione strettissimi ed i costi non certi.

La politica locale e piemontese si sta avvitando su se stessa seguendo (ritengo consapevolmente) un paradigma fondamentalmente sbagliato. Non ci stiamo battendo per riportare le Olimpiadi nei nostri territori, stiamo lottando per riappropriarci del badò più pesante e costoso che ogni Olimpiade Invernale si porta dietro e che normalmente nessuno vuole avere (ben diverso sarebbe se ci battessimo per avere delle gare di sci alpino meno costose e decisamente più redditizie da ogni punto di vista, ma queste chi le ha se le tiene ben strette).

Certo, la politica locale sta vivendo questa vicenda come un microscopico riscatto degli enormi errori che hanno portato le Olimpiadi Invernali del 2026 fuori dai nostri territori ma rischiando ancora una volta un ormai quasi certo ulteriore fallimento. Ed anche fra gli attori politici rivedo molti volti noti del 2006. Gli stessi errori, le stesse persone.

 

 

 

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2 COMMENTI

  1. Chi manca nel 2023 tra le stesse facce del 2006?…non starà mica rosicando per mancato protagonismo anche in questa occasione?!…

  2. ( copio e incollo ) … famoso “tesoretto olimpico” (alcune decine di milioni di euro) avanzato dal 2006 e per anni saldamente in mano ai nostri amministratori locali che a quanto pare hanno ritenuto di non spenderlo o spenderlo in altro modo,… ?cosa ne pensa “La corte dei conti ” ?????

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