ROSTA, L’APPELLO DEI GENITORI: “NON CAMBIATE SEMPRE I MAESTRI AI NOSTRI BAMBINI”

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LETTERA DEI GENITORI DELLA 4A E DELLA 4B DELLA SCUOLA PRIMARIA “COLLODI” DI ROSTA

ROSTA – Buongiorno, la scuola è finita ed è tempo di bilanci e pagelle. È stato un anno a singhiozzi, ma sempre meglio del buio apocalittico del precedente. Siamo i genitori dei bambini frequentanti la classe quarta, sezioni A e B, della scuola primaria “Collodi” di Rosta, in provincia di Torino e vorremmo richiamare l’attenzione sulla norma del vincolo quinquennale, che obbliga i docenti assegnatari di posto di ruolo, ad accettare la cattedra anche in un istituto diverso da quello dove hanno costruito relazioni con i colleghi e soprattutto con gli alunni.
Se tale principio scaturisse dalla necessità di coprire posti laddove ce ne fosse necessità, sebbene a malincuore, costituirebbe un fondamento sacrosanto nel mondo del lavoro e quindi obtorto collo ammissibile. Tuttavia, ci sembra che tale norma imponga invece spostamenti non necessari ai docenti, al solo scopo di applicare d’ufficio una regola, a fini riorganizzativi del sistema di reclutamento degli insegnanti. Veniamo da due anni scolastici molto difficili, che hanno messo a dura prova il personale, i genitori, ma soprattutto loro, i nostri bambini, che hanno visto vacillare le certezze dei propri riferimenti.
Sempre di più la scuola ha assunto nel tempo il ruolo di fulcro delle relazioni, per il lungo tempo che gli studenti vi trascorrono e grazie anche all’investimento che negli anni è stato fatto per rendere, soprattutto la scuola primaria, palestra di vita e di stimolo al pensiero critico.
Nella qualità di adulti, a nostro parere, abbiamo verso le future generazioni un debito di coerenza rispetto all’importanza ed alla cura nei legami con la figura del Magister, che non trasmette solo il Sapere, ma che giorno dopo giorno contribuisce a costruire, con dedizione, l’identità degli allievi.
Pertanto, chiediamo che venga rivista questa norma, almeno con un’assegnazione provvisoria per i docenti di fine ciclo, allo scopo di consentire non solo la continuità didattica, bensì anche quella umana, per regalare ai nostri figli la trama del ricordo della loro scuola primaria senza ulteriori interruzioni e strappi, che toglierebbero necessariamente serenità a questo percorso, riducendolo a mero distributore di nozioni.
Speriamo tutti che il prossimo anno scolastico possa delinearsi sotto una luce di ricostruzione, ma in attesa di investire in grandi risorse economiche, sarebbe vitale partire da minimi gesti di considerazione verso i più piccoli, ai quali non si può negare la speranza di ritrovare a settembre le guide che salirono sul treno con loro alla stazione di partenza, per condurli fino al capolinea: inevitabilmente questi passeggeri si sentirebbero beffati ed abbandonati vedendo scendere alcuni dei loro accompagnatori una fermata prima dell’arrivo a destinazione.
 
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