TEATRO: AD ALMESE “L’ALTRO MONDO. PICCOLE STORIE DI CAMBIAMENTO”

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Daniele Ronco

dall’UFFICIO STAMPA “BORGATE DAL VIVO”

ALMESE – Può uno spettacolo teatrale nascere dalle impressioni del pubblico? E può farlo quando l’argomento di cui tratta è una drammatica verità scientifica che eppure molti tentano di negare oppure semplicemente di ignorare? A questa sfida divulgativa risponde Mulino ad Arte con “L’altro mondo. Piccole storie di cambiamento”, che mercoledì 9 novembre sarà in Valsusa ad Almese per la stagione Scene dal Vivo 2021-2022. Lo spettacolo recupera la data annullata all’inizio del mese di settembre a causa del maltempo.

Il pubblico scrive, sogna, condivide. “L’altro mondo” nasce dalla necessità di raccogliere in tempo reale le percezioni del pubblico in merito alla crisi climatica e tutte le sue implicazioni. Lo spettacolo si pone dunque l’obiettivo di ribaltare il rapporto fruitore-rappresentazione costruendo un percorso dove gli spettatori e le loro percezioni dei temi ambientali diventano il centro della rappresentazione.

Nella prima fase dello spettacolo, gli spettatori scrivono le proprie percezioni sui temi proposti, che sono elaborate e restituite più tardi. Il progetto utilizza la performance artistica e lo storytelling per monitorare le impressioni delle criticità ambientali di un territorio, coinvolgendo i cittadini ed elaborando soluzioni attraverso un percorso partecipativo di co-creazione.

Parallelamente alla performance realizzata con il contributo degli spettatori, lo spettacolo vede la collaborazione con Fabio Deotto, autore che ha dedicato anni di ricerca alla crisi climatica. La parte centrale dello spettacolo, infatti, è la trasposizione teatrale del libro L’altro mondo. La vita in un pianeta che cambia, incentrato sul viaggio durato due anni che ha portato Fabio da un estremo del mondo all’altro per incontrare testimonianze dirette in merito alla crisi climatica.

Lo spettacolo narra le tappe più significative di questo viaggio, i luoghi scolpiti nell’immaginario collettivo come paradisi terrestri: le Maldive, Miami, New Orleans, il villaggio di Babbo Natale e Venezia. Luoghi che diventano simbolo di un mondo che l’essere umano si ostina a voler mantenere inossidabile, ma che ormai non esiste più.

Lo spettacolo è supportato dal CNR, che si occupa di attivare i propri presidi territoriali per individuare le specifiche criticità dei singoli territori e per creare una rete diffusa che favorisca l’incontro fra il progetto artistico e i luoghi in cui è ospitato. Questa collaborazione è fondamentale per continuare il processo che Mulino ad Arte porta avanti da anni, un processo che mira a unire cultura e scienza con l’obiettivo di veicolare in modo capillare la crisi climatica attraverso il linguaggio teatrale.

LE TRE FASI DELLO SPETTACOLO

FASE 1

Lo spettatore, grazie alle suggestioni di Daniele Ronco e Luigi Saravo, è invitato a rispondere a domande che riguardano problematiche relative al cambiamento climatico e ai planetary boundaries, concetto che identifica nove aree critiche che l’uomo dovrebbe monitorare con regolarità e rispetto alle quali sono necessari interventi politici e tecnici al fine di perseguire uno sviluppo rispettoso della sostenibilità ambientale. In questo modo il pubblico è chiamato a raccontare, attraverso una piattaforma web, alcune delle sue percezioni e le possibili soluzioni. Questa fase di composizione corale ha una durata di quindici/trenta minuti. Le risposte depositate dagli spettatori nella piattaforma vengono poi rielaborate da Luigi Saravo in regia, che produce una riflessione finale, frutto del lavoro collettivo del pubblico sul tema della serata. Questo coinvolgimento del pubblico è un’indagine in tempo reale dei pensieri e del vissuto del gruppo di spettatori che partecipano all’evento, capace di mostrare la percezione che questi hanno dei problemi ambientali in relazione al territorio di appartenenza.

FASE 2

È il cuore dello spettacolo, il viaggio dell’eroe, tratto dal libro “L’altro mondo” di Fabio Deotto. L’opera di Deotto mette in luce come luoghi da cartolina come le Maldive, Miami, il Villaggio di Babbo Natale e Venezia stiano vivendo già oggi una profonda trasformazione a causa del cambiamento climatico. Negli ultimi dieci anni la crisi climatica è passata da essere un problema delle generazioni future a un’urgenza di quelle presenti. Eppure, nonostante il mondo sia cambiato in modo inequivocabile e sia ormai lontano da quello in cui la maggior parte della popolazione è cresciuta, si continua a vederlo come inalterato. La colpa è dei tanti angoli ciechi che intralciano la percezione della realtà. L’opera cerca quindi un nuovo sguardo nelle storie reali di persone già costrette a misurarsi con un pianeta più caldo, esplorando allo stesso tempo le zavorre cognitive e culturali che rendono così difficile accettare il cambiamento in atto. Il risultato è un reportage narrativo che aiuta a vedere il nuovo mondo in cui gli esseri umani stanno imparando a vivere.

FASE 3

Durante la fase di restituzione della scrittura collettiva, Saravo suggerisce all’attore il testo elaborato a partire dalle percezioni del pubblico. Questo elaborato, interpretato a primo ascolto da Ronco, rappresenta l’episodio collettivo finale, che muta di tappa in tappa nel tour teatrale.

LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO

“L’altro mondo. Piccole storie di cambiamento” da un’idea di Daniele Ronco e Luigi Saravo con Daniele Ronco e Luigi Saravo (in qualità di dramaturg e facilitatore)
Drammaturgia: Daniele Ronco, tratto dal libro “L’altro mondo” di Fabio Deotto
Regia: Luigi Saravo
Scene: Massimo Voghera con la collaborazione di Roberto Leanti e Piero Ronco
Assistente scenografa: Luna Lemmola
Costumi: Teresa Musolino
Luci: Davide Rigodanza
Produzione: Mulino ad Arte
Debutto: XXXVIª edizione del Todi Festival
In collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)

Lo spettacolo teatrale si terrà nella serata di mercoledì 9 novembre alle ore 21 presso l’Auditorium Magnetto di Almese. Il costo del biglietto d’ingresso è di 5 euro mentre è gratuito per i minori di dodici anni.

 

 

 

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