SUSA E IL CASO DELL’ANZIANA INVALIDA: INTERVIENE LA CONSIGLIERA REGIONALE BATZELLA

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di STEFANIA BATZELLA (Movimento Libero Indipendente)

SUSA – Ho raccolto subito l’appello lanciato ieri attraverso il giornale ValsusaOggi dalla signora Maria, una donna di 75 anni, invalida al 100% e residente a Susa, in uno degli alloggi dell’Agenzia territoriale per la casa (Atc). Oggi sono stata a casa sua per vedere con i miei occhi le condizioni in cui è costretta a vivere. La donna, che ha numerosi problemi di salute, compresa una gravissima difficoltà di deambulazione, vive sola al secondo e ultimo piano di una palazzina senza ascensore e senza montascale. I suoi figli, nel mese di luglio hanno presentato regolare domanda all’Atc di Torino per chiedere il cambio di alloggio, allegando la documentazione di invalidità e specificando anche le gravi difficoltà nella deambulazione della loro mamma. Il 12 settembre la signora ha ricevuto dall’Atc una risposta di diniego al cambio “poiché – si legge nella lettera firmata da un dirigente del servizio utenza – dalla documentazione prodotta e dalla situazione descritta non emergono le condizioni richieste per utilizzare la procedura di urgenza prevista dall’articolo 3, comma 7 del regolamento regionale”.

Peccato che la procedura di urgenza preveda il cambio di alloggio nel caso in cui si riscontri “l’insorgenza di gravi patologie debitamente documentate” che “determinino incompatibilità con l’alloggio assegnato e che rivestano condizione di particolare urgenza”.  Diniego che, alla luce della situazione, mi pare surreale e nettamente in contrasto con quanto prevede il regolamento. Nell’anno 2005 alla signora era stata riconosciuta un’invalidità al 75% poi dal 2011 al 100% e l’Inps, nel certificato di invalidità, ha specificato la necessità di assistenza continua, perché la donna non è più in grado di compiere gli atti quotidiani della vita. Anche il suo medico di famiglia ha certificato che la signora Maria non può salire e scendere le scale e che, pertanto, necessita di un alloggio al piano terra per mantenere un minimo di autonomia. Mi chiedo allora quali siano i requisiti che l’Atc considera necessari per accedere alla procedura di urgenza. In questa vicenda, poi, oltre al danno c’è anche la beffa: nella palazzina in cui abita la signora Maria ci sono da tempo due alloggi vuoti, di cui uno al piano terra, non ancora riassegnati perché dal 2015 non viene emesso alcun bando da parte dell’Atc. Maria, quindi, è costretta a vivere quasi chiusa in casa perché non può fare le scale quando, invece, potrebbe vivere al piano terra, in condizioni per lei più semplici.

Ho già informato della questione l’assessore regionale alle Politiche sociali, della famiglia e della casa, Augusto Ferrari, a cui ho chiesto di attivarsi il prima possibile per fare chiarezza e risolvere questa situazione con il presidente dell’Atc di Torino. Mi impegnerò e mi batterò affinché vengano applicate le normative di legge, perché Maria ha tutto il diritto di avere una sistemazione più consona alle sue condizioni di salute e a vivere una vita quotidiana dignitosa.

Trovo assurdo, però, che in presenza di leggi e regolamenti molto chiari che dovrebbero tutelare le persone più fragili, debba intervenire una consigliera regionale per cercare di sbloccare la situazione e chiedere che vengano applicate le normative.

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1 COMMENTO

  1. 5S veramente inutili e in cerca di pubblicita`. Batzella si presta a paladina del giusto e del rinnegato.
    Ma che comica questi nuovi politici votati dalla massa.

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