CORONAVIRUS, CONDOVE HA IL MAGGIOR NUMERO DI CONTAGIATI DI VALSUSA E VALSANGONE

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di ANDREA MUSACCHIO

CONDOVE – Sulla mappa della diffusione del contagio in Piemonte, Condove è ai primi posti in Valsusa e Valsangone con 36 contagiati (dall’inizio dell’emergenza Coronavirus fino al 15 aprile). Ha superato tutti gli altri paesi, anche quelli con maggior numero di abitanti (come Avigliana e Giaveno).

Un numero chiaramente importante, specie se si considera che il paese valsusino conta circa 4600 abitanti. Tale statistica viene aggiornata continuamente sul sito ufficiale dell’Unità di Crisi della Regione Piemonte.

La Regione nel conteggio calcola non solo i residenti, ma anche i domiciliati (a differenza dell’Asl). Il sindaco Suppo sostiene che in quel numero rientrano anche le persone decedute e quelle in via di guarigione, motivo per cui il numero di Condove è particolarmente alto.

Jacopo Suppo prova ad analizzare la situazione: “Per quanto riguarda Condove e i suoi numeri, posso dire che quelli dell’Unità di Crisi della Regione Piemonte contano i residenti positivi, i domiciliati positivi, le persone decedute e le persone in via guarigione, ossia quelle che hanno contratto il virus, che poi sono state dimesse e che ora sono in attesa del tampone – dice Suppo – la linea epidemiologica, con il sito attuale, salirà per sempre. Ma non può essere così. Tra amministratori siamo molto scettici rispetto ai dati forniti dalla Regione Piemonte, soprattutto perché tralascia gli isolamenti fiduciari e non dà i tamponi negativi. La settimana scorsa avevamo 27 negativi in paese. Questi sono i numeri che andrebbero valorizzati”.

“Inoltre, quando sul territorio è presente un ospedale o una Rsa, questo dato si gonfia in maniera importante – prosegue il sindaco – Le faccio un esempio. Noi abbiamo avuto 5 decessi. Tre di queste persone erano residenti a Condove, ma non abitavano più in paese da almeno 2 anni, perché erano presenti in altre strutture. Nonostante questo finiscono sul conto di Condove. Io ho un cittadino condovese che si trova in isolamento fiduciario a Pinerolo, ma devo contarlo lo stesso. Il trend vero, per seguire l’andamento dell’epidemia, sono gli isolamenti fiduciari. Quelli che iniziano e quelli che finiscono. Noi, già dalla settimana scorsa, abbiamo visto un trend discendente. Inoltre, relazionandomi a turno con tutti i medici di base, la situazione medica nel Comune è assolutamente tranquilla. Le persone hanno contratto il virus o perché hanno avuto contatti con la casa di riposo, o perché sono medici/infermieri che lavorano in altre strutture. I numeri fanno in fretta a salire, ma la situazione sanitaria del paese è assolutamente controllata e monitorata. Anche i feedback che abbiamo dagli ospedali ci dicono che la pressione sulle strutture sanitarie è diminuita. Nel nostro territorio la situazione sta migliorando“.

Il primo cittadino di Condove, inoltre, si dice molto preoccupato per come la Regione Piemonte sta gestendo l’emergenza: “Sta venendo fuori in questi giorni un quadro di disorganizzazione e poca lucidità che è preoccupante. Noi, come amministratori, questa cosa l’abbiamo avvertita già da tempo. Credo che il tempo delle parole sia finito. Se la Regione vuole darci una mano compri le mascherine, i Dpi, faccia più tamponi e si relazioni di più con gli amministratori del territorio. C’è un documento, firmato da oltre 50 sindaci, che chiede proprio questo, a cui non abbiamo ancora avuto risposta. Ieri c’è stata una polemica, sufficientemente brutta, dove si accusavano i medici di base per non essere andati abbastanza a casa dei pazienti in queste settimane. Se le istituzioni si relazionano in questo modo con i medici di base dei territori… I numeri dicono che in Piemonte qualcosa è andato male. Siamo passati dall’essere la quinta regione, per numeri di positivi e di morti, alla seconda. Vuol dire che ci sono delle responsabilità che dovranno essere accurate. Però non adesso. Ora concentriamoci a portare a casa la pelle“.

Infine, un dato positivo arriva dalla casa di riposo di Condove: “Io so che la situazione sanitaria è sotto controllo. Non le so dire i dati più precisi. Sono abituato a parlare della Rsa confrontandomi con la sua direzione. Diciamo che tre settimane fa la situazione era molto compromessa, mentre ora va decisamente meglio. Sono già 10 giorni che la situazione migliora. Questo ci rincuora. Vuol dire che aver sollecitato l’Asl, la Regione, l’Unità di Crisi e il Prefetto ha avuto qualche effetto“.

