COVID, UN VALSUSINO A LONDRA: “STIAMO TORNANDO ALLA NORMALITÀ GRAZIE AI VACCINI”

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Il valsusino Lucio Loccisano vive a Londra da 3 anni

di ANDREA MUSACCHIO

AVIGLIANA / LONDRA – London Calling. Non c’è più facile accostamento di parole e richiami (stiamo parlando pur sempre della mitica canzone dei The Clash) per analizzare quanto stia accadendo in Inghilterra, e in particolar modo a Londra.

Dal 12 aprile gli inglesi stanno tornando con entusiasmo alla vita di tutti i giorni, complice l’ottimo piano vaccinale, che ha consentito di poter riaprire un elevato numero di attività nei giorni scorsi e di vedere il futuro con più ottimismo in tutta la nazione.

A raccontarci la situazione direttamente dalla capitale inglese, ci pensa il valsusino Lucio Loccisano, 24enne di Avigliana e residente ormai da 3 anni nel quartiere Bow, appartenente al borgo di Tower Hamlets nell’East London.

Ciao Lucio, vivi a Londra da diverso tempo. Che aria si respira in questi giorni? 

Buongiorno a voi. La situazione sembra più tranquilla rispetto ai mesi passati. Lunedì hanno riaperto solamente i locali che hanno a disposizione uno spazio esterno, ma ci sono ancora delle restrizioni, come ad esempio l’obbligo di far sedere solamente 6 persone per tavolo, chiaramente rispettando l’ormai noto metro di distanziamento. Qui sono molto avanti rispetto all’Italia, grazie soprattutto all’ottimo piano vaccinale. A maggio se tutto va secondo i piani, e la linea dei contagi non si alza, i locali torneranno ad aprire totalmente e, a metà giugno, sempre secondo le previsioni, non dovrebbero esserci più restrizioni.

La folla nei locali londinesi, nelle foto scattate da Luca per ValsusaOggi 

Nonostante il migliorarsi della situazione, la gente ha ancora paura del contagio da Covid-19 secondo te?

Non tanta. Londra è una città metropolitana anagraficamente più giovane rispetto a diverse realtà italiane. Le regole ci sono sempre state, ma non sono state rispettate proprio da tutti. Ripeto, se il piano vaccinale non avesse funzionato, credo che a quest’ora la situazione sarebbe davvero pessima.

Tu hai vissuto sia il primo lockdown (quello di marzo-aprile 2020) sia i mesi difficili di marzo-aprile 2021. Che differenze hai trovato nella “tua” Londra?

Rispetto ad un anno fa, trovo che i londinesi siano molto più consapevoli adesso. Si cerca di rispettare le regole per uscire al più presto da questa situazione. Ricordo che ad oggi non c’è più l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto, mentre rimane per chi viaggia in metro o entra nei negozi.

Lucio Loccisano lavora in un club di Londra. Nelle foto che ha mandato alla redazione di ValsusaOggi si può notare come la capitale inglese sia tornata a vivere, seppur con ancora qualche restrizione.

 

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10 COMMENTI

  1. Il motivo di questo invidiabile successo? Liberarsi del raffreddore è una passeggiata per chi qualche tempo prima si è sbarazzato del cancro dell’unione europea…

    • Il motivo è che l’azienda che produce il vaccini ce l’hanno in casa. L’appartenenza o meno all’Unione europea è un dettaglio del tutto irrilevante. Ma non mi aspetto ragionamenti di fino da parte di chi chiama “raffreddore” un virus che causa una polmonite atipica. Potrei indovinare il tuo credo politico a occhi chiusi.

  2. Chi è il maledetto untore che mi ha copiato il profilo? L`Inghilterra pagherà presto per aver riaperto! Chiudiamo ogni rapporto con gli Inglesi o il covid sbarcherà in Normandia!

  3. Il ragazzo dice “Lunedì hanno riaperto solamente i locali che hanno a disposizione uno spazio esterno, ma ci sono ancora delle restrizioni, come ad esempio l’obbligo di far sedere solamente 6 persone per tavolo, chiaramente rispettando l’ormai noto metro di distanziamento. Qui sono molto avanti rispetto all’Italia, grazie soprattutto all’ottimo piano vaccinale. A maggio se tutto va secondo i piani, e la linea dei contagi non si alza, i locali torneranno ad aprire totalmente e, a metà giugno, sempre secondo le previsioni, non dovrebbero esserci più restrizioni.”
    Ah! Quindi come in Italia dal 26 aprile e con le stesse promesse di Draghi. Gli inglesi sono più avanti di una settimana, sticazzi!

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