GIAVENO, ADDIO OMBRELLI: ARRIVANO 1000 FARFALLE COLORATE NEL CENTRO STORICO

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Le farfalle installate a Pietrasanta in Toscana

di FABIO TANZILLI

GIAVENO – In vista dell’estate, dopo 4 anni Giaveno dice addio agli ombrelli nel centro storico. Da giugno saranno installate 1000 farfalle colorate.

I tradizionali ombrelli multicolori saranno sostituiti con delle grandi farfalle in forex di diverse tinte, che creeranno un particolare effetto scenico attraverso giochi di luci ed ombre e i colori per le vie e piazze del centro cittadino.

Il Comune ha approvato il progetto “Il borgo delle farfalle” dal 1° giugno al 15 ottobre 2021, proseguendo l’attività iniziata dal 2016 con “Sotto un cielo di ombrelli”. Il progetto sarà realizzato dall’associazione di promozione sociale “Valsangone Turismo” con un contributo massimo di 8000 euro.

Le farfalle saranno installate nelle seguenti zone di Giaveno: via Umberto I, via XX settembre, piazza Claretta, piazza Sclopis, via Sant’Antero, via Roma e in piazza san Lorenzo – lato campanile.

Questo tipo di decoro urbano è già stato utilizzato in diversi Comuni della Toscana, ispirato all’opera “Mariposas” dell’artista contemporaneo Manolo Valdés.

“La simbologia della farfalla ha molteplici significati derivanti dal suo particolare ciclo vitale – affermano dal Comune di Giaveno – e da sempre è associata alla trasformazione ed al cambiamento, che, dopo una fase di stasi porta ad una rinascita rispetto allo stadio iniziale e l’inizio di un nuovo corso”.

La convenzione tra il Comune e l’associazione Valsangone Turismo prevede l’acquisto di 1000 farfalle colorate in forex, con dimensioni 55x40x0,3, di vari colori, il noleggio di un cestello per il montaggio e smontaggio delle installazioni nelle vie del centro storico della Città, l’acquisto di funi e fascette per il fissaggio e l’attività di montaggio e smontaggio delle farfalle.

 

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17 COMMENTI

  1. Io penso che sia un’ ottima iniziativa.Il fatto che nel centro storico di Giaveno non vi sia la desertificazione commerciale nonchè il degrado urbano che dilagano in moltissimi nostri paesi, indica che la strada intrapresa è quella giusta. Questa iniziativa attirerà turisti e curiosi che poi spenderanno e consumeranno.
    Più negozi aperti = maggiore incasso dei proprietari dei muri che poi pagano le tasse o ristrutturano le facciate= muratori e imbianchini che lavorano.
    Più negozi aperti= maggiore incasso sull’ occupazione del suolo pubblico, tassa rifiuti, maggiore incasso per gli eventuali parcheggi a pagamento, maggior numero di posti di lavoro di commessi, magazzinieri, dipendenti famigliari e non ( che garantiscono i consumi ). Il comune incassa di più e quindi ha un bilancio più favorevole , ad esempio, per le politiche sociali. E’ brutto da dire ma non sono i soggetti poveri o in difficoltà ad aiutare se stessi con le proprie tasse che probabilmente , ovviamente, non devono pagare…Quindi è dovere di ogni amministrazione comunale fare scelte per attirare ricchezza e benessere.
    Alla fine dei conti gli 8000 €. investiti direttamente per altri usi apparentemente più ” nobili” si sarebbero esuriti in breve . In questo caso diventano un moltiplicatore a cascata in più direzioni.
    La “ricchezza” va in parte utilizzata nelle necessità emergenziali ( che non devono diventare croniche !) e poi moltiplicata per essere a servizio di un sempre numero maggiore di persone.
    Spero che molti comuni valsusini con grandi potenzialità turistiche, culturali, storiche, ambientali ecc. si ispirino all’ esempio di giaveno senza preoccuparsi di esser giudicati o criticati, ma spiegando i virtuosismi apparentemente non percepibili che si celano nel medio termine.

  2. Vorrei capire:
    1. Come smaltiscono gli ombrelli?
    2. Le farfalle sono in materiale ecosostenibili?
    3. Non potevano investire quei soldi in progetti di inclusione sociale di anziani o sostegni educativi e ricreativi per minori traumatizzati dalla pandemia?

  3. Perfettamente d’accordo col sig. Mauro.
    Secondo me molti ricorderanno le luci di Natale di Giaveno e torneranno per rivederle, a scapito di altri comuni che non offrono attrattive.

    • Vero… detto da chi vive a Bussoleno, il più brutto e mal tenuto paese della Valle di Susa, purtroppo… e con tutti i negozi chiusi, perché con una Via Traforo e una Via Fontan piene di case vecchie e decrepite mai dipinte, e zero attrattive, le persone, compresi i residenti, a parte adesso che c’è il problema del coronavirus, se in un week end vogliono fare 4 passi, non scelgono di certo Bussoleno… I Paesi brutti non attraggono… poi per carità, è vero che al momento ci sono problemi più impellenti come la sanità malfunzionante, etc…

      • Se alcuni negozi chiudono non e’ certo colpa di tutto cio’ che viene detto. Perche’ proprio in Bussoleno due negozi avevan chiuso 2/3 anni fa.E’ normale secondo lei PIPPICALZELUNGHE andare in un negozio trovarlo chiuso in orario di apertura ? Il tutto perche’la commessa si annoiava e ha attraversato la strada per chiacchierare. Io lo sapevo quindi attraversavo e guardavo se era la , chi era di passaggio non lo sapeva e quindi non e di certo non si fermava e
        = mancato guadagno. Ci sarebbe pure il caso della pizzeria che mi spaccio’ le mozzarelline per olive ascolana.Poi ci dissero che erano finite le olive ci volevan dare qlle.( sempre in valle). Non ci si puo’ aspettare che la gente lavori se fa cosi’!

  4. Personalmente sono tradizionalista e nei paesi e nelle citta’ osservo gli scorci, i paesaggi , le opere d’ arte
    …se ci fosse una festa , una ricorrenza sarebbe un bel gesto.Personalmente impiegherei il denaro valorizzando il paese diversamente.

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