LETTERA / BARDONECCHIA RIAPRA ALMENO IL RISTORANTE DEL LAGHETTO

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di EVA MANASSERO MORETTI

BARDONECCHIA – Il ristorante bar è chiuso e i gestori si sono trasferiti in un altro locale. Pare che la gestione del ristorante sia connessa in modo indissolubile alla gestione della piscina anche se potrebbe lavorare tutto l’anno (fonte verbale: ufficio comunale).

Che cosa possiamo fare noi non residenti (e paganti IMU) ma senza voce, per sollecitare la riapertura del bar ristorante del Laghetto prima della fine dei lavori alla piscina che si trascinano da due anni, come abbiamo letto su questo giornale?

Grazie per la comprensione.

 

 

 

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12 COMMENTI

  1. Di ristoranti in giro per la valle ve ne sono a bizzeffe, per la piscina, basta andare a Sestriere e trovate una struttura con vista mozzafiato sulla valle…Se sti problemi non se li fanno i residenti, se li devono fare i villeggianti..

  2. Più che del ristorante …. Che dai, scelta c’è già a Bardonecchia e dintorni… il fatto che la piscina sia chiusa e non ci sia nulla se non Susa… ( è anche li … non approfondiamo) , è ridicolo. Follia direi..

  3. Presto entreremo ufficialmente in recessione, aumenteranno le difficoltà per procurarsi i mezzi di sussistenza basilari ed anche scaldarsi o accendere una lampadina di troppo diverrà un azzardo per pochi ardimentosi, e questi si preoccupano del ristorante al laghetto.
    Beate crape leggere senza problemi seri nella vita.

    • Teste vuote fantastiche e dove trovarle, ma perché te la prendi con chi si preoccupa per il territorio, invece di interrogarti sul perché siamo arrivati alla situazione che descrivi? Forse sei tu a non avere problemi seri nella vita? O forse un grosso problema ce l’hai perché sei uno di quelli che considerano inevitabile o addirittura giusto quello che sta accadendo?

  4. Soave et zuccherino poter constatare quanto l’ottimismo guberni cotesto mondo. Se “presto entreremo ufficialmente in recessione” (ctrl+v da chissá qual internettiana plaza de toros) perché, miei buoni amici, non spengete solerte li vostri dispositivi elettronici con cui comunicate á vostri simili et pari e non cridate “ACCORRUOMO” pelle vie de lo vostro paese al fin di radunare tutti in rifugi antiaerei, crote et infernoti vari ad aspettare l’Armageddon? Vi prendete anche il disturbo morale di guardare dall’alto in basso lo proximo vostro che favella con leggiadria di locande taberne et innocui passatempi? Perché tutto questo odio gratuito da tastiera fisica o virtuale, perché, signore Iddio? Cui prodest, Domine? Cui prodest??? Un forziere ripieno di mllemila svanziche et sesterzi spetterá, quivi o nell’Ade, a chi gnosce risposta a cotal lacerante dilemma…

    • Lo ha sostenuto il FMI (Fondo Monetario Internazionale, specifico per esteso il significato della sigla poichè, considerato il livello intellettivo che traspare da quanto scrivi, dubito tu ne conosca anche solo l’esistenza). Lo ha ribadito pure il drago nazionale (Mario Draghi) nell’ultimo aggiornamento al Def. Etcetera…
      Fattela tu la ricerchina in internet, ammesso ne sia capace, che è pieno zeppo di notizie al riguardo e, magari e tanto che ci sei, leggiti anche qualche giornale ogni tanto, che ne dimostri seria necessità.

  5. Lo Stolto ha ragione. La chiusura di locali e strutture e un male. Per tutti. Ma magari per i fanatici della decrescita felice e della follia naziecologista, quelli che di buon grado amano pandemie ingigantite, vergognose speculazioni sui prezzi di bollette e materie prime, immigrazione incontrollata e tutto quello che “Ci chiede l’Europa” o San Zelensky, nuovo feticcio delle masse appecorate…tutto questo è buono e giusto.

  6. Perché Lo Stolto che sostiene le attività del territorio usa un linguaggio forse medievaleggiante, ma non certo offensivo, mentre chi lo critica, dall’alto della sua autoreferenziale superiore cultura ed educazione lo definisce ignorante e argomenta con linguaggio molto più duro e insultante?

  7. Veggo colle mie fosche pupille la pratica demonstratione de la Mossa Kansas City di Sleviniana memoria. Rimarchevole est la capacitate de l’homo d’arrestar la sua lettura alle prime righe, e di coglier fallo di quanto piú gli aggrada e lo turba. L’astio rancoroso, il livore ardimentoso, il voler a tutti li costi insegnar al felide domestico l’arte del rampicar sulle arboree chiome.
    Curiositá puote azzardar una pacifica esplicatione, sine frutto alcuno tuttavia. E par suo Chiamare le cose con il proprio nome dimanda questioni che non habranno mai risposta. Come dicea lo Sommo Poeta unico succeduto a Durante di Alighiero degli Alighieri, “… e mi chiedi / sono loro stasera / i migliori che abbiamo?…
    Sia vostra l’ultima parola, e da me piú un fiato.
    Pace e amore.

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