LETTERA / “I PROBLEMI DELL’AMBULATORIO DI CONDOVE”

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LETTERA FIRMATA

CONDOVE – La presente per segnalare a mio avviso una situazione di rischio per l’incolumità degli utenti e chiedere una migliore gestione, organizzazione amministrativa e infermieristica, in quanto precaria e assolutamente abbandonata a se stessa.
Oggi, venerdì 21 febbraio, recandoci per un prelievo ematico presso l’ambulatorio di Condove, con sede in piazza Vittorio Veneto 10, ci siamo trovati in una situazione di disagio assoluto, mal organizzata e assolutamente non gestita.

L’attuale gestione dei prelievi ematici è la seguente:
1) numeri di colore giallo con numeratore di colore rosso conseguenza confusione e caos;
2) il numero giallo, una volta chiamati nel piccolo schermo con il numero rosso, serve a portare le persone presso lo sportello per la dovuta accettazione. Finita l’accettazione – cosa di pochi minuti – si prosegue per l’assolta autogestione, come confermato dalle infermiere presenti;
3) gli sportelli per l’accettazione per un totale di 4 impiegati che, una volta finita la fase di accettazione per i prelievi, secondo me trovano molto interessante la calca che si forma davanti ad una porta che conduce alle infermiere;
4) una volta finita l’accettazione, si rimane con il numero giallo in mano e l’impiegato indica al paziente che bisogna auto informarsi (chiedere ad alta voce in giro per tutto l’ambulatorio chi ha il numero prima del tuo): da questo momento si tratta di autogestione, cosa che ho provato a fare senza una risposta da parte delle persone indignate per la mia domanda;
5) trovata nella calca mi resi conto dell’impossibilità di entrare ed uscire in quanto per coda e calca le persone si accumulano ed il passaggio dire che è “limitato” è un complimento, in particolare per le diverse persone in sedia a rotelle.

Tutti davanti alla porta, almeno 50 persone in uno spazio di circa 15 metri quadri, utenti: anziane, signore in gravidanza, post-operate, persone con ossigeno, con gravi difficoltà a deambulare che non hanno una corsia preferenziale oppure una priorità, rimangono tutti in piedi come bestie in attesa della macellazione davanti alla porta delle due infermiere. Creando una situazione potenzialmente pericolosa in caso di necessità di evacuazione, a causa di incendi od altro o malessere fisico. Tutti che provano a cercare con lo sguardo chi ha il numero prima del loro.

Ho provato a chiedere alle due infermiere il numero attualmente presente dentro il loro ambulatorio. La risposta molto simile a quella degli impiegati: “Vi dovete gestire da soli”.
Partendo dal fatto che questa soluzione potrebbe anche essere un pregio in qualche luogo meno ostile e affollato, qui è totalmente impossibile. Con 4 impiegati amministrativi che finendo l’accettazione si guardano attorno noncuranti della situazione imbarazzante degna di un paese sottosviluppato.

Non occorre un master universitario per rendersi conto che almeno un impiegato possa gestire in maniera rispettosa della dignità umana e della sicurezza dell’utenza 50 persone davanti ad una porta.

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8 COMMENTI

  1. infatti ho lasciato questo ambulatorio per Avigliana anche se è più lontano per non affrontare una situazione che umilia le persone che pagano le tasse tutta la vita per ricevere un simile trattamento- Il direttore sanitario venga a rendersi conto subito e provveda a migliorare la situazione – UN Utente delusa

  2. Anch’io ho fatto un prelievo di sangue (ematico per gli istruiti) e devo dire che la mia esperienza è stata diversa.
    La procedura mi è sembrata comprensibile senza particolari problemi, poi non è così difficile trovare chi ha in numero precedente al nostro: sono tutti in fila davanti alla porta.
    Un’altra cosa: chi ha gravi problemi ha una corsia preferenziale: ci sono dei cartoncini numerati a disposizione di queste persone che saltano la coda.

  3. Il “disagio assoluto” lamentato è sempre presente, in ogni luogo ove lo Stato distribuisce servizi al cittadino. Tutti gli Enti sono variamente disorganizzati: la Posta, l’INPS, i Servizi Sanitari ospedalieri e locali e tutti gli Uffici Pubblici in genere. Sembra che lo Stato voglia verificare la nostra capacità “enigmistica” incentivando l’arte di arrangiarsi di ognuno. Come utilizzatore dell’ambulatorio di Condove posso suggerire qualche consiglio utile: 1) tutti i colori associati a: distributori di numeri, numeri stessi e display di chiamata non hanno mai una associazione logica tra loro 2) individuare con attenzione chi – prima di noi – è stato chiamato per l’accettazione 3) attendere il proprio turno lontano dalla calca delle “bestie in attesa della macellazione” 4) avvicinarsi allo “scannatoio” solo quando sta per entrare chi ci precede. Il personale degli uffici pubblici non forniscono mai prestazioni, anche minime, che non fanno parte delle proprie mansioni, sono quindi proibite tutte le iniziative che tendono a migliorare un servizio.

  4. Da utente del suddetto ambulatorio ritengo che l’unico problema di rilievo siano gli spazi ristretti: nel punto di attesa del prelievo c’è anche la macchina per pagamenti, così per pagare si deve attraversare la calca, o si rimanda ad altro giorno.
    Gli impiegati e infermieri fanno il loro lavoro e chiedere “chi è l’ultimo” non è prassi da paese sottosviluppato.

  5. TEMPO FA AVEVO INOLTRATO UNA SEGNALAZIONE SU QUESTO STATO DI COSE ALL’ASL COMPETENTE SU DI UN MODULO IN DISTRIBUZIONE PROPRIO AGLI SPORTELLI INCRIMINATI DI CONDOVE. HO DESCRITTO PER FILO E PER SEGNO LA STESSA SITUAZIONE INCRESCIOSA DESCRITTA DALLA LETTERA IN QUESTIONE. AVEVO MESSO IN CALCE IL MIO NO DI TEL NOME E COGNOME E INDIRIZZO. NESSUNA RISPOSTA. AL MENO PER SAPERE SE ERA ARRIVATA. QUESTA SITUAZIONE SI PROTRAE DA MOLTO TEMPO E SAREBBE SUFFICIENTE CHE TRAMITE ALTOPARLANTE VENISSE ANNUNCIATO IL NUMERO CORRISPONDENTE AL PAZIENTE DALLE INFERMIERE CHE ESEGUONO IL PRELIEVO AVENDO LE STESSE SOTTO GLI OCCHI IL NUMERO PRECEDENTE A QUELLO CHE ASPETTA DAVANTI ALLA PORTA IN ATTESA DI ENTRARE. NON E’ POSSIBILE CHE GLI STESSI IMPIEGATI ALLO SPORTELLO TOLLERINO QUESTA SITUAZIONE MA SI SA: NON FARE UN PASSO IN PIU’ DI QUELLO CHE TI HANNO ASSEGNATO! GIANNI RAPELLI CONDOVE.

  6. E’ dal 2006 che frequento l’ ambulatorio di condove e non ho mai avuto problemi, se posso dare un consiglio che ridurrebbe le code e di conseguenza il numero di pazienti i quella sala, consiste nell’ aumentare il numero di infermiere ai prelievi esempio 4 infermiere anzichè 2.

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