FRANA DI BARDONECCHIA: LAVORI FERMI DA MESI, DOVEVANO FINIRE A NOVEMBRE 2021

Lettera di Pro Natura Alta Valsusa al sindaco Chiara Rossetti: "Melezet vive in stato di emergenza da oltre 10 anni"

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LETTERA DI PRO NATURA ALTAVALSUSA

Al Sindaco del Comune di Bardonecchia Chiara Rossetti

Oggetto: Problematiche aperte in merito al Vallo-Paramassi di Melezet

Gentile Signora, questa nostra iniziativa ha carattere solo “preventivo”, inteso nel miglior senso del termine e non quindi “inquisitorio”, come si è sempre tentati di etichettare l’azione critica-costruttiva di Pro Natura Alta Valsusa, definiti: “i rompiballe per eccellenza”.
Desideriamo coinvolgerLa non solo per la Sua carica di Sindaca e Capo dell’Amministrazione del Comune di Bardonecchia, ma anche per la sua comprovata sensibilità ambientale e paesaggistica, riguardo a quel gran problema ancor aperto nel Territorio Comunale, ovvero il Vallo-Rilevato Paramassi, finalizzato alla riduzione della pericolosità e del rischio alla base della Parete Rocciosa “Rocce del Ruas” di Melezet.
Come Le è ben noto, ma è giusto ricordare, l’evento che ha scatenato il problema sopra esposto è ormai ultradecennale (21 maggio 2010) e si è delineata una vera e fattibile soluzione solo con la convenzione fra Città Metropolitana di Torino, Comune di Bardonecchia e Sitaf Spa del 24 luglio 2018, dove erano chiariti i procedimenti previsti dal Prog. Definitivo progettato da di Musinet Spa, basato su tre lotti distinti, di cui il primo è ancora in corso d’opera dal 23 ottobre 2020, con data di fine lavori contrattuale al 30 novembre 2021, a cura e spese totali della Sitaf SpA e per mano di Sitalfa Spa.
La scelta della costruzione del Vallo-Rilevato Paramassi di Melezet è quindi già stata fatta comunque purtroppo con largo ritardo (otto anni circa), sappiamo bene quali siano state le difficoltà politiche, burocratiche e tecniche che possono avere incontrato le varie Amministrazioni Comunali succedutesi da allora, in quanto si deve contare pure l’Amministrazione “intermedia” del Prof. Roberto Borgis, ora in minoranza.
Quindi non possiamo e non vogliamo sindacare sulle scelte tecnico amministrative, ormai fatte nel bene o nel male che sia, se non conoscere con chiarezza in primis, se gli importi del primo lotto predetto sono ancora un frutto delle opere di compensazione dovute dalla Sitaf Spa al Comune di Bardonecchia per la Costruzione della seconda Canna di Sicurezza e forse anche di scorrimento del Tunnel Autostradale del Frejus (2.241.342,35 euro).
Vogliamo anche capire bene, anche documentalmente, come mai i lavori di costruzione del primo lotto sono fermi da fine anno 2021, nonostante la bella stagione in corso, e come mai non sono stati finiti come da cartello del Contratto, che recita la data finale del 30 novembre 2021, in quanto ci risultano essere stati utilizzati solo i depositi stoccati regolarmente nel cantiere (40.000 mc.), provenienti dallo smarino della Costruzione della seconda Canna e non gli altri depositi previsti dal progetto, che se non sbagliamo dovrebbe provenire, debitamente certificati, dal Deposito di Salbertrand delle Sagne (10.000 mc.) e anche dalle opere esterne da realizzare sul piazzale lato Italia del Tunnel del Frejus (10.000 mc.).
Siamo sicuri che i ritardi sulla tabella di marcia saranno ampiamente giustificati con varianti e ritardi burocratici, che non abbiamo però la fortuna di conoscere e che vorremmo invece conoscere, per capire meglio insieme alla popolazione e alle organizzazioni sensibili di Bardonecchia, soprattutto del Melezet.
La frazione vive uno stato di emergenza che perdura da oltre dieci anni, con viabilità ridotta (ponti-strade) e con un impatto ambientale, simile ai crateri di un bombardamento a tappeto lungo più di 500 metri, che non giovano sicuramente alla sua economia prettamente turistica, legata agli impianti di risalita e di escursionismo verso la Valle Stretta e il Colle della Scala.
