NUOVO ELETTRODOTTO, I NO TAV SI OPPONGONO ALLE SERVITU’ DEI TERRENI: “L’OPERA DANNEGGERA’ LA VEGETAZIONE E I TERRENI AGRICOLI”

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di FATIMA SOUDASSI

BUSSOLENO – Mercoledì sera si è svolta l’assemblea informativa sul futuro megaelettrodotto di Terna. Una serata organizzata dal movimento NO TAV, per parlare dell’opera sotterranea che partirà da Bussoleno per arrivare a Salbertrand passando per Bussoleno, Susa, Gravere, Chiomonte, Exilles e Salbertrand.

I presenti hanno potuto conoscere i motivi per cui i cittadini dovrebbero opporsi all’opera. Sono intervenuti Nicoletta Dosio, Mario Cavargna e Alberto Perino. L’elettrodotto trasporterà l’energia delle centrali nucleari francesi all’Italia. Secondo i promotori dell’incontro: “L’elettrodotto è inutile…l’Italia ha un surplus di energia disponibile pari al 50% in più del fabbisogno totale italiano. Il costo previsto è di 1.4 miliardi di euro che saranno pagati dai cittadini in vari modi”.

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Il progetto del maxi elettrodotto era fermo per ben 4 anni, ma ora si è fatta una variante del progetto, che riduce i tempi di esecuzione e abbassa i costi di realizzazione. Il cavo passerà ad una profondità di circa 2 metri: sarà largo 70 cm per lato con 10 m di servitù per lato, ciò significa che nessuno può operare entro quella zona dopo la stesura dell’elettrodotto. Il percorso sarà lungo 25 km e passerà prevalentemente lungo la statale 24, ma in alcuni punti si sposterà in zone edificabili e terreni agricoli.

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“La corrente che passa per i cavi sotterranei non genera campi magnetici, ma produce una quantità enorme di calore nel sottosuolo che – secondo i No Tav – porterà a danni irreversibili alla vegetazione. Inoltre non sono ad una profondità sufficiente da permettere i lavori nei campi agricoli. Se i contadini causeranno eventuali danni alle strutture che si trovano entro la zona di servitù, estesa per 20 m, si imbatteranno in risarcimenti milionari”.

L’elettrodotto ad alta tensione è continuo e inamovibile. Interferirà col passaggio dell’acqua nella valle, perché lungo la tratta taglierà ben 15 torrenti e i lavori dureranno 3 anni. Non vi è ancora alcuna autorizzazione da parte delle ferrovie italiane, nonostante il tracciato passi sotto i binari ferroviari.

L’opera è già stata autorizzata dai sindaci dei comuni valsusini coinvolti, i quali – secondo i No Tav – non avrebbero fatto nessun rilievo tecnico sul progetto. Si potranno presentare osservazioni riguardo l’elettrodotto entro giovedì 10 marzo, e proprio per questo si stanno svolgendo varie iniziative per apportare modifiche al percorso, dove è necessario, per dire NO alle servitù coattive dei terreni dei cittadini.
A Bussoleno è attiva una raccolta firme, da consegnare poi ai Comuni che hanno detto sì all’opera; di giorno nel bar/libreria di via Walter Fontan, e dalle 18 alle 23 all’osteria La Credenza. Anche negli altri paesi coinvolti saranno organizzati dei punti di raccolta firme, sempre entro la data del 10 marzo.

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