SCI, UNA STAGIONE IN PERDITA PER LE SOCIETÀ DEGLI IMPIANTI: PER VIALATTEA E COLOMION – 37%

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Un difficile avvio di stagione, caratterizzato dall’assoluta carenza di precipitazioni nevose, in aggiunta alle anomale temperature che hanno impedito il regolare funzionamento degli attuali impianti d’innevamento programmato che per le loro caratteristiche non sono stati in grado di garantire una copertura nevosa sufficiente all’apertura delle stazioni piemontesi.

I dati raccolti dal neo Osservatorio della Montagna che l’Arpiet ha creato con l’Ufficio Studi dell’Unione Industriale di Torino e con il supporto di SPT – Sviluppo Piemonte Turismo confermano le previsioni degli operatori.
Al 29 febbraio 2016 i ricavi totali delle principali stazioni sciistiche piemontesi erano inferiori del 43% rispetto alla media delle ultime tre stagioni. Il calo è stato particolarmente marcato nel cuneese (-56%) e nel Piemonte Orientale (-57%), mentre le due stazioni del torinese hanno registrato perdite minori (-37%); analoga flessione di minore entità è riferibile a Monterosa Ski.
In termini di skipass venduti (primi ingressi), la flessione è stata leggermente superiore (-52% in totale, con punte del 62% e 59% per Piemonte Orientale e cuneese, mentre anche in questo caso le due stazioni torinesi hanno registrato una caduta inferiore (-47%).
Anche l’occupazione si è ridotta rispetto alla media degli anni precedenti.

Al 31 dicembre 2015 i lavoratori stagionali assunti erano inferiori del 74% rispetto alla media 2012/2015. Tuttavia in gennaio e febbraio le assunzioni sono riprese ed il calo è stato in parte riassorbito, ma resta comunque significativo (-20% rispetto ai valori medi).

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Le differenze tra le aree considerate sono rilevanti. Nel cuneese e nel Piemonte Orientale, a fine febbraio, i lavoratori stagionali assunti restano di circa un terzo al di sotto della media, anche se dal 31 dicembre il numero di assunzioni è stato cospicuo. Nel torinese, invece, il recupero è più marcato e i livelli occupazionali sono soltanto del 10% inferiori a quelli normali.

Dai primi dati provvisori dei movimenti turistici per la stagione 2015-2016 che riguardano i mesi di dicembre 2015 (consuntivi) e gennaio e febbraio 2016 (in via di completamento), elaborati da SPT – Sviluppo Piemonte Turismo, si evidenzia un avvio di stagione particolarmente difficile: il mese di dicembre 2015 registra -29% di arrivi e -37% delle presenze; analogo calo sembra ritrovarsi nel mese di gennaio 2016 e, per il mese di febbraio, con l’arrivo della neve, un lieve aumento degli arrivi che generano però un numero minore di pernottamenti e, quindi, una sostanziale riduzione del tempo medio di permanenza.

Analizzando i dati consuntivi della stagione invernale 2014-2015, elaborati da Sviluppo Piemonte Turismo, emerge una difficoltà del prodotto turistico legato alla montagna piemontese: infatti l’ultima stagione consuntivata ha risentito del calo dei flussi italiani (-6%) che la forte crescita delle presenze internazionali (quasi raddoppiate) non è riuscita pienamente a compensare.

In questo contesto regionale, si inserisce l’analisi del segmento territoriale caratterizzato dalla presenza degli impianti sciistici (segmento sciistico1) e per il periodo specifico che comprende i mesi di dicembre, gennaio, febbraio e marzo.

Questa stagione/segmento sciistico rappresenta circa il 70% dei movimenti turistici rispetto al segmento della montagna invernale, con i valori che, per le ultime due stagioni consuntivate (2013-2014 e 2014-2015), evidenziano arrivi e presenze maggiormenti concentrati nel mese di marzo.
La “scarsa disponibilità” di neve che si sta verificando ciclicamente, ossia il fatto che la neve naturale non ci sia quando le esigenze economiche e turistiche la richiedono, ha portato gli attori del turismo montano ad avviare un confronto politico che auspichiamo possa essere costruttivo e possa rafforzare la consapevolezza da parte degli attori pubblici della necessità di sostenere, non solo economicamente, un settore come quello dello sci che è il vero motore economico delle montagne piemontesi – sottolinea Giampiero Orleoni, Presidente di Arpiet.
Il “sistema neve” ha sempre rappresentato, nel suo complesso, uno dei principali prodotti turistici del Piemonte ed una risorsa economica e occupazionale vitale per molte delle nostre valli alpine.

La recente attivazione di un tavolo regionale sulla montagna, più a volte sollecitato, a cui siedono tutti gli attori del sistema montano, è un passo che va nella direzione giusta di rafforzamento delle sinergie pubblico- private e di sviluppo del dialogo costante fra istituzioni e territorio al fine di riequilibrare le risorse e la gestione.
In questa particolare fase congiunturale e climatica, è necessario non focalizzarsi sull’individuazioni di soluzioni per fronteggiare l’emergenza del momento, ma creare un piano di azione ed una strategia di destinazione, per rafforzare il prodotto turistico montano invernale ed estivo, una montagna tutto l’anno, anche nell’ottica degli investimenti che le stazioni sciistiche hanno in programma nei prossimi anni che si stima possano superare i 77 milioni di euro complessivi (dato indagine Osservatorio Arpiet).

A livello nazionale l’Arpiet ritiene prioritario:
1. riattivare e finanziare la Legge n. 222 del 1990 che prevede la possibilità di impiego di ammortizzatori sociali in via straordinaria per i dipendenti di tutte le aziende colpite dagli eventi e la sospensione, con dilazione dei pagamenti a favore delle imprese, degli oneri fiscali e previdenziali, nonché di tasse, imposte e canoni
2. rifinanziare la Legge 11 maggio 1999, n. 140, articolo 8, e la Legge 1 agosto 2002, n.166, articolo 31, per le aziende del settore funiviario per miglioramenti tecnologici, revisioni speciali, revisioni generali e/o sostituzione delle funi, nonché per miglioramenti e implementazione di impianti di innevamento programmato
3. rifinanziare la Legge 24 dicembre 2003 n. 363 con assegnazione di contributi sulla sicurezza delle piste da sci e con l’assegnazione della giusta dotazione allo specifico Fondo finalizzato alla promozione della montagna e degli sport invernali
4. riequilibrare il mercato. La concorrenza sleale delle Regioni e Province a statuto speciale, ma anche della vicina Francia, che hanno capacità di spesa decisamente superiori, sta divenendo agguerrita e insostenibile
5. prevedere una misura che riduca le accise sul gasolio per i mezzi battipista, analogamente al settore agricolo.

A livello regionale l’Arpiet ritiene prioritario:
1. programmazione triennale. Conoscere l’entità delle risorse economiche per il finanziamento della LR
2/2009 nel prossimo triennio e avere un’indicazione sulle tempistiche di erogazione dei contributi
annuali, riducendo i tempi tra l’uscita dei bandi e l’erogazione dei contributi
2. rifinanziamento della misura B della LR 2/2009 chiusa ormai dal 2012 o individuazione di modalità alternative per il finanziamento della riqualificazione, del potenziamento e della valorizzazione del patrimonio impiantistico. Nello specifico, la situazione di scarsa disponibilità di neve registrata quest’anno ha messo in luce la necessità di concentrare gli investimenti sugli impianti di innevamento programmato di ultima generazione, maggiormente efficienti sotto il profilo economico ed ambientale, a minor consumo energetico, silenziosi ed alta resa. Tali impianti hanno permesso, ad esempio, in Trentino Alto Adige, in condizioni climatiche analoghe a quelle del Piemonte, l’apertura di tutte le località dall’inizio della stagione invernale. Emerge il ruolo ormai fondamentale dell’innevamento programmato, quale garante dell’efficienza e della “durata” della stagione sciistica, per il mantenimento del livello occupazionale, per la programmazione dei flussi turistici nazionali ed internazionali
3. creazione di un fondo finanziato da economie derivanti dalla revoca di contributi assegnati ma non erogati su bandi turismo da destinare agli operatori in caso di emergenza
4. istituzionalizzazione di una settimana dedicata alla promozione della cultura sportiva nelle scuole in occasione del Carnevale. Un’iniziativa coerente con la promozione dello sport prevista dalla “Buona Scuola”.

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