ROCCIAMELONE, MILLE SALITE IN VETTA PER IL GRANDE FULGIDO TABONE / UN RECORD IN VAL SUSA

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fulgido

di ARIANNA RICHIERO

Mille salite in vetta al Rocciamelone. Sono quelle che saranno raggiunte domani da da Fulgido Tabone, gestore del rifugio Cà d’Asti e punto di riferimento per tutti coloro che si mettono in cammino lungo il sentiero che conduce al bivacco a quota 3538 metri d’altezza.

Una vita intera spesa per la montagna simbolo della valle di Susa.
Di storie da raccontare Fulgido, classe 1948, ne ha tante: esperienze, incontri di ogni genere e le numerose salite per piacere o per “dovere” sulle sua amata cima.
La storia del baffo rotto del busto di Vittorio Emanuele II, che si trova proprio in cima alla montagna di fianco al bivacco, lo spiacevole episodio della statua della Madonna presa a colpi di piccozza dai vandali, il restauro del bivacco e della cappella in vetta. Tutti interventi di cui Fulgido si è occupato personalmente, perché non bisogna dimenticare che è anche un eccellente artigiano.

In vetta al Rocciamelone è lui che accoglie gli alpinisti con un the caldo e una piacevole chiacchierata. Arrivati in cima per alcuni un’ulteriore “prova di forza” all’interno della cappella è d’obbligo.
“Prova a sollevare questo tavolo”: è l’invito di Fulgido.
Staccarlo da terra per i meno forzuti è praticamente impossibile. Pensare che lui quel tavolo da 68 kg se l’è caricato in spalle, durante una delle mille salite, e l’ha portato a oltre 3500 metri d’altezza per piazzarlo all’interno della cappella proprio ai piedi della Madonna.

Da quarant’anni è il guardiano della montagna, tutti lo conoscono e si fermano a scambiare due parole rapiti dai suoi racconti e dalle sue avventure. Fulgido conosce ogni angolo, bivio e pietra della montagna più alta della valle di Susa.
Amore, dedizione e cura per il Rocciamelone hanno contraddistinto e continueranno a contraddistinguere la sua vita. Le salite non sono di certo terminate…

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