GIAVENO, IL POLITECNICO PROGETTERÀ IL RECUPERO DELL’ISTITUTO PACCHIOTTI

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GIAVENO – Il Pacchiotti diventa materia di studio e palestra di progettazione per gli studenti del Politecnico di Torino. Un lavoro i cui benefici non rimarranno relegati alle aule del Pacchiotti o del Polo universitario del capoluogo, ma valorizzeranno anche il territorio della Val Sangone, di cui l’Istituto è già di per sé, come in passato, centro educativo, formativo, sociale e culturale. Grazie al rapporto costruito dall’Associazione AMMP Onlus tra la Fondazione e il Dipartimento DISEG (Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica) dell’Ateneo torinese. Una collaborazione che le parti intenderebbero finalizzare anche a una progettazione del pieno recupero funzionale della struttura.

Partendo dallo studio dell’esistente e della storia dell’edificio, indirizzandosi ai suoi potenziali nuovi sviluppi, due tesi e due corsi, uno nel primo e uno nel secondo semestre, hanno posto il Pacchiotti al centro.

Lunedì, in occasione della visita allo stabile dei ragazzi che seguono il corso di Recupero e conservazione degli edifici del professor Carlo Ostorero è stata annunciata la volontà di rendere più stretta e finalizzata la sinergia.

Con l’approvazione dell’Amministrazione comunale rappresentata dal sindaco Carlo Giacone e dal consigliere delegato ai Lavori Pubblici Marco Carbone, oltre che dagli assessori Ermanno Neirotti e Marilena Barone. Hanno portato il loro saluto agli studenti e al professore il consigliere regionale Alfredo Monaco e il presidente degli ex-allievi Angelo Battagliotti.
Nella conferenza stampa che ha preceduto la lezione svoltasi presso il Pacchiotti, per occasione aula universitaria, è stato illustrato il percorso che ha condotto a questa importante opportunità.

Come spiega la vicepresidente della Fondazione Concetta Zurzolo è “Grazie alla proposta dell’Associazione Maria Madre della Provvidenza, del suo presidente nazionale Bruno Cavallo e dei referenti della sede valsangonese, con il prezioso supporto di Loredana Bulco, che presso il DISEG lavora, che si è potuto portare all’attenzione del Dipartimento la realtà del Pacchiotti. Questa occasione è stata colta dal Consiglio d’Amministrazione, potendo essere concretizzazione della volontà di dare ulteriore centralità, oltre che recupero strutturale, a questa opera tanto importante”.

Da parte sua l’Amministrazione attraverso le parole del sindaco, “riconosce il valore di questo percorso per alcuni versi simile a quello che portò proprio dopo uno studio del Politecnico alla riqualificazione del Centro storico cittadino. Un grande grazie quindi va oltre che alla Fondazione all’associazione AMMP in particolare al suo coordinatore delle attività sul territorio Toni Zurzolo che si è speso per costruire questo link”.

Sulla stessa linea il presidente della Fondazione Claudio Aiello che evidenzia come “quanto annunciamo oggi è conseguenza di un cammino comune avviato già qualche mese fa con l’ospitalità alle due tesiste e l’accoglienza degli alunni del professor Marco Zerbinatti del corso di Progettazione tecnologica per il patrimonio edilizio”.

Aprendo la lezione, presso l’aula magna dell’Istituto, dopo i saluti dei referenti delle istituzioni scolastiche attive nella struttura, Carmelina Venuti (“Blaise Pascal”) e Cesare Rosso (“Casa di Carità Arte e Mestieri”) il professor Ostorero ha chiarito che “quanto realizzato sia per le tesi che nelle esercitazioni dei corsi avrà una ricaduta comunicativa sul territorio. Anche perché lavori di questo genere possono essere la base dell’opportuna pianificazione necessaria per accedere a finanziamenti per gli interventi”. La volontà della Fondazione è quella di determinare attraverso lo sviluppo di un comune lavoro la concreta realizzazione di interventi in un crono-programma plueriennale capaci di valorizzare al meglio le proprie potenzialità e quelle del territorio.

“Anche in questo modo – chiudono i vertici della Fondazione – diamo concreta attuazione alla volontà, anche recuperando e contestualizzando alcune suggestioni progettuali lanciate nel recente passato, di attuare la nostra mission e di rendere sempre di più l’Istituto casa di tutti e motore dello sviluppo del territorio”.

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