Siamo pertanto preoccupati per i ritardi che sembrano riscontrarsi negli attuali lavori previsti, in quanto ed ancora semplicemente preoccupati da un fatto precedente infelice e irrisolto, che ha visto protagonista la Strada di Valle Stretta, che è doveroso ricordare essere in territorio di sovranità francese, ma di proprietà per lo più parte del Comune di Bardonecchia e di popolazioni italiane soprattutto di Melezet; un territorio protetto facente parte fra l’altro di un Sito Natura 2000, ben attuato nella Valle della Clairé, non ben attuato invece in Valle Stretta, sempre a nostro parere.
In Valle Stretta e precisamente sul sedime della Strada che dal Pian del Colle sale fin quasi all’ex rifugio 3° Alpini, alcuni anni or sono sono stati collocati materiali (fresati?) in gran quantità, provenienti dal lato italiano e a cura della Sitaf Spa o Aziende collegate, dei quali a tutt’oggi non conosciamo il dato di base, cioè l’analisi del prodotto messo in opera, più volte richiesto a varie fonti e mai reso pubblico e ciò ha sicuramente contribuito non poco ad “adombrare” i rapporti fra il Comune e i Presidenti di Pro Natura pro-tempore di allora.
È proprio in merito ai materiali che verranno messi in opera per finire la Costruzione del Vallo-Paramassi di Melezet, che si vorrebbe interloquire utilmente col Comune di Bardonecchia, nel cui interesse i lavori vengono messi in opera per verificare la messa in atto delle sequenze necessarie di campionamento, di recapito al laboratorio, di analisi di laboratorio e di certificazione finale dei materiali idonei da utilizzare e forse sono proprio le procedure lunghe sopra esposte e forsanche la sistemazione non ancora definitiva dell’imbocco del Tunnel (ancora in corso), che potrebbero aver influito di non aver ancora finito il primo lotto previsto.
Pertanto considerando che la committenza dell’opera del Vallo-Paramassi sembra essere la Soc. Sitaf Spa (capofila) unitamente al Comune di Bardonecchia e alla Città Metropolitana di Torino, par giusto e doveroso poter controllare i delicati operati della Sitalfa Spa, quale impresa esecutrice, nella loro regolarità esecutiva, soprattutto futura, in quanto non ci è chiaro se le opere in oggetto avranno un collaudatore d’opera esterno o un semplice collaudo amministrativo interno.
Non ci pare quindi insensato di agire nell’interesse del Comune di Bardonecchia e per il Bene Pubblico della sua cittadinanza e del suo Territorio, soprattutto riguardante il Melezet, che merita di veder risolto a breve il suo annoso problema esposto.
Confidando in un sereno confronto di merito, restiamo fiduciosamente in attesa di risposte
esaurienti.

Il Presidente di Pro Natura Alta Valsusa Angelo Bonnet (Bouné)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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9 COMMENTI

  1. Il complesso immobiliare sito tra la frana e il fiume, le palazzine gialle, sono abitabili? Sono mai state abitate?

  2. La valsusa e ormai sempre piu in declino, se poi pensiamo che dopo tutte le brutture ci imporranno i pannelli sui tetti….
    Che dire ma che valenza potranno avere sui tetti che hanno neve per almeno 8 mesi all anno
    Chissà se anche su questo problema qualche politico avrà riflettuto, oppure, tutto cio che ci viene imposto, dobbiamo accettarlo, ma chi li ha inoltre tutti sti soldi per queste invenzioni, oltre tutto ma come fanno i raggi solari con la neve a scaldare, ma suvvia qualcuno faccia sentire la sua voce, certo il cittadino comune non puo imporsi ma voi politici date una mano almeno questa volta e un problema GROSSISSIMO, per favore sensibilizzate i vostri colleghi a Roma, non lasciateci sempre nella più cupa desolazione

  3. Certo cheben30! Banner pubblicitari tra articolo e commenti (la parte più divertente) sono veramente tanti e se sul o non interferiscono troppo sullo smartphone sono insopportabili

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