CORONAVIRUS, AI RICOVERATI DI SUSA UN TABLET PER COMUNICARE CON I PARENTI

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dall’ASL TO3

SUSA – L’Asl To3 doterà i pazienti ricoverati nelle proprie strutture per Covid-19 di tablet per comunicare con le persone care. Un modo per superare il muro della lontananza e avere così il conforto del contatto visivo dei propri familiari, nonostante l’impossibilità di ricevere visite.

I primi 10 tablet provvisti di Sim card arriveranno nei prossimi giorni e saranno destinati agli ospedali di Pinerolo, Rivoli e Susa, ma l’Asl To3 ha già avviato le procedure con le compagnie telefoniche per aumentare la dotazione. Le compagnie si sono impegnate a fornire i dispositivi e le schede a titolo gratuito.

Nel frattempo si sta attivando progressivamente in tutte le strutture dell’Asl To3 un nuovo servizio per consentire la comunicazione tra i pazienti in isolamento, gli operatori sanitari e le famiglie. Un gruppo di infermieri (operatori della continuità assistenziale) si farà carico ogni giorno di chiamare direttamente i familiari, aggiornarli sulle condizioni di salute dei propri congiunti e portare messaggi per chi non può comunicare altrimenti. Anche in questo caso, un modo per ovviare all’impossibilità di fare visita ai pazienti ricoverati per Covid-19.

“Uno degli aspetti più subdoli e più difficili da accettare di questa emergenza è proprio l’impossibilità per i parenti di fare visita alle persone che si trovano ricoverate – afferma il Direttore Generale dell’Asl To3 Flavio Boraso – Per questo come Asl ci siano mossi per favorire la comunicazione: credo sia estremamente importante e di grande aiuto per tutti consentire che almeno ci sia un incontro virtuale, un momento in cui poter dare il proprio conforto, e che i familiari siano avvisati costantemente e in modo automatico di quanto sta accadendo”.

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4 COMMENTI

  1. bravi proprio una bella iniziativa. Farà piacere sia ai ricoverati che ai pazienti.
    Un plauso agli infermieri ed al direttore.
    grazie a nome dei pazienti e dei famigliari

  2. Bella iniziativa in favore dei pazienti e delle loro famiglie, ma inadeguata per proteggere le persone che negli ospedali ci lavorano! Bisogna pensare anche a loro: medici, infermieri, o.s., tecnici di radiologia. Nell’ospedale di Susa i tecnici di radiologia usano sempre la stessa mascherina dall’inizio del contagio, devono usare tutti lo stesso camice quando devono fare radiografie alle persone evidentemente contagiate. Il personale di quell’ospedale e’ “carne da macello”. Fate qualcosa anche negli ospedali decentrati, quello di Susa non è adeguato ad affrontare questa emergenza sia come personale che per le strutture.

  3. E’ un’iniziativa meravigliosa…grazie! per favore estendentela nelle strutture per anziani, si sentono troppo soli e sperduti in questi giorni…

  4. BRAVII BELLA INIZIATIVA vorrei che anche il CONISA facesse una cosa uguale per la RAF di sant antonino di SUSA MAISONETTA dove e ricoverato mio marito da tanti anni ed e anche uno dei loro tantissimi tutelati visto che x ogni tutelato che hanno ricevono una percentuale sano solo scrivere carte ma di concreto quasi nulla

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