IN VALSUSA 50 PROFUGHI UCRAINI (TRA CUI 28 BAMBINI) OSPITATI NEL POLO LOGISTICO DI BUSSOLENO

Il centro di accoglienza è gestito dalla Croce Rossa di Susa con il supporto di Anastasia, una donna ucraina che vive da 5 anni a Giaveno: "Volontari instancabili"

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Anastasia

di IVO BLANDINO

BUSSOLENO – Anche la Valsusa si sta mobilitando per accogliere i profughi ucraini, tra questi la Croce Rossa di Susa. Presso la struttura del Polo Logistico di Bussoleno è stato creato il centro di accoglienza per chi è dovuto fuggire dalla guerra. Per saperne di più abbiano intervistato il responsabile della Croce Rossa di Susa, Michele Belmondo, responsabile per le emergenze della Croce Rossa Italiana Comitato della Valle di Susa e Anastasia, donna ucraina che funge da traduttrice.
Le parole di Belmondo: “Attualmente presso il Polo Logistico Valle di Susa a Bussoleno stiamo ospitando una cinquantina di persone che sono in fuga dall’Ucraina. Tra loro ci sono 28 bambini mentre il resto sono perlopiù donne. Questa struttura è stata attivata dal settore processo civile della Regione Piemonte per dare una prima risposta all’emergenza. E una struttura per fornire la prima accoglienza per rispondere i primi bisogni di queste persone in attesa di essere indirizzate a quello che sarà un percorso di accoglienza e poi inclusioni a medio lungo termine sul territorio”.

Esattamente qual è il vostro ruolo in questa situazione di emergenza?
In questa fase noi ci stiamo occupando principalmente di dare la prima accoglienza, All’arrivo sul territorio italiano e in questo caso in Piemonte forniremo a loro un posto sicuro in cui dormire, i pasti e l’accompagnamento. Insieme all’Asl del territorio le verifiche sanitarie, l’accompagnamento per poter avere i documenti per il soggiorno in Italia, la primissima accoglienza e l’accompagnamento quello che sarà poi un percorso di accoglienza e l’inclusione a medio lungo termine.

Anastasia è una donna ucraina che vive da cinque anni a Giaveno ed è sposata da tre anni con un italiano. Ci spiega quello che sta facendo al Polo di Bussoleno?
Da due settimane mi trovo qui alla Croce Rossa di Bussoleno e sto cercando di dare una mano ai ragazzi che lavorano al Polo, e soprattutto al mio popolo e alla “mia” gente che non parla italiano e si trova in difficoltà. Loro sono rifugiati della guerra e sto cercando anch’io di dare una mano per riprendere la loro vita e sono molto contenta di essere qui per aiutare.

Da donna ucraina, che pensiero ha su questa situazione che stiamo vivendo?
La vedo male. Però siamo forti e vinceremo, sicuramente non domani magari non fra due settimane, ma ce la faremo perché siamo in popolo forte ed unito.

Questi profughi come si sono ambientati in questo luogo?
Secondo me si trovano molto bene, perché ci sono tantissimi volontari che danno una grande mano e un aiuto con attività sportive, giochi e spettacoli. Insomma molte attività e ci vuole un po’ di tempo per imparare meglio la lingua italiana ma ce la faranno.

Direttore Belmondo, che cosa possano fare per aiutare per questa emergenza?
Certo chi vuole offrire il suo aiuto può andare sul sito CRI Susa.it, dove è stato pubblicato un volantino con le modalità attraverso cui è possibile sostenere questa attività. Tra queste c’è la raccolta di alimenti da utilizzare qui all’interno della struttura aperta nei pomeriggi. Dal giovedì al sabato c’è la possibilità per chi parla la lingua russa e ucraina per il personale sanitario, di diventare volontario in maniera temporanea della Croce Rossa e quindi agire in prima persona su questo tema. Inoltre c’è la possibilità di fare una donazione economica per chi lo volesse fare.

Anastasia, che cosa vuole dire ai volontari della Croce Rossa della Valle di Susa?
Sono molto sincera e vorrei ringraziare questi ragazzi che è molto importante per quello che stanno facendo. I ragazzi stanno facendo una cosa molto importante perché stanno qui tutti i giorni. Anche di notte stanno facendo pure i turni per aiutare questi bambini e le loro mamme che sono arrivate qui in Italia. Stanno facendo del loro meglio, cucinando, li portano a fare passeggiate e sono sempre disponibili per qualsiasi cosa. Addirittura con i loro stessi soldi comprano scarpe, cuffie, insomma tutto quello che c’è bisogno. Questi ragazzi offrono il loro aiuto a 360 gradi.

Michele Belmondo, direttore della Croce Rossa di Susa

 

 

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