PALIO DI AVIGLIANA: “PERCHÉ VINCE SEMPRE BORGO PAGLIERINO? IL CAVALLO NON DEVE ESSERE DETERMINANTE”

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Antonietta Spallone e la gara dei cavalli di domenica 17 giugno

di ANGELO FRANCO

AVIGLIANA – Al Palio dei Borghi non sono mancate le polemiche inerenti al nuovo regolamento e all’introduzione del sistema a tre corse. Negli ultimi giorni alcuni partecipanti e vari cittadini hanno espresso le loro perplessità parlandone nei bar della cittadina e anche sui social network.

L’aviglianese Antonietta Spallone ha varie idee in merito. Veterana del Borgo San Pietro, ex capo borgo con esperienza decennale e un primo premio all’attivo (il palio del 2009), solleva dei dubbi sull’ultima edizione conclusa domenica.

Le rappresentazioni teatrali prima della corsa sono state piacevoli e interessanti – dice la Spallone – hanno messo in gioco i borghigiani anche in attività non strettamente legate alle corse, ma sono durate più di due ore e alcuni si sono annoiati“.

E riguardo il nuovo sistema a tre corse e l’assegnazione dei punteggi? “Perché vince sempre Borgo Paglierino? – chiede con ironia la Spallone – il palio dovrebbe essere vinto grazie al lavoro e all’attività svolta dai borghigiani nella sua interezza, la corsa con il cavallo di per sé non deve essere elemento determinante alla vincita e posso dire orgogliosamente che San Pietro ha vinto in tutto e per tutto, perché il palio si vince attraverso il lavoro della gente e non esclusivamente grazie alle prestazioni di un animale“. E aggiunge: “Bisogna premiare tutto il lavoro che c’è dietro“.

Domenica 17 giugno, dopo la finale, c’è stato un momento di tensione tra alcuni partecipanti, che sono arrivati alle mani. Antonietta Spallone, che era presente al momento dei fatti, dichiara: “Sarebbe bastato usare l’intelligenza per capire che di fronte a dei bambini, in simili occasioni, la cosa migliore da fare è comportarsi da persone mature e indietreggiare di un passo. Il palio è un momento liberatorio: divertiamoci, sfoghiamoci, prendiamoci in giro, ma il giorno dopo tutti amici come prima. È proprio questo il bello della gara“.

Al di là del risultato, per l’associazione Borgo San Pietro il bilancio è comunque positivo: “La quantità e la qualità dell’impegno possono serenamente essere definite una vittoria per noi” spiegano le portacolori Giorgia Wood e Giada Spanò, “per quanto ci riguarda, non possiamo che ringraziare la Pro Loco, dal presidente a tutti i volontari, le forze dell’ordine che sono intervenute per permettere lo svolgersi della manifestazione e gli altri capo borgo che ci hanno accompagnato in questa nostra prima esperienza. Guardando a casa nostra, invece – aggiungono – il grazie più sentito a chi ha profuso le proprie energie nelle varie competizioni, una menzione speciale per l’arciere, i falconieri, i protagonisti della scenetta e i tamburini“. Relativamente ai risultati ottenuti concludono: “È questione anche di fortuna e noi non ne abbiamo avuta molta“.

 

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1 COMMENTO

  1. Sono l’arciere del borgo paglierino e voglio rispondere alla signora spallone, mi trovo pienamente d’accordo per quanto riguarda le scene teatrali a parte la prima le altre diventano noiose per il pubblico è stato più volte richiesto di fare altri tipi di giochi per coinvolgere sia la tifoseria dei borghi che il pubblico.
    Per quanto riguarda il resto mi trovo in disaccordo poiché il palio è determinato falla vincita del cavallo che come dovrebbe sapere la spallone i cavalli vengono scelti dalla pro loco e l’ accoppiata fantino cavallo viene determinato dal punteggio ottenuto dai borghi nei vari giochi ivi compreso il palio dei masnà.

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