VALSUSA, SBRANATE PECORE E AGNELLI: “È GIÀ LA SECONDA VOLTA, ABBANDONO LA VALLE”

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di IVO BLANDINO

BUTTIGLIERA ALTA – Un secondo attacco al gregge di pecore dell’allevatore valsusino Andrea Deano. A distanza di pochi giorni, nella notte di lunedì 21 novembre l’allevatore di Buttigliera Alta Andrea Deano ha subito nuovamente un danno al suo gregge, formato da oltre cinquecento pecore.

Andrea Deano, ci racconti che cosa è successo. Si tratta della seconda predazione in pochi giorni…
È successo che ormai non sono più tranquillo, dormo nella mia automobile sul prato, lasciando a voi immaginare le temperatura. Alle 4 di notte ho sentito le campanelle delle pecore che suonavano e il mio cane abbaiare. Sono sceso giù subito dalla macchina per accertarmi che cosa stesse succedendo: ho subito immaginato che si poteva trattare dei lupi. Hanno sbranate cinque pecore, mentre alcune sono state ferite al collo. Altre hanno le gambe rotte. I lupi hanno mangiato anche tre agnelli appena nati, morsicato alle gambe dodici pecore e ferito pure il mio cane che le stava sorvegliano. I lupi hanno abbattuto nuovamente il recinto e sono saltati dentro. Le pecore che sono riuscite a fuggire,  le ho ritrovare al mattino presto davanti al semaforo di Rosta.
Cosa intende fare adesso?
Ho interpellato alcuni esperti del settore, probabilmente sarà organizzato un incontro pubblico per spiegare come affrontare questa situazione, imparando a convivere con il lupo.
Che danni ha avuto dopo questo secondo attacco?
Ho nuovamente perso delle pecore, altre sono state ferite e dovranno essere controllate dal veterinario. Inoltre c’è il danno finanziario, oltre che il danno morale. Sono molto affezionato alle mie pecore: quelle sbranate dai lupi devo portarle allo smaltimento e mi costa 80 euro per animale ucciso.
Qual è il suo stato d’animo, da allevatore della Valsusa?
Sono veramente disperato perché il lupo è già venuto due volte e sono sicuro che ritornerà ancora. Amaramente ho preso una decisione: voglio abbandonare la Valle di Susa, lascerò questi bei prati, queste belle montagne a cui sono molto legato anche affettivamente e porterò le mie pecore in salvo in un altro luogo più sicuro. Lo dico veramente con disperazione e tristezza perché questo lavoro è la mia vita, questo lavoro è tutto per me e io per poter continuare a vivere devo lavorare e come le mie pecore dovrò andarmene via.

 

 

 

 

 

 

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17 COMMENTI

  1. Piena solidarietà al proprietario ed applausi al giornalista…. Ma mettere le pecore in un’area recintata la notte? E parlo di recinzioni adeguate…. io ho animali e mai avuto problemi. Se le foto dell’articolo sono vere mi chiedo dove siano le protezione…. Se non presenti capisco il perché dell’articolo….

  2. Ciao tutti sono il lupo, un animale che vive cacciando cibo dove ne trova. Convengo per primo la fatica di taluni nel tenere pecore in allevamento, ma pure la predazione non è un lavoro semplice. E a differenza degli esseri umani, la specie superiore, non è che noialtri, se non si trova bestie nei boschi, si va in piadineria. Questo non significa che certi pensionati debbano lasciare ossa o frattaglie in giro per i prati, alla stessa maniera in cui svuotano scatolette per i gatti randagi. Ciascuno vive come può, e ognuno alla sua maniera. Voialtri, per altro, avete la fortuna di prenderci a fucilate; cosa che noi lupi nemmeno sapremmo immaginare. Se però esistiamo, faccio stima sia per una qualche necessità, che nulla, in natura, esiste senza un fine. Buone cose.

  3. Questo è il risultato di seguire i radical chic ecolosinistri
    Faranno morire le ns Valli dove loro non abitate non lavorano ma prendono decisioni per chi invece ci vive

    Tanto il lupo in città non andrà mai a fare danni….

  4. È arrivato il momento in cui fuori dalle recinzioni di casa bisogna stare attenti a non essere attaccati dai lupi e sarebbe ideale tenere i cani al sicuro e non alla catena come molti fanno.
    Quando a fare le spese saranno le persone qualcuno capirà che il lupo non è più una favola ma un problema serio. E pensare che qualcuno crede siano cani randagi. Pazzesco.

  5. ma… avere come cane da guardiania un piccolo border collie, non mi sembra proprio una soluzione!!! Piuttosto, a guardia di 500 pecore dovrebbe essere dotato di almeno tre cani tipo Maremmano, Pastore dei Pirenei… ma solo un povero border collie proprio no! Poi, lui dice di amare le sue pecore. Vorrei sapere cosa ne fa degli agnellini, cosa ne fa delle pecore… Inoltre mi risulta che i “danni” causati dalla predazione del lupo vengano risarciti…

  6. Capisco salvaguardare il lupo, come anche i cinghiali, ma se mi ammazza le pecore io le devo difendere, mi spiace per il lupo e quindi….