 

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5 COMMENTI

  1. ” Vuol dire che ci sono delle responsabilità che dovranno essere accurate. Però non adesso. Ora concentriamoci a portare a casa la pelle“.

    Perchè non adesso, Sig. Sindaco ? Dobbiamo aspettare la fine della pandemia per fare nomi e cognomi ? E siccome la pandemia finirà tra 8 mesi ? 1 anno ‘? dobbiamo stare zitti così a lungo perchè non è il tempo delle polemiche?
    Poi riapriranno gli stadi, ci offriranno delle belle giornate di festa con le frecce tricolore e dei concerti di piazza aggratis e passata la ” festa” gabbatu lu santo !

    Il responsabile del Piemonte di adesso si chiama Cirio che ha ereditato le scelte fatte dai responsabili di prima Ghigo, Bresso, Chiamparino e per la sanità piemontese Antonio Saitta. PD e PDL . TUTTI e ripeto TUTTI hanno evidentemente preferito ( legittimamente perchè comandano loro ) destinare TOT soldi alla sanità piemontese e alla ricerca scientifica e TOT iin altri capitoli . Prima del corona virus tutti acclamavano QUOTIDIANAMENTE dell’ importanza strategica del TAV Torino Lione come opera unica irrinunciabile per non tagliare fuori il piemonte. Poveri illusi, ci ha pensato un virus con la loro ( inconsapevole) complicità a tagliare fuori il Piemonte.
    TANTO lo paga l’ Europa era il mantra. ORA, VEDREMO chi pagherà cosa e (MES permettendo) come verranno restituiti.
    E adesso stranamente nessuno più fiata: l’ ex Sindaco di Torino Fassino, lo stesso ex Presidente della Comunità montana Ferrentino e il deputato Napoli nessuno ha più niente da dire. Neanche i 5 stelle , tranne alcune lodevoli eccezioni, Dove sono finiti ? In quarantena ? Potrebbero dirci ad esempio che se avessim avuto il treno veloce oltre che andare a prendere il caffè in giornata a Parigi ( ricordate ….) ora potremmo anche andarci a far curare a Lione anzichè pretendere che la sgangherata sanità piemontese trovi i soldi per farci i tamponi come nel resto d’ Italia.
    Oppure che tutti coloro che perderanno i lavoro verranno assunti nei cantieri TAV e nell’ indotto prodotto ( decine di migliaia di posti di lavoro pubblicizzati costantemente dal super organizzatore del movimento ” SI TAV ” assieme alla madamine : Mino Giachino).
    Ironie a parte, se ci credono ancora, si facciano sentire !! Non è forse questo il momento per difendere gli ideali, il futuro, il benessere diffuso, il meraviglioso progresso per le future generazioni che verranno?

    Caro Jacopo, m auguro con tutto il cuore che dopo questa tragica esperienza non si torini come prima, ma si giunga
    ad uno stile di vita migliore di prima: più consapevole dei limiti, più prudente nelle scelta delle priorità, più rispettoso delle scarse risorse disponibili.
    La classe dirigente che ci ha condotti in questa situazione da più di un mese continua a implorare :
    “lavatevi le mani e state a casa !! ”
    Io supplico loro :
    ” visto che ve ne siete lavati le mani , andate a casa !! ”

    Mauro Galliano – Condove-

  2. Fino a prova contraria, quelli che il Sindaco dice essere in via di guarigione, finché non hanno fatto 2 tamponi di controllo, sono da considerarsi positivi… che poi tra i positivi la Regione conteggi i morti, mi pare paradossale e inverosimile, se così fosse in nessun paese della Valle di Susa ci sarebbe un calo e invece guardando i risultati giorno dopo giorno vedo che in alcuni comuni il numero è diminuito, segno che i guariti e i deceduti non vengono più conteggiati… a me sembra francamente che il Sindaco non voglia riconoscere che a Condove qualcosa è andato storto, forse a partire dalla Casa per anziani la malattia si è diffusa più che altrove, ma può anche essere che la popolazione non abbia rispettato il fatto di stare a casa come si deve, e la stessa cosa vale per Susa, non sono metropoli e in paragone con altri paesi come per es. Bussoleno, il numero di contagiati è spropositato, il che vuol dire che qualcosa è andato storto, forse non sono stati fatti abbastanza tamponi nelle case per anziani, forse non si sono fatti controlli a tappeto sulle motivazioni per cui le persone escono di casa, ma di fatto c’è qualcosa che non va e come in tutta Italia e nel mondo, la peggio ce l’hanno i malati e le famiglie in lutto.

