AVIGLIANA, GLI ALLIEVI DELLA CASA DI CARITÀ INCONTRANO GLI ANZIANI ALLA “DON MENZIO”

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di DAVIDE CHIARBONELLO

AVIGLIANA – Il valore della formazione attraverso la testimonianza diretta degli esperti resta un pilastro del nostro approccio didattico ed educativo. Lo scorso venerdì, due classi di allievi dei nostri corsi di Obbligo d’Istruzione hanno vissuto un’intensa e importante mattinata, fruttuosa sotto diversi punti di vista. Le due prime annualità, la 1ªA Operatore Grafico Multimedia e la 1ªB Operatore Servizi alle Vendite, hanno visitato gli ospiti della Rsa “Don Menzio”, qui ad Avigliana. Visita inserita nel più ampio progetto “Caffè Alzheimer”, che il nostro Centro di formazione professionale sta conducendo da alcuni mesi in collaborazione non solo con la Rsa, ma anche con il Comune di Avigliana, l’Asl To3 e il Consorzio Socioassistenziale valsusino Conisa. Lo scambio con le famiglie e le persone malate di patologie neurodegenerative ha infatti “restituito l’ospitalità”: fino a luglio, accoglieremo nelle nostre aule gli incontri di informazione e aggregazione per chi vive la patologia. La Rsa ha quindi invitato i nostri allievi a conoscere direttamente la realtà dell’assistenza, costruendo, in collaborazione con la nostra Referente di Pastorale, la professoressa Candida Virano, un progetto didattico che ha insistito sui due filoni del “sapere” e del “saper essere”.

Primo obiettivo della visita alla Rsa è stato infatti la raccolta di testimonianze sul mondo del lavoro nel passato, direttamente da chi ha alle spalle un’intera vita nel settore delle professioni, per trarne spunti di riflessione e consigli preziosi per i nostri allievi, in procinto di entrare nel mercato del lavoro. Il focus delle interviste condotte è riassunto nel titolo del progetto: “L’anziano che si racconta. Identità e autobiografia. Il valore della professionalità. Confronto intergenerazionale sul lavoro”. I nostri allievi hanno preparato una serie di domande, rivolte direttamente agli ospiti coinvolti dalla direzione della Rsa nel progetto, con la mediazione del terapeuta Massimo Forzano. Il tutto in un clima informale. Ragazzi e anziani, disposti in cerchio nell’ampio salone della “Don Menzio”, hanno chiacchierato sull’importanza di seguire le regole imposte dai datori di lavoro; saper apprendere i segreti della professione “con gli occhi”; la fortuna di essere vissuti in un contesto in cui il lavoro abbondava. Le professionalità illustrate sono state: infermiere, operaio meccanico, disegnatore tecnico, pasticcere, muratore, elettricista, impiegato, sarto e casalinga.
Secondo obiettivo, affinare le competenze trasversali: «
Il valore aggiunto di questa esperienza è l’ascolto – spiega la finalità didattica la professoressa Candida Virano – Attraverso la narrazione delle esperienze di vita degli ospiti della struttura, i ragazzi affinano la capacità all’ascolto, riflettono sui valori di etica professionale e si confrontano con adulti appartenenti a un’altra generazione».
Terzo obiettivo, fondamentale per la mission del nostro ente di formazione professionale, l’esperienza di visita a persone malate, seguendo, in preparazione alla Pasqua ormai imminente, l’indicazione evangelica “Ero malato e mi hai visitato”. «
L’incontro con questi anziani, che stanno affrontando il difficile cammino delle patologie neurodegenerative, è stato emozionante e gratificante per i nostri ragazzi e per i nostri ospiti – riprende la professoressa Virano, Referente di Pastorale del nostro Centro – Un’esperienza senz’altro educativa per i nostri giovani, che imparano a dedicare parte del loro tempo a chi è più fragile e in difficoltà. Proseguiamo quindi, con questa nuova tappa, il filone scelto per il percorso di pastorale di questo 2018, rivolto, nel nostro Centro, a raccogliere le testimonianze di diverse tipologie di volontariato». L’incontro si è quindi chiuso con un momento conviviale, nel quale i nostri allievi hanno condiviso una fetta di colomba con gli ospiti della Rsa.

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