VACCINI, L’ALTA VALSUSA E LA VAL CENISCHIA SARANNO COVID FREE: PRIORITÀ A TUTTI I RESIDENTI

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L’area della Valsusa che rientra nella mappa dei Comuni “Covid free” del Piemonte

La Regione Piemonte sarà la prima in Italia a rendere le proprie montagne “Covid free” tramite la vaccinazione di tutti coloro che vivono e lavorano nei Comuni montani, che presentano presidi sanitari minimi (analogamente a quanto già fatto a livello nazionale con le isole minori).

L’ELENCO DEI COMUNI MONTANI COVID FREE DELLA VALSUSA

Secondo la mappa pubblicata dalla Regione Piemonte, i Comuni montani che rientrano in questa fascia sono:

Bardonecchia, Oulx, Claviere, Cesana, Sestriere, Sauze di Cesana, Sauze d’Oulx, Salbertrand, Exilles, Chiomonte, Novalesa, Giaglione, Venaus, Moncenisio e Rubiana.

IMPORTANTE: non sono inclusi i Comuni montani che si trovano a meno di 25 minuti da un ospedale (in questo caso Susa).

I requisiti per i Comuni montani da rendere “Covid free” sono questi:

1) AREE ALPINE: tutti i Comuni sopra i 700 metri di altitudine. Omogeneità territoriale. Comuni fra i 600 e i 699 metri che distano più di 25 minuti da un ospedale.

2) AREE APPENNINICHE E DI ALTA COLLINA: tutti i Comuni sopra i 500 metri di altitudine. I Comuni fra i 400 e i 499 metri che distano più di 25 minuti da un ospedale.

La FASCIA GIALLA indica i comuni che verranno vaccinati con PRIORITÀ ALTA (sulla base del criterio richiamato nella circolare nazionale del 5 maggio 2021, trasmessa alla Conferenza delle Regioni dal generale Figliuolo, commissario straordinario all’emergenza Covid).

La FASCIA AZZURRA indica i comuni montani la PRIORITÀ MEDIA. In questa fascia ci sono tanti Comuni della bassa Valsusa, Giaveno e la Val Sangone. Di concerto con il territorio e le Asl sarà possibile valutare eventuali casi che per ragioni specifiche sono da ritenere a priorità alta.

In provincia di Torino sono 132 i Comuni Montani, 49 Comuni hanno la priorità alta. La popolazione da vaccinare ammonta a 19.880 persone.

Il Piemonte è la prima Regione in Italia che renderà le sue montagne “Covid free” ricorrendo alla vaccinazione di tutti i residenti e lavoratori dei 500 Comuni montani e di alta collina che presentano presidi sanitari minimi, analogamente a quanto già fatto con le isole minori.
L’iniziativa rientra nel Piano vaccinale nazionale e richiama quanto previsto dalla circolare del 5 maggio 2021, trasmessa alla Conferenza delle Regioni dal generale Figliuolo, commissario straordinario all’emergenza Covid, sulle aree isolate e più difficilmente raggiungibili.
Si inizierà venerdì 21 maggio da Alagna Valsesia (VC).
L’intervento riguarderà innanzitutto i Comuni montani del Piemonte individuati a “priorità alta” (oltre 200 sui 500 totali) in base alla combinazione di parametri che riguardano l’altitudine, la distanza dall’ospedale più vicino e l’omogeneità territoriale (sulla base del criterio richiamato nella circolare nazionale del generale Figliuolo).
In particolare:
– nelle aree alpine, in tutti i Comuni sopra i 700 metri di altitudine e quelli tra i 600 e i 699 metri che distano più di 25 minuti da un ospedale;
– nelle aree appenniniche e di alta collina, come la Langa cuneese o astigiana, in tutti i Comuni sopra i 500 metri di altitudine e quelli fra i 400 e i 499 metri che distano più di 25 minuti da un ospedale.
La mappa è stata definita sulla base delle tempistiche per raggiungere un ospedale elaborate dal 118.
Non sono inclusi i Comuni montani che si trovano a meno di 25 minuti da un ospedale. Di concerto con il territorio e le Asl sarà possibile valutare eventuali casi di comuni a “priorità media” che per ragioni specifiche sono da ritenere a “priorità alta”.
L’iniziativa è stata presentata oggi nel corso di una videoconferenza stampa dal presidente della Regione Alberto Cirio, con il vicepresidente e assessore alla Montagna Fabio Carosso e l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi. Presenti anche il commissario generale dell’Unità di Crisi Vincenzo Coccolo e il commissario dell’Area giuridico-amministrativa Antonio Rinaudo.
“Siamo la prima Regione in Italia che avvia un processo di questo genere, ci siamo attivati non appena il Governo ha aperto a questa possibilità – dichiara il presidente Cirio, con gli assessori Icardi e Carosso -, perché un paese di montagna vive la stessa situazione di marginalità di un’isola. In Piemonte abbiamo colto al volo questa possibilità con una proposta concreta che oggi ha ottenuto l’assenso del generale Figliuolo. Saremo la prima regione d’Italia a rendere le proprie montagne Covid free e questo crediamo sia anche il miglior invito per i tantissimi turisti che da sempre amano le vette del Piemonte”.
Sono circa 110 mila i residenti vaccinabili nei Comuni montani a priorità alta. Le Asl convocheranno le circa 71 mila persone residenti che non sono ancora state vaccinate (altre 39 mila hanno già ricevuto almeno una dose perché rientrano nelle categorie già in fase di vaccinazione). I paesi dotati di un centro vaccinale si organizzeranno per concludere l’operazione in un fine settimana, mentre gli abitanti dei paesi senza centro vaccinale potranno farlo in quello più vicino.
Il progetto non determinerà nessun rallentamento sul proseguimento della campagna vaccinale di massa della popolazione piemontese. Saranno infatti circa 2 mila i vaccini giornalieri destinati al progetto delle Montagne Covid free (sui circa 30 mila in media che vengono somministrati ogni giorno in Piemonte, sulla base delle attuali disponibilità di vaccini).
“Da metà giugno – concludono il presidente Cirio e gli assessori Icardi e Carosso – le nostre montagne saranno quindi Covid free: un posto altamente sicuro per trascorrervi le proprie vacanze”.

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6 COMMENTI

  1. Provvedimento facile e in qualche modo curioso rivolto a comuni piccoli e poco popolati.
    Con pochi vaccini si fa bella figura, se poi i comuni interessati sono in prevalenza in provincia di Cuneo meglio ancora.
    Il consenso si conquista in tanti modi.
    Nel momento in cui comuni di 900 abitanti avranno presenze di 20.000 villeggianti si spera che non dovranno essere troppe le corse all’ospedale.
    Il criterio dei 25 minuti dal più vicino ospedale è una bella pensata, è probabile che l’autore non abbia mai sperimentato un triage in un pronto soccorso.
    Saranno conteggiati dal municipio o dal campanile della chiesa?
    Saranno conteggiati rispettando i limiti di velocità o alla libera andatura delle ambulanze o a quella degli elicotteri?
    I no vax saranno soppressi o semplicemente deportati?

  2. Provvedimento facile e in qualche modo curioso rivolto a comuni piccoli e poco popolati.
    Con pochi vaccini si fa bella figura, se poi i comuni interessati sono in prevalenza in provincia di Cuneo meglio ancora.
    Il consenso si conquista in tanti modi.
    Nel momento in cui comuni di 900 abitanti avranno presenze di 20.000 villeggianti si spera che non dovranno essere troppe le corse all’ospedale.
    Il criterio dei 25 minuti dal più vicino ospedale è una bella pensata, è probabile che l’autore non abbia mai sperimentato un triage in un pronto soccorso.
    Saranno conteggiati dal municipio o dal campanile della chiesa?
    Saranno conteggiati rispettando i limiti di velocità o alla libera andatura delle ambulanze o a quella degli elicotteri?
    I no vax saranno soppressi o semplicemente deportati?

    Commento riportato per chi non legge tutti gli articoli.

    • Definire “turistici” comuni come Gravere, Venaus, Novalesa o Giaglione fa già ridere così. Oltretutto sono tutti Comuni che si trovano a meno di 10 minuti dall’ospedale, ma che per magia diventano secondo Cirio tutti zone disagiate. Una trovata senza senso e puramente elettorale. Oltretutto oramai le prenotazioni dai primi di Giugno saranno aperte a tutti senza limiti di età, per cui non si capisce come possano fare questa pseudo-campagna prioritaria quando quella generale gli sta già passando sopra le orecchie. La solita politica politicante.

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