  3. Poi c’è un’altra cosa che non mi è chiara. Il Sindaco dice che la situazione nella Casa di Riposo è sotto controllo, ma che non sa dati precisi… allora, come fa a dire che è sotto controllo? Queste benedette case di riposo, che ospitano i nostri genitori e nonni, la generazione che ha ricostruito l’Italia dopo la guerra con lavoro, sudore e sacrificio, andavano protette di più, a partire dalla Lombardia dove veramente sta avvenendo una strage fino ad arrivare in Val di Susa, Condove compresa… Oltre a isolare i degenti non facendo più entrare nessuno, andavano e vanno fatti tamponi a tutti i degenti, a tutti i dipendenti, regolarmente, per poter isolare immediatamente i positivi e non costringere tutti i degenti a venire a contatto con questo orribile virus e rischiare la vita considerato che più si è anziani più si è delicati. Che si organizzino in modo da far vedere film vecchi, da far ascoltare musiche del loro tempo, insomma da garantire un po’ di animazione a questi poveri anziani e al tempo stesso dal far vedere loro qualche familiare quotidianamente con le videochiamate e non una volta chissà quanto perchè questi poveri anziani si sono ritrovati soli da un giorno all’altro e purtroppo, nel caso di Condove, a quanto pare pure in ritardo visto che l’istituto a quanto pare si è riempito di malati… La mia sincera opinione è che siccome i degenti sono persone molto avanti con gli anni, non è stato fatto un granchè per proteggerli e nello stesso tempo aiutarli a non cadere in depressione per la mancanza delle loro famiglie, si è intervenuti quando ormai era tardi e ora si dice che tutto è sotto controllo… tutto sotto controllo intanto in Italia continuano a morire 600 persone al giorno… fino a quando??

    • Leggo i commenti di alcuni mesi fa, mi faccio tante domande, una è, continua ad andare male, forse peggio a Condove! Quanti positivi in più di questo periodo…
      Però vedo che nessuno è cambiato dopo la prima ondata.
      Io sono uscita sempre con la mascherina, mi guardavano come fossi un aliena in tanti, troppi senza mascherina, giovani e non….
      Coraggio dico io, restiamo uniti nel cuore, facciamo tutti il nostro meglio, rispettiamo le regole, io non voglio più leggere i numeri dei deceduti che ogni giorno sale…
      Siamo persone, non numeri!
      Restiamo tutti uniti nel sacrificio di farcela contro questo maledetto virus.

  4. …ancora una cosa ho dimenticato… in Italia se ben ricordo, fin’ora sono morte circa 22.000 persone, una perdita in vite umane enorme, degna di una guerra… quindi l’espressione utilizzata “pensiamo a portare a casa la pelle” la trovo a dire poco squallida… perchè purtroppo moltissimi la pelle l’hanno già persa in un Paese dove invece di pensare a bloccare gli aeroporti, a far fare la quarantena a chiunque arrivasse dalla Cina o avesse transitato per essa nel momento in cui la pandemia si sapeva già che esisteva e avrebbe fatto il giro del mondo, si pensava, in quel di Bergamo, a lasciar giocare una partita di calcio tra Italia e Spagna con 45.000 presenti… forse bisognava pensarci prima a portare a casa la pelle, per esempio vietando assolutamente questa partita e tutti gli altri assembramenti e mettendo in quarantena e facendo i tamponi a chi proveniva dalle zone infette, e questo a livello europeo naturalmente… ma dirlo oggi con così tanti morti suona come “io spero di salvarmi e se gli altri sono morti peggio per loro” ed è tristissimo… non posso dimenticare e mai dimenticherò le bare portate via con i camion militari da Bergamo e dintorni… qui non siamo arrivati a quel punto, ma sicuramente si poteva fare meglio soprattutto per le persone anziane, invece mascherine non ce n’erano e allora ci raccontavano che non servivano, chiudere non bisognava perchè prima di tutto l’economia, i dottori , gli infermieri, gli oss spesso hanno dovuto lavorare senza le necessarie protezioni… adesso è ovvio che tutti quanti cerchiamo di sopravvivere, ma non riesco a non piangere per tutte quelle persone che non ce l’hanno fatta spesso unicamente per incuria umana di un Paese che non aveva le mascherine manco per i dottori.

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