  7. In Francia, che sono anni avanti a noi e bene strutturati, ci sono i recinti, ci sono i cani addestrati alla difesa delle pecore, i pastori vengono rimborsati per i danni subiti (questo accade anche in Italia)….solo che da noi non si riesce o non si voglio attuare strategie del genere.
    Piena solidarietà al lupo che dopo essere stato quasi estinto dall’uomo, sta ripopolando la sua terra, e dato che le sue prede naturali sono state decimate per sport dall’uomo, di qualcosa deve pur cibarsi; siamo noi umani gli invasori e distruttori; la natura sì è sempre regolata benissimo da sola con le sue leggi.
    Dalle foto si evince che non c’è una recinzione, questi sono pastori erranti, si spostano con le greggi alla ricerca dei vari pascoi non hanno una stalla, un posto fisso, le pecore sono tenute sempre all’aperto con ogni tempo.
    E smettetela di fare terrorismo mediatico, c’è fprse dietro lo zampino dei cacciatori che non vedono l’ora di uccidere nuovamente i lupi.?

  8. Gent.mo Estraneo,
    se sei un lupo non sei estraneo, questa terra era la Tua terra ed il Tuo ritorno ne va del tutto a suo vantaggio.
    Arrivi dalla selve più remote dell’Abruzzo e del Molise dove non riuscirono ad estinguerti del tutto come avvenne nelle nostre valli ma non sei straniero.
    Noi sei stato “lanciato”, non sei balcanico e non hai attraversato il Mediterraneo su un barcone, hai camminato a lungo in boschi che erano campi e frutteti e sono stati abbandonati e lasciati inselvatichire, sei parte e conseguenza del disuso e del degrado che abbiamo imposto al nostro territorio collinare e montano, diventato troppo povero per la nostre infinite pretese.
    Qualcuno forse ti considererà un pochino “terun” o, peggio ancora, un migrante col pelo e spero di cuore che noi sia questo uno dei motivi per volerti nuovamente eliminare.

  9. Io allevatore di langa ho subito lapredazione di 9 capi nel recinto fisso alto 150 cm piu filo spinato ,dopo 18 mesi ho avuto 175 euro di risarcimento totale . Ho 5 maremmani ma alcuni sono stati feriti gravemente in altri attacchi seguenti ….mi dispiace sentire commentidi persone che non sanno minimamente quanto sia difficile tenere i lupi lontani e vorrei aggiungere che sono in citta ..!!ovviamente non provengono da chissa quale montagna …mi scappa da ridere !!

  10. I lupi sono predatori naturali e fanno quello che la natura ha insegnato loro per sopravvivere è ovvio che se nei boschi e nelle montagne non esitono piu o quasi le loro prede naturali, perché decimate dall’uomo, sono costretti a rivolgersi verso altre fonti di alimentazione, tra questi i greggi di pecore, questo è innanzitutto un indicatore di un ambiente naturale squilibrato a cui bisogna porre rimedio per prima cosa se si vuole risolvere il problema alla base. Poi le pecore e il bestiame di allevamento va protetto con opportuni recinti come è già stato fatto da alcuni allevatori. Ma se non si risolve il problema alla base tutelando l’ambiente e le sue biodiversita animale il problema è destinato a non risoversi.

  11. A questo punto anche a me scappa da ridere.
    In città o tra i bricchi qualunque imprenditore deve cautelarsi dalle avversità che provengo dall’esterno per fattori di ogni genere.
    Proviamo ad immaginare un viticoltore che invocasse a gran voce la soppressione della grandine.

  12. Il lupo per molti rappresenta l’idea che al di fuori della “caotica città” vi sia ancora un qualcosa di selvaggio e di naturale. Si tratta, a volte, di persone che vivono in città per necessità ma anelano ad un mondo naturale e selvaggio. In effetti vaste aree di collina e montagna versano in stato d’abbandono e questo favorisce la presenza del lupo.
    Comunque nei territori di campagna vi sono anche persone che ci lavorano, come i pastori, e che devono poter lavorare senza veder massacrare il proprio gregge. Anche i cittadini affascinati dal lupo, quando vedranno che le predazioni non si limitano alle pecore ma arriveranno anche agli animali domestici e di affezione, probabilmente riconsidereranno le loro idee.

  13. Una domanda per gli esperti … come si deve comportare un allevatore nel caso in cui si trovasse a tu per tu con dei lupi all’interno della stalla di capre o pecore. Una volta mio nonno mi diceva che difendere il pollame dalle faine o dalle donnole metteva le trappole, e per i lupi ?

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