IL VINO DELLA VALSUSA CONQUISTA LONDRA: MEDAGLIA D’ARGENTO AL “DECANTER AWARDS”

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di MARIO RAIMONDO

ALMESE – Tutto è cominciato con una mail arrivata a Giuliano Bosio alcune sere fa direttamente dal Regno Unito. Con un invito quasi perentorio: volare niente che di meno sino a Londra per presentare il vino “Gesia veja” ad un pubblico di sofisticati ed appassionati operatori del settore enogastronomico sulle sponde del Tamigi.

“Lì per lì – ci dice Giuliano Bosio – ho pensato ad uno spam od ad uno scherzo di qualche burlone. Ma poi, preso dal sentimento del dubbio, ho pensato di indagare meglio e perbacco, quella mail era davvero autentica! Con 90 punti il Baratuciat di Almese, il mai abbastanza conosciuto e raro bianco delle colline moreniche lasciateci in eredità dal ghiacciaio della Valle di Susa, si è aggiudicato una delle medaglie d’argento assegnate dalle commissioni d’assaggio dell’inglese Decanter Awards. Quest’ente organizza ogni anno un concorso internazionale tra vini provenienti da ogni parte del mondo con numeri davvero eccezionali. Quest’anno, ad esempio, i vini degustati e giudicati sono stati quasi 17000 e le medaglie d’argento vengono assegnate ex-aequo a scendere partendo dal posto in classifica numero 440. Il che significa, per il Baratuciat, un risultato lusinghiero ed eccezionale, considerando che si tratta di un prodotto di nicchia, praticamente quasi sconosciuto, che per la prima volta è giunto all’estero”.

Davvero non male, un risultato del genere, giunto praticamente partendo dal nulla e che la dice lunga – molto lunga – sulle capacità vitivinicole della Valle di Susa se solo queste potenzialità trovassero amatori pronti ad impegnarsi ed a ragionare su questa potenzialità agricola che potrebbe dare lustro e lavoro in valle. “Il merito di questo risultato – conclude Bosio – conseguito dal Baratuciat, che ha per così dire acquisito una sorta di visibilità “mondiale”, non è davvero solo mio, ma va ascritto in primis a tutti quelli che in questi ultimi 15 anni, partendo dal compianto Giorgio Falca, hanno dedicato tempo, risorse ed energie per riscoprire e valorizzare questo meraviglioso e capriccioso vitigno”. Che – visti i risultati che potrebbero essere forieri di grandi aspettative – attende di espandersi per dare sempre più valore e possibilità.

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