CORONAVIRUS, COAZZE ANNULLA LA FESTA DEL CEVRIN

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di ANDREA MUSACCHIO

COAZZE – Niente festa Rurale del Cevrin di Coazze. Lo ha confermato il sindaco Paolo Allais ai microfoni di ValsusaOggi. La manifestazione, che si sarebbe dovuta svolgere domenica 18 ottobre, è stata annullata. Confermate, invece, le manifestazioni a corollario della festa, in quanto rivolte ad un numero limitato di persone.

Con il nuovo Dpcm è impossibile realizzarla – spiega Allais – Purtroppo non possiamo farla in maniera statica, e non possiamo garantire il distanziamento sociale di un metro: con la festa del Cevrin gli assembramenti sarebbero stati inevitabili“.

Nelle motivazioni non troviamo soltanto il nuovo decreto ministeriale. A spaventare l’amministrazione ci ha pensato anche l’aumento improvviso dei casi in paese. “Noi ci teniamo alla cittadinanza – prosegue – Lunedì avevamo solo due casi positivi. Oggi sono cinque. Devo dire che siamo abbastanza preoccupati“.

COMUNICATO DELL’UFFICIO DEL TURISMO DI COAZZE

A seguito dell’uscita del nuovo Dpcm, che introduce nuove misure restrittive in materia Covid-19 per i prossimi trenta giorni, il Sindaco Paolo Allais e tutta l’amministrazione di Coazze, in accordo con la Polizia Locale, le associazioni di volontariato che avrebbero svolto attività di controllo e sicurezza ed i commercianti del paese, si trovano costretti ad annullare la XXª Festa Rurale del Cevrin di Coazze, prevista per domenica 18 ottobre.

Restano comunque in programma alcuni eventi correlati, come la presentazione del nuovo video dedicato alla Miniera di talco Garida di venerdì 16 ottobre, l’apertura della rassegna letteraria autunno-invernale  di sabato 17, l’esposizione delle sculture dell’associazione Il Picchio e la mostra fotografica “510” di Riccardo Assandri, le visite guidate alla Miniera di domenica 18.

L’Ufficio Turistico resta a disposizione per qualunque domanda, dubbio e chiarimento contattando il numero telefonico 011-9349681 oppure scrivere una mail a turismo@comune.coazze.to.it.

 

 

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3 COMMENTI

  1. Coazze costretta alle regole più stringenti introdotte questa settimana paga la sconsideratezza di altri.
    Un esempio tra i tanti:
    Giaveno con la sua sagra del fungo quando di funghi non se ne vede neppure l’ombra, salvo qualche magistrale raccolta dei più bravi bulajé, ben lungi dal finire in piazza ma consumata in gran parte in famiglia proprio perché rara e preziosa.

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