ALMESE, MOSTRA SUI FUMETTI E LA RESISTENZA

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di MARIO RAIMONDO

Una mostra per certi versi desueta – basata sui fumetti e sul messaggio che questa forma di comunicazione allegorica  propongono –  è quella che viene inaugurata oggi ad Almese in occasione del Settantesimo anniversario della Liberazione. La mostra, realizzata utilizzando parte dei materiali contenuti nel testo di Pier Luigi Gaspa e Luciano Niccolai : “Per la libertà. La resistenza nel fumetto” (Settegiorni editore, Pistoia, 2009) – ripercorre i momenti significativi del rapporto tra la Resistenza e le storie disegnate. Non è una storia della Resistenza a fumetti ma un viaggio fra le storie che hanno per tema la lotta partigiana realizzate nell’arco di tempo che ci separa dalla Liberazione. 

Un viaggio, insomma, al seguito del partigiano di “carta e matita”, che rivela come, nonostante le sue grandi potenzialità comunicative, il fumetto abbia, in generale, dedicato alla guerra partigiana scarsa attenzione, alternando periodi di maggior frequentazione (l’immediato dopoguerra e i primissimi anni Cinquanta) ad altri di quasi totale abbandono (dalla seconda metà degli anni Cinquanta agli anni Ottanta). Una qualche maggiore attenzione la Resistenza l’ha avuta a partire dal cinquantesimo anniversario della Liberazione, anche se le storie a fumetti realizzate nell’ultimo decennio, spesso e volentieri si limitano a usare il fumetto come strumento per illustrare gli avvenimenti che ne costituiscono lo spunto, utilizzando frequentemente un tono fin troppo didascalico. 

Tale analisi diventa allora significativa dell’atteggiamento generale nei confronti della guerra di Liberazione, segno che, per non rischiare di urtare nervi ancora scoperti, si è preferito tacere del Fascismo, della sua caduta, dei combattimenti per la Liberazione, della Repubblica di Salò, delle ragioni e dei torti, del Bene e del Male. Emblematica di questo “malessere” è la vicenda di Sciuscià, edito nel 1949, nella cui seconda ristampa,(1955) vengono eliminate scene ritenute troppo violente, si cancellano frasi in cui si parla di torture o di fucilazioni, si attenuano gli insulti nei confronti di fascisti e di nazisti e, soprattutto, viene “dimenticato” l’episodio in cui era presente un nemmeno tanto nascosto riferimento alla strage di Marzabotto. Ma altri esempi di quanto sia stato difficile l’approccio con il tema resistenziale si possono trovare nel fatto che la lotta partigiana sia solamente contro i tedeschi (e non contro i fascisti), che compaia un albo (Il piccolo Re) in cui la Resistenza contro l’occupante nemico è guidata personalmente dal re, dalla battuta conclusiva di un episodio di “Pinotto e Pinolo” in cui un ufficiale tedesco, colpito dal coraggio del giovane Pinotto, gli salva la vita dicendogli: “Se tutti avessero avuto il cuore fermo come il tuo, noi non saremmo arrivati qua”. Insomma il viaggio tra le strisce disegnate ci suggerisce qualcosa che va ben oltre le pagine dei giornaletti e diventa un’occasione per riflettere su come gli italiani hanno costruito la propria “memoria collettiva” e di quanto, in questa direzione, ancora occorra lavorare.

Auditorium Mario Magnetto – Via Avigliana 17 Almese

Inaugurazione Venerdì 1 Maggio ore 15

 

Orari di apertura:Venerdì 1 maggio ore 15-18

Sabato 2 maggio ore 15-18

Lunedì 4 maggio ore 15-18

Mercoledì 6 maggio ore 15-18

Venerdì 8 maggio ore 17-20

Sabato 9 maggio ore 15-18


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