AVIGLIANA, I BIMBI DELLA PRIMARIA VINCONO UN PREMIO LETTERARIO NAZIONALE

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AVIGLIANA – La parola “pace” risuona spesso nelle aule delle nostre scuole : se ne parla, diventa argomento di intere unità didattiche, si rappresenta nei più svariati modi artistici e se ne scrive. Ed è proprio scrivendone che la classe VªA, della Scuola Primaria “Domenico Berti” dell’Istituto Comprensivo di Avigliana, ha vinto il primo premio di categoria partecipando al concorso “Pace e Giustizia Sociale” bandito dall’associazione torinese “Centro Studi Cultura e Società” di cui è coordinatore il dottor Ernesto Vidotto.

Alla cerimonia di premiazione, svoltasi domenica 24 marzo a Torino presso il salone Imbesi di via Moretta, erano presenti un gruppo di bambini con le loro famiglie, emozionate quanto loro, e le loro insegnanti Laura Iurato Bocchieri e Cinzia Debernardi a rappresentanza di tutto il team docente. È stato un pomeriggio interessante soprattutto perché arricchito dalla lettura, a volte commossa, di poesie oppure racconti intrisi di speranza di pace vera.

La motivazione del giurato Bruno Giovetti per il conferimento del premio ne racchiude il significato autentico: “Questa poesia ci riporta alla poetica di Gianni Rodari. È il linguaggio delle cose semplici, dei valori che “dovremmo sempre ricordare”, sia “te, mio carissimo bambino, che scopri il mondo da vicino” che noi adulti e tutto il pianeta in cui “la pace dovrebbe regnare”. Sì, c’è un “dovrebbe” perché purtroppo la realtà ci racconta tutt’altro. Però per
raggiungere l’obiettivo, ci ricorda la poesia, “l’unica arma che si può usare è il non
smettere di amare”. L’augurio, dei bambini e dei docenti, è che la “pace” non sia solo una simpatica filastrocca in rima, ma diventi realtà tanto attesa.

I VALORI DELLA PACE
Questo pianeta è bello e importante
anche se le ingiustizie sono ancora tante.
L’amore, la bontà e la sana solidarietà
son le armi per sconfigger la crudeltà.
A Te, mio carissimo bambino,
che scopri il mondo da vicino
vorremmo dirti che:
un arcobaleno senza temporale,
questo sì che sarebbe l’ideale.
Con tutti i colori potremmo creare
una bandiera multinazionale.

Il seme della fratellanza
va coltivato con perseveranza.
Se il mondo vogliam aiutare
alla giustizia sociale dobbiamo mirare,
smettendo di fare la guerra
renderemmo un posto migliore la terra.
La violenza non dobbiamo mai usare
ma in pace dobbiamo stare.
Le guerre di cui sentiamo parlare
sarebbe bello non doverle più nominare.
Sul nostro Pianeta la Pace dovrebbe regnare
e Tutti, felici, dovremmo sempre ricordare
come è bello insieme stare
e l’unica arma che si può usare
e il non smettere mai di amare.

 

 

 

 

 

 

 

